Anche gli escursionisti sono Viaggiatori

Cose che un escursionista con un minimo di sale in zucca NON  dovrebbe mai fare:

– indossare scarponi obsoleti (gli stessi che un amico umorista definisce spiritosamente ‘i due camosci morti’) senza neanche avergli fatto un minimo di trattamento impermeabilizzante, pur sapendo che è previsto un tratto – seppur breve (ma neanche poi tanto) – in neve fresca
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– decidere, a scarponi già fradici, per una deviazioni in traverso sui 2000 metri, che potrebbe portarvi, a vostra insaputa, su un pendio totalmente innevato, a tratti scivoloso, a tratti con 60 cm di neve (la gamba vi sprofonda tutta, figuratevi i due camosci…)
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– uscire dai sentieri segnati per fare improbabili deviazioni in traverso sui 2000 metri, nel mese di dicembre. A meno che non siate lo yeti.
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– una volta giunti (miracolosamente) a destinazione, recarvi al self service del rifugio indossando dei sandali tedeschi, generosamente prestativi da un compagno di escursione, con sotto i calzettoni,  dopo esservi tolti i camosci in sala da pranzo davanti a tutti (sempre meglio della vostra amica che, nelle stesse condizioni, si è messa le ciabatte di hello kitty)
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Tipi di escursionisti che potete incontrare nei rifugi di montagna:
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– l’Ironmen: camicia a quadroni da boscaiolo dell’Oregon, imponente nel fisico, nell’animo e nelle imprese.
Il viso scolpito dal vento (potete capirne l’età contando le rughe… ne ha ovunque, anche sul cuoio capelluto) vi narra avventure estreme magnificando arditi passaggi in quota (minimo oltre 4.000 metri).
Arriccia il naso con sufficienza e vi guarda con malcelata commiserazione quando voi declamate orgogliosi ‘siam saliti partendo da San Piripillo, amena località alpina 600 metri più in basso. A voi sembra di aver scalato l’Everest. Per lui siete delle mezze calzette. Sotto i 1500 metri di dislivello l’Ironmen neanche si muove; ignora volutamente l’esistenza dei mezzi meccanici di risalita (alla parola ‘funivia’ gli viene l’ictus. Curioso, perché invece a quota 8.000 senza neanche le bombole sta benissimo…).
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– il valligiano che ‘è venuto su a bere il caffé’. E’ partito anche lui da San Piripillo, come voi. Però ci ha messo 45 minuti (voi 3 ore e 40)
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– Il Reinhold Messner de noantri: uguale all’Ironmen, ma solo all’apparenza. Intanto non ha le rughe, e indossa, al posto della camicia a quadroni, abbigliamento molto trendy e super tecnico, manco fosse il testimonial della Salewa. Arriccia il naso ancor più dell’altro, anche se in realtà ammette di essere salito anche lui da San Piripillo, ‘perchè l’altro sentiero era chiuso’.
Vi da la buona notte e vi augura già buon viaggio di rientro per il giorno dopo, perchè non sa se vi incontrerete il mattino: ha difatti in programma la salita in solitaria a Cima Pillacchera, m 4.320, partendo alle ore 4:00, col casco con la pila frontale.
Ovviamente lo troverete a far colazione il mattino dopo verso le 9.30, mentre aspetta la jeep che, a pagamento, lo riporterà a valle.
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Tutto questo per vantarmi smodatamente del fatto che sono reduce da un’escursione pre-natalizia in territorio alpino che mi ha fatto sentire onnipotente (nonostante i 600 m scarsi di dislivello, essendo partita da San Piripillo).
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E adesso vado a recuperare l’Infanta alla stazione, che torna da una vacanza pre-natalizia anche lei sulle nevi (non abbondanti) dell’Aprica: è’ stata via 4 giorni, e non vede l’ora di tornare a casa per passare un po’ di tempo con  la sua Mater  l’Infantopunk, che è passato un anno ed ancora alberga nel suo cuore.
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Così come nel mio, di cuore, albergate tutti voi, adorati lettori: ché senza di voi a leggerlo, (e senza di Te in particolare… si, si..  tu. Tanto lo so che hai capito che parlo di te) questo blog non sarebbe quel che è: una bella raccolta di minchiate.
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Buon Natale, a tutti. E grazie.
Di cuore.
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pacchi_palle_natale

 

2 thoughts on “Anche gli escursionisti sono Viaggiatori

  1. Ma le tue minchiate ci fanno fare delle sane risatone! Buon anno e complimenti per la salita alpina, a me viene il fiatone anche a fare tre piani di scale a piedi , figuriamoci!

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