I racconti della montagna

Mi domando: ma gli svizzeri, in generale, sono bipolari ??
(Sottotitolo alternativo:  ammazza quanto siete malgarbati ! Invece no ! Invece si ! Invece no! Invece si! Invece no!)
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Se pensavo che i valligiani più malgarbati ed infingardi dell’intero arco alpino risiedessero in questa valle qui era solo perchè non ero mai stata in Svizzera.
(O almeno così ho pensato in un primo momento. Poi ho cambiato idea. Poi si. Poi no. Poi si. Poi no. Poi si. Poi no.)
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Dopo l’esperienza extra sensoriale nel camper di plastica uso hotel che costa come l’Imperial Suite dell’Hilton, quella dove di solito alloggia la Paris, per intenderci (di cui al post precedente) ho pensato di trattenermi un poco tra le montagne più belle del mondo in direzione ostinata e contraria ai prezzi ivi praticati.
Tento la sosta con pernotto in una valle ME-RA-VI-GLIO-SA  ma complice probabilmente il tempo eccezionalmente buono la trovo in overbooking.
O meglio: deduco che sia in overbooking, perchè NON esiste una proloco o un ufficio informazioni. Mi fermo a chiedere al panettiere, e mi si dice ‘alles besetz’ il che significa che non c’è una stanza neanche a pagarla. Anzi in verità, a pagarla, una ci sarebbe: trattasi di una singola  2,5 x 2  sopra una pizzeria arredata con gli scarti della cameretta della mia amica Silvia C.. di quando aveva 12 anni (Silvia: se mi leggi tanti cari saluti).
Ovviamente costa più del camper .. cioè, più di quanto lo pagherei se lo comprassi, il camper.
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Cambio repentinamente programma e decido di tentare la sorte all’Ospizio del San Gottardo (patrimonio Unesco, peraltro) e dove la mia audacia viene premiata: a soli 80 CHF mi danno una deliziosa camerina di legno con piumone cuoricinato bianco e rosso. Però senza bagno.
Pazienza: il bagno in comune di un ospizio svizzero sarà senza dubbio più lindo del cesso di casa mia (ed in effetti è così).
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Prevedendo di avventurarmi in una escursione in quota la mattina successiva, scendo ad informarmi alla reception: Avete una cartina ? chiedo molto urbanamente.
‘Da consultare’ mi domanda il receptionist con il terrore negli occhi.
‘Bè, sa, non vorrei smarrir…’  ma non ho neanche il tempo di rispondere che il tipo sentenzia:
‘all’edicola le vendono!’
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Ah, la celeberrima ospitalità svizzera !  Effettivamente le vendono: adocchio una simil-kompass atta alla bisogna, e sfortunatamente adocchio anche il bigliettino del prezzo: 29 franchi svizzeri ! Tipo 25 euro.. ma cos’è, un manoscritto di Leonardo da Vinci ??
‘E’ professionale’ sentenzia l’esercente (in che senso ? E’ quella ufficiale in dotazione ai cani San Bernardo da soccorso ?? Mah…)
La metto giù subito manco fosse antrace… in alternativa mi viene proposta una roba che certamente professionale non è: ci sono le montagne disegnante tipo coi pastelli a cera a colori vivaci, scala 1 : 1 miliardo, di quelle che sulle nostre montagne trovi dappertutto, tipo in farmacia, dal panettiere, e via discorrendo.
‘Son 3 franchi e ottanta’ spara l’edicolante senza un minimo di vergogna.
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FORTUNATAMENTE ho dimenticato il portafogli in camera, il che mi obbliga a ritransitare dalla reception .
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Il burbero-alla-prima-impressione receptionist stavolta invece si informa con inaspettata cortesia: cara signora, l’ha poi trovata la cartina ?
Si – rispondo io alquanto stupefatta dall’improvviso cambiamento di personalità – ma ho sentito il mio family banker e purtroppo il mio fido non mi consente l’acquisto. Comunque ho pensato prendere quella disegnata dalla seconda B della scuola locale.
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‘Non le serve’ precisa il precedente burbero, ora mio benefattore, estraendo da sotto il bancone la mappa superprofessionale da un milione di dollari. Me la sciorina davanti, spiegandomi per filo e per segno tutte le escursioni della zona con garbo e cortesia.
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Vado qui! affermo giuliva puntando un laghetto a quota 2500. Ma se mi perdo?
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‘Non tema, che di certo non si perde. E comunque le presto io la cartina. Domani mattina, prima di partire, passi di qui. Basta che poi me la riporti’
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Mi profondo in ringraziamenti accorati, non capacitandomi che la stessa persona possa essere prima un villano malgarbato e poi un angelo della montagna. Va bè, mai giudicare alla prima impressione, mi dico tra me e me !!
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Il mattino dopo, adeguatamente bardata per la mia gita (calzoni alla zuava, camicia a quadri, piccozza, cappello con piuma, bacchette, bombola di ossigeno, san bernardo al seguito con botticella di grappa) passo a saldare il conto e/o ritirare la cartina prima di avviarmi alla scalata del gigante bianco.
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Ovviamente il tipo del giorno prima non c’è, e al suo posto c’è la Fraulein Rottenmeier.
‘Salve, eccole la carta di credito.. senta, c’è qui la mia cartina?’
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Quasi sviene dall’orrore e dall’ardire della mia richiesta!! ‘LA KARTA ZI COMPRA ALL’EDIKOLA’  mi sbraita con quel tipico accento flautato del cantone di Uri.
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‘No, guardi -cerco di spiegare io con gentilezza – è che ieri..’
‘NEIN! EDICOLA!’
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‘Si, però ieri il suo collega.. non c’è stamattina? MI ha promesso che ..’
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‘NON ABBIAMO KARTINE! NICHT!’
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Ve la faccio breve; la tipa non voleva saperne per nessuno motivo. Ho dovuto scavalcare la reception ed aprire personalmente, forzandolo con un piede di porco, il cassetto (blindato) dove il tipo aveva riposto la mappa, dopo aver sgomitata di lato la valchiria, nonostante la mole da montanara svizzera.
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‘eccola qua!’  proclamo a denti stretti dalla rabbia, brandendo l’oggetto del contendere (e non è una metafora)
‘vede ? Il suo collega l”aveva lasciata qui per PRESTARMELA!’
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La Rottenmeier, di fronte all’evidenza dei fatti, si trasforma in un nanosecondo nella nonna di Heidi: come il receptionist del giorno prima, diventa in un istante un’altra persona:   mi augura buon giorno, mi bacia sulle guance, mi regala una barretta di fondente e mi congeda salutandomi giuliva con la mano. E’ la mia impressione ma adesso ha le trecce e le guance rubizze e prima no ? Mah…
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In compenso, dopo una trentina di minuti che scarpino in salita ripenso alla cifra corrisposta, e mi sembra un tantino esagerata.. che mi abbia addebitato più del dovuto per vendetta ? Possibile ?
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Sì, possibile, anzi certo. Me ne capacito pienamente al rientro dalla mia ascesa, verso le ore 16.00. Il nuovo receptionist (un terzo personaggio, c’è un turnover in quell’albergo lì che io non ho mai visto…) da me interpellato in merito conferma: la tipastra mi ha fatto pagare tipo 30 euro di più!  Per fortuna il nuovo arrivato è urbanissimo, si scusa in tutte le lingue parlate nella nazione e tosto mi rimborsa in euri sonanti.
CONCLUSIONE
Ma allora ???!!  Vi decidete ?  Siete Dottor Jeckill o Mr Hyde ?  Siete garbati oppure  no? Io non so più cosa pensare né come comportarmi con voi!
Ma soprattutto… io, secondo voi, con la supercartina superprofessionale… mi sono persa oppure no ?
A chi indovina, in premio, un Toblerone originale da 750 g!
toblerone-hero
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BONUS TRACK
Qui sotto una foto originale, presa sul posto, per tutti quelli che ‘in svizzera non c’è una carta per terra neanche a morire’
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.cartaccia