Nella patria di Gugliemo Tell

 

Ecco.
Dovrebbe essere un classico:  sono seduta SOLA nel grazioso dehors di un ristorante svizzero (sembra un ossimoro, lo so) agghindata come di solito sono al lavoro (poichè NON è venerdì e quindi vi rimando a questo post qui per un giudizio di merito sul mio look). Pur lasciando alla vostra fervida immaginazione l’eleganza media dell’avventore svizzero, ci sarebbe da aspettarsi che almeno uno straccio di locale mi si avvicini, bicchiere in mano e sguardo malandrino, con intenzioni socievoli…o è chiedere troppo ?
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C’è pieno ma pieno di maschi.
Maschi svizzeri, d’accordo, però sempre meglio che niente: adesso nominatemi al volo uno svizzero sexi!
No, Guglielmo Tell non vale: intanto è già nel titolo, e poi è un personaggio di fantasia. Dai, tiratene fuori uno, se ce la fate… non ce la fate, visto ?
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Comunque: alla mia destra 2 svizzeri di cui 1 con baffi a manubrio. Mangiano fonduta (d’altronde.. dove siamo?)
Sempre a destra, ma avanti di due tavoli: gruppo di 4 maschi svizzeri. Mangiano carnazza, bevono birrazza.
Tavolo di fronte: altri 4 svizzeri, vedo le birre ma non so cosa stiano mangiando.
Altro tavolo in fondo: altri 4 svizzeri maschi, vedo in tavola addirittura una bottiglia di vino rosso.
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Dunque, come MINIMO 14 maschi (svizzeri) soli, senza femmine. Forse il fatto di essere svizzeri ci spiega perchè siano sprovvisti di accompagnatrici.
Ma ad ogni modo: come mai nessuno ha ancora spedito la cameriera al mio tavolo con :
– 1 rosa
oppure
– 1 birra
oppure
– 1 calice di rosso (vino svizzero ? un altro ossimoro)
oppure
– 1 bigliettino ‘moechtest du mit mir tanzen ?’ (vuoi metterti con me, più o meno)
oppure
– una balestra
oppure
– una forma di emmenthal
oppure
– un orologio a cucù
oppure
– un toblerone (dai!! niente doppi sensi, per cortesia!)
oppure
– una banca
oppure
– un qualsiasi cadeau che mi dimostri che io, femmina italiana, non sono passata inosservata, santo iddio!
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Se fossimo in un film a quest’ora avrei già la cena pagata dal tipo coi bermuda, la maglietta verde ramarro e i sandali ! (ma certo, coi calzini, ci mancherebbe!)
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Invece niente.
(per onestà intellettuale devo ammettere che un paio di sguardi sono arrivati: non ho però capito se lascivi o ammiccanti o se invece il tipo era  semplicemente strabico. L’ho tenuto d’occhio a lungo ma l’operazione di rimozione del tartaro all’arcata superiore con lo stuzzicadenti è andata per le lunghe, e alla fine ho desistito)
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Comunque è finita che l’insalata in brodo di salsa rosa me la sono dovuta pagare io, dopo aver stipulato un regolare contratto di mutuo quinquennale con il locale istituto di credito (si sa che i prezzi in svizzera son così, praticamente inaccessibili a noi italiani medi). Niente rosa, niente vino, niente birra, niente cucù, niente proposte di matrimonio che mi avrebbero permesso di ottenere la cittadanza svizzera. Niente.
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E tutto questo ve lo scrivo immersa nel lusso e nello sfarzo della mia FA-VO-LO-SA tripla
uso singolo che potete immaginare quanto mi costi, se per pagare l’insalata in brodo ho dovuto fare il mutuo.
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Per chi non avesse colto l’ironia, la tripla uso singolo di fatto è una specie di interno camper di plastica, dove dalla doccia si accede direttamente al letto di sotto, perchè il terzo letto è una specie di letto a castello…e io che mi ero figurata una notte di sesso sfrenato in una camera di almeno 20 metri quadri.
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Un’illusa, proprio.
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Non so se più per i 20 metri quadrati della camera o per il concetto di ‘sesso sfrenato’ con uno svizzero…
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svizzera