Una ragazza in gamba

(un post un po’ serio, stavolta, per chi avrà la pazienza di leggerselo tutto)

Prendo spunto da questa immagine,

immagine per post (1)

che mi sono ritrovata sulla mia bacheca di Facebook… l’ho vista, e mi sono fermata un momento a meditare:  io, madre snaturata come poche, non ho mai letto una favola all’Infanta piccina.

Però in compenso la casa era sporca da far schifo.

E quindi, mi sono chiesta, cosa ricorderà mai l’Infanta, della sua bambinità?  Per fortuna l’Infanta è oggi un’adulta, e glielo possiamo chiedere:
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LISTA DI RICORDI DELL’INFANTA (da un fedele resoconto stenografico, post conversazione intercorsa)
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(Infanta): di quando ero bambina mi ricordo che :
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– non mi piaceva il tuo sugo di pomodoro, però adesso invece sì
– quando uscivo con la testa dalla Twingo    (che aveva il tettuccio apribile.. all”Infanta piaceva mettersi in piedi e uscire con la testa dall’alto. Mentre la twingo era in marcia.  Sono da denuncia ?) 
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– la canzone dei serpenti    qui ci vorrebbe il file audio… la Canzone dei Serpenti l’avevamo inventata noi, io e suo padre, durante una vacanza credo in Francia. Iniziava così: nella casa dei serpenti sono tutti sorridenti… e finiva che ci scaccolavamo tutti e tre, lanciando la nostra mercanzia a destra e a manca. Sono da denuncia ? 
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– la canzone del bimbo-rana    peggio ancora di quella dei serpenti, inventata pure lei di sana pianta per giustificare un orrendo bambolotto che avevamo in casa, che, tirandogli un cappuccio verde in testa, si trasformava, per l’appunto, in un bambino con la testa da rana. Raccapricciante.  Però la cantiamo con piacere ancora adesso. Il bambolotto che fine abbia fatto non si sa, forse ce l’ha preso Dario Argento.  
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– l’astronave     si faceva così: si prendevano i due divani di casa e, rivoluzionando l’arredo domestico, si attaccavano per il lato dei cuscini sul davanti. Si veniva così a creare una comodissima ed ampia piattaforma protetta dalle spalliere, in cui giocare all’astronave, appunto. Ci giocavo volentieri pure io.  Vi dirò: ci giocherei ancora, ma ho venduto i divani al Botanico.
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– quando giocavo a Cats e mi mettevi l’eyeliner       l’Infanta ha sempre nutrito, fin dalla nascita, e nutre tutt’ora, una sfrenata passione per Andrew Lloyd Webber. Che io alimentavo bellamente, pitturandole la faccia a mò di gatto (Memoryyyyy all alone in the moooooooonlight). Con risultati ancora più mostruosi del bimbo rana.
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i costumi di Carnevale / Halloween     che confezionavo io personalmente all’ultimissimo momento,  con mezzi di fortuna, tipo cucitrice,  biadesivo e spille da balia, riciclando stracci del pavimento (sporchi), asciugamani (sporchi)  e miei vestiti smessi e non. Sorprendentemente con risultati straordinari: l’Infanta è stato uno strepitoso pirata, invidiatissima da tutte le principesse col vestitaccio rosa di terital del supermercato, ed un mirabolante Gatto con gli stivali, con mantello lungo fino ai piedi (mio) solo per citarne due dei più riusciti.
il panino col tonno a colazione   l’Infanta non è mai stata troppo convenzionale. Ghiotta di sushi già dalla prima infanzia (l’ho svezzata col Nipiol Uramaki) prima di andare all’asilo amava cominciare la giornata con un bel panino col tonno riomare. E non disdegnava neanche il risotto riscaldato, se ne era rimasto. Son da denuncia ?
quando mi mettevi davanti alla TV con le cuffie … questo perchè c’erano amici adulti a cena. L’Infanta si godeva i suoi programmi preferiti, e noi eravamo liberi di dire sconcezze a voce alta. Da ricordare il memorabile episodio dei pizzoccheri, citato qui
– la tessera della biblioteca, e il libro sull’Italia    a soli  4 o 5 anni l’Infanta è stata iscritta alla biblioteca comunale, che le ha rilasciato una regolare tessera. Il primo libro che ha letto  parlava di uno stivale che, cadendo in acqua, diventava grande, grande, sempre più grande. Ed alla fine era l’Italia. L’Infanta se lo ricorda ancora. Del resto, l’Infanta era quella che per i suoi 4 anni chiese in regalo ‘un comodino, una lampada e un libro da leggere a letto senza figure’… 
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E ci fermiamo qui, ma ce ne sarebbero altri, perché poi l’intervista all’Infanta è andata avanti per una mezz’ora… e spero che voi,  che l’Infanta l’avete conosciuta non proprio bimbetta ma quasi, abbiate apprezzato il momento Amarcord.
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Oggi l’Infanta bimbetta non c’è più, è diventata grande: da settembre può votare, ed eventualmente guidare mezzi atti al trasporto di cose e persone, poichè ha compiuto 18 anni.
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Nella sua lista dei ricordi mancherebbe ‘quando ero alta così ed ho deciso di suonare l’arpa’  e manca perché questo è un ricordo mio, non suo: risale a quando aveva poco più di tre anni, e da allora ne sono passati 15  … e il bello è che l’aveva deciso davvero, tant’è che domani l’Infanta si diploma al Conservatorio, e diventa una Musicista.
Lo è già, a dirla tutta, ma domani diventa ufficiale.
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Formalmente è un Diploma di Laurea, ed è tutto molto bizzarro perché l’Infanta, che è sempre stata un po’ fuori dal coro, di fatto si laurea prima ancora di aver fatto la maturità.
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Io devo impormi di non pensarci troppo, perché quando ci penso piango: piango pensando a quanto è stata, ed è, in gamba, piango pensando che la aspetta un destino radioso ma che la porterà chissà dove, certamente lontano lontano da me, piango anche un po’ d’invidia, perche io non sono mai stata brava e determinata quanto lei nel perseguire un obiettivo con costanza e disciplina, piango perché vorrei fosse ancora una bimbetta così da poterle leggere le favole che non le ho letto, piango perché non so cosa ho fatto per meritarmi una figlia così straordinaria, però ce l’ho, e tant’è.
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Questo post è per te, Infanta mia adorata.
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Perché non so come altro dirti quanto sia orgogliosa di te e felice per te, che avrai la possibilità di fare, nella vita, ciò che più ti piace e che ti riesce tanto bene.
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Avevo anche pensato, da domani, di cambiarti il nome sul blog, e di rinominarti tipo ‘La Strumentista’ o comunque qualcosa di più consono al tuo nuovo status: ma non si può.
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Non si può perché per me (e forse anche per tutti voi) tu sarai sempre e solo
la Mia Infanta.
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La tua Mater

 

San Valentino: ortaggi, amore e partite di calcio

Il CC (Cognato Contadino) viene fuggevolmente citato in questo blog di quando in quando, quasi sempre quale spalla delle nefandezze perpetrate ai suoi danni dalla temibile Superzia.  Occorre però precisare che egli è un personaggio straordinario, che meriterebbe un blog tutto suo, tanto ci sarebbe da dire sulla sua persona… per cominciare, ricordiamoci che ha sposato la Superzia, di sua spontanea volontà,  senza che nessuno l’abbia obbligato con pistole puntate alla tempia né con altri mezzi coercitivi che noi, giustamente, potremmo immaginare.  Il che significa che son trent’anni e passa che il povero tapino si ciba unicamente di vivande privi di sale, grassi, condimenti o di altri insaporitori che le renderebbero un po’ più appetitose di quel che sono;  ce lo aspetteremmo quindi magrolino e striminzito,  oppure sottile e ascetico, con un fisico da maratoneta.. . invece no, il Cognato Contadino ci spiazza e ci sorprende,  presentandosi piacevolmente rotondetto. Si vede che ha un metabolismo che trasforma in 1 chilogrammo di grasso corporeo ogni 0,001 grammi di burro (rigorosamente light)  che usa la Superzia a tavola, altrimenti il fatto non si spiega.

Gentile e garbato, sempre calmo, dotato oltremisura di pazienza e tolleranza, in quantità tali da controbilanciare la scoppiettante energica iperattività della di lui consorte (consorte che qualsiasi altro essere umano, ma forse anche alieno, avrebbe defenestrato da svariati lustri), deve  il suo nick name ad una innata propensione alla coltivazione di tuberi, cucurbitacee, legumi, frutti e molti altri vegetali, purchè commestibili, che destina al consumo quotidiano  sul desco famigliare.

A mio modesto avviso, è stata proprio questa passione per  l’ortaggio (giardino -> giardinaggio, orto –> ortaggio) a garantirgli una sopravvivenza gastronomicamente dignitosa in questi trenta e rotti anni anni di matrimonio superziesco.

Passione alla quale, peraltro, ha potuto, negli ultimi anni, dedicarsi quasi a tempo pieno, essendosi egli affrancato dalla schiavitù del lavoro dipendente in  (relativamente) giovane età: anziché svagarsi con l’osservazione quotidiana di scavi stradali e cantieri edili, egli preferisci dedicarsi alla piantumazione di sedani e carote e/o altre verzure saporite.

Per completezza di informazione vi informo che  il ‘quasi’ di cui sopra si deve al fatto che il Cognato Contadino è altresì impegnato, da quando gode dello status di pensionato diversamente anziano,  alla cura e detersione della magione famigliare, che tiene linda  e lustra come uno specchio. Anche perchè la Superzia, che invece sgobba ancora 40 ore la settimana, rientra in orario serotino, indossa un paio di guanti immacolati e controlla scrupolosamente la presenza o meno di polvere sulla mobilia.

E NON sto scherzando. 

Bene. Questo era per farvelo conoscere un po’ meglio.

IL FATTO

Un paio di settimane orsono si è tenuto un grandioso ed elitario festeggiamento in occasione del genetliaco del Cognato Contadino: egli è stato correttamente omaggiato di doni tanto graditi quanto inutili, come si conviene in questi casi. L’ultima a consegnare il dono è stata, ovviamente, la Superzia.

Con fare misterioso, ammiccando ai presenti con sguardo allusivo che significava chiaramente ‘adesso vedete, che sorpresona!’  gli ha allungato un’elegante pergamena cilindrica, fiocco-dotata, la quale, una volta srotolata, ha rivelato al suo interno una veduta panoramica della città di Torino, con in primissimo piano lo Stadio delle Alpi.

Il Cognato Contadino, da sempre calciomane e sfegatatissimo tifoso juventino, era fuori di sè dalla gioia.

‘LA PARTITA DELLA JUVEEEEE’  ha urlato in stato di sovraeccitazione. Non l’avevamo mai visto così!

‘SIIIIIIIIIIII  – ha confermato orgogliosa la Superzia tra gli applausi degli astanti, fischi di approvazione e lanci di coriandoli sul popolo in festa – … FORSE‘    ha poi concluso dopo una trentina di secondi.

GELO IN CASA E NEL QUARTIERE.

‘Come forse ?’ ha sibilato il malcapitato festeggiato, già temendo il peggio

‘Se trovo i biglietti’ ha ribadito la disgraziata, senza batter ciglio

GELISSIMO.

Improvvisamente l’Antartide: cani da slitta, pinguini, aurore boreali, stazioni di ricerca all’orizzonte.

TUTTI I PRESENTI MUTI, SGUARDO A PING PONG COGNATO CONTADINO SUPERZIA

‘Perchè, non li hai ancora presi ?’ ha sibilato il poveruomo, occhi a fessura ma chiaramente iniettati di sangue

‘Forse me li trova la Martina – ha ribattuto tranquilla la sciagurata consorte, brandendo la paletta (di plastica) per i dolci – cià, mangiamo la torta ?’

‘Magari dopo. Vado a comprare le sigarette’  ha ringhiato, tirandosi dietro la porta, il  Cognato Contadino. Che NON fuma.

MESTO FINALE

La partita Juve Napoli ha avuto luogo a Torino ieri sera: lo stadio delle Alpi era pieno, circa 42.000 posti. Ma secondo voi.. da dove se l’è vista il Cognato Contadino ?

Esatto. Dal divano di casa sua.

E pensare che non l’ha neanche ammazzata!   Se non è amore questo…

Ecco qua: buon San Valentino, Superzia & Cognato Contadino !!

Buon San Valentino a voi due, fulgidi esempi di imperituro amore, e anche a tutti quelli che proprio come voi, nonostante tutto, riescono ad essere capaci di amarsi.

Sempre e comunque.

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san