Gli inganni della cinematografia

(di filosofia, singletudine e star di Hollywood)

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Se vogliamo dare retta ai film, il posto migliore in assoluto dove una donna single possa incontrare un uomo (single o no) è il bar.

Fateci caso: c’è sempre una tizia, spesso anche un po’ in là con gli anni, però ancora passabile, che alla fine di una giornata lavorativa merdosa decide di passare a bersi una cosa al bar, prima di rientrare a casa a riscaldarsi la cena surgelata.
Entra, va diretta al bancone, si siede sullo sgabello alto e ordina ‘un whisky’ (oppure: una tequila. Uno scotch. Senza ghiaccio nè soda. Mai e poi mai un cocktail, tipo il sex on the beach o il negroni o peggio di tutti il cosmopolitan. Ci va giù secca con un superalcolico potente. Già abbiamo capito che donna sia) 
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Mentre è lì che centellina la bevanda spiritosa con quello sguardo tipico che dice: ‘ammazza, che giornata di merda mi è toccata! Si può essere più sfigate di me ?? Eppure và come mi resiste bene il make-up!’  ecco che il regista ci propone una bella inquadratura del fondo del bancone, proprio dove fa l’angolo.
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Di solito lì ci sta un uomo di età adeguata, brizzolato, belloccio pure lui che con discrezione, ma ammiccando,  chiede al cameriere (che intanto asciuga un tumbler con movimento rotatorio) ‘cosa ha preso la signora ?’
‘Tequila’ risponde il barman, che difficilmente si fa i fatti suoi
‘Lo stesso anche per  me’ ribatte il maschio Alfa, e detto fatto prende su il bicchiere col suo bravo tovagliolino,  si sposta a fianco della milf, e comincia la conversazione:
‘salve, mi chiamo Murray Silverston. Sono un milionario. cosa ci fa una così bella signora come lei in un postaccio come questo ?’
La trama prosegue così:
– prima di tutto trombano, la sera stessa
– poi litigano e si lasciano per un banale malinteso
– infine si sposano e vivono felici in una fattoria del Connecticut. Hanno dai 2 ai 5 figli
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Ecco. Sembra facilissimo, detto così.
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Invece:
– in Italia al bancone gli sgabelli non ci sono quasi mai.
– la mia bevanda preferita è il bonarda frizzantone.. ve lo immaginate, il brizzolato ? ‘cosa ha preso la signora?’  Bonarda dell’Oltrepò Pavese signore. ‘Ah. .. il conto, grazie’
– anche nei rarissimi bar con sgabello non ci ho mai visto una signora seduta sopra. Ad ogni modo, il tubino nero, aderente, al ginocchio – che sarebbe il must per una scena di quel tipo lì – è assolutamente da evitare, pena l’impossibilità matematica ad arrampicarsi  sullo sgabello. Non ci riuscirete a salirci mai e poi mai.  (ma poi.. immaginate con che grazia io sarei in grado di salirci, sullo sgabello, anche con un paio di jeans. Lasciamo perdere, và.)
– ma soprattutto: non ho mai mai mai notato un tipo simil Clooney all’angolo in fondo!
Di solito lì c’è un settantenne col bianchino. Di spalle. Che intanto sperpera la pensione (minima) alle macchinette.
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A seguire, altri posti improbabili dove io dovrei trovare marito, o quanto meno l’ammmore, se dobbiamo dar retta ai film:
–  reparto accessori di Bloomingdale’s mentre compro dei guanti (Kate Beckingsale, Serendipity) 
–  Spiaggia di Malibu, mentre porto a passeggio i cani (Jennifer Lopez, Quel mostro di suocera’)
– Albergo di Beverly Hills, mentre rifaccio le camere (sempre Jennifer Lopez, Un amore a 5 stelle)
– in mezzo al bosco, dentro a una bara di cristallo, dopo mesi e mesi di lavoro durissimo in una specie di comune per diversamente alti  (Biancaneve)
– a una specie di indagine di mercato, vestita di merda coi capelli sporchi. Eppure…  (50 sfumature)
– battendo sui marciapiedi (Julia Roberts, Pretty Woman)
– in ascensore (Grey’s Anatomy)
– in terapia intensiva (Grey’s Anatomy)
– in pronto soccorso (Grey’s Anatomy)
– in mensa (Grey’s Anatomy)
– dal veterinario (non ci crederete, ma è sempre Grey’s Anatomy… se diamo retta a Grey’s Anatomy basta la laurea in medicina, e il gioco è fatto. Oppure basta farsi ricoverare per un motivo qualsiasi… certo che se poi finisci nell’ospedale del Dottor House ciao. O peggio: nella sanità pubblica italiana. ADDIO!)
– in vacanza, in una sorta di colonia estiva per famiglie, con la consapevolezza di essere una racchia orrenda senza speranza.E invece poi mi trombo Patrik Swayze !   (Dirty Dancing)
– in Siam, mentre insegno le tabelline ai figli del Re, che peraltro ha già altre decine di mogli  (Debora Kerr, Il re ed io)
– a casa mia, mentre firmo la ricevuta di ritorno di una raccomandata (non devo neanche dirvi il titolo…)
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Potrei proseguire all’infinito, ma mi fermo qui.
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Tutto questo a valle di certe considerazioni filosofiche condivise, davanti a svariati bicchieri di prosecco, da 4 amiche, di età variabile tra i 25 e i 50 anni, di cui nessuna è Jennifer Lopez ma nessuna è neanche lontanamente racchia quanto la tipa di Dirty Dancing, e  tutte accomunate, allo stato corrente delle cose, dall’essere – in apparenza – irrimediabilmente single.
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Allora, dov’è che sbagliamo ?
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Non è  evidentemente una questione di target anagrafico, perché tanto la venticinquenne quanto la sua madre potenziale soffrono della stessa impietosa condizione.
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Perché non troviamo sgabelli ove arrampicarci e ordinare l’Amaro del Carabiniere con sguardo lascivo e coscia al vento ?
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Perché il nostro postino si limita a consegnarci le cartelle di Equitalia e se ne va in motoretta senza neanche degnarci di uno sguardo ?
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Perchè il nostro medico (della mutua) ha 65 anni, è prossimo alla pensione e comunque non prende mai l’ascensore ?
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E dunque ?
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E dunque boh ! Io cosa ne so ??
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Ma se invece, per caso,  lo sapeste voi, informateci, grazie!
Che magari impariamo qualcosa.
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Io intanto, per non sbagliare, prenoto un biglietto aereo per il Siam, compro un libro di tabelline e imparo a ballare la polka…

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Cliccare sull’immagine per sospirare sull’indimenticabile scena del ballo…il pigiama più bello della storia del cinema!

il re ed io