Fiat Lux !

Io vorrei tanto sapere perché negli alberghi c’è sempre una penuria pazzesca di watt … Perché c’è un solo neon sparuto attaccato con la vinavil sul soffitto a mo’ di plafoniera, a volte addirittura piazzato ad arte nel corridoietto d’ingresso e basta ??

Perché il bagno di solito è illuminato quanto una catacomba cimiteriale dell’anteguerra (punica)?

il che ha, come conseguenza diretta, che io  certe volte, esca dall’hotel per andare dal cliente truccata come Bette Davis in Che fine ha fatto Baby Jane

Ma santo cielo!! Ma c’è Edison che si rivolta nella tomba! Mettete due bulbi da 60  in più ! cosa vi costa ??  Usate pure le lampadine a risparmio energetico, che alla lunga sparagnate, ma mettetecele!

Una volta sono capitata in una stanza d’hotel senza finestre, con le pareti bordeaux opache, ove tutta l’illuminazione consisteva in due candele ai lati del letto E BASTA.
Ho svegliato così la solerte impiegata della reception per domandarle  – per l’amor di dio! – di avere al più presto un pochettino di luce in più, per lo meno nel bagno! (neon freddo pallido a intermittenza…)

Mi son ritrovata, al mio rientro, una sottospecie di frivola abat-jour su piantana, dotata di magnifica lampadina a goccia da lampadario anni ’70 e  paralume color testa di moro con frange oro, fissato con delle viti al titanio inamovibili (niente da fare, a dispetto della mia valigetta-degli-attrezzi, in  dotazione standard ad ogni tecnico termoionico che si rispetti, che contiene i più moderni ritrovati della scienza e della  tecnologia  tipo, ad esempio una limetta unghie con terminale piatto e/o stella).

Bon. Poi quando sono uscita il mattino, guardandomi in una vetrina, mi sono accorta che ero truccata come lady Gaga…

LO SAPEVO!

… che la vicinanza dell’Infantopunk avrebbe sortito esiti nefasti !

Ecco che grazie alla nefanda influenza del giovane ribelle crestodotato di cui vi ho parlato qui, la discrepanza tra l’aspetto leggiadro della fanciulla (lineamenti delicati occhi da cerbiatta, nasino alla francese, modi da principessa) e certi suoi comportamenti poco consoni al suo stato di giovinetta per bene si è notevolissimamente amplificata.

Tipo che adesso la (ex)’Infanta si sente libera… anzi, di più! Si sente in DOVERE di sparare  dei rutti di intensità pari al 7° – 8° grado della scala Mercalli

VII molto forte Caduta di fumaioli, lesioni negli edifici.
VIII rovinosa Rovina parziale di qualche edificio; qualche vittima isolata.

… e come se non bastasse nel farlo ella assume la tipica posizione di Evita Peron al balcone della Casa Rosada, le braccia alzate e sguardo estatico al cielo (un po’ anche tipo Santa Teresa d’Avila durante le visioni mistiche – vedi foto).

Non si fa lo chignon giusto perchè non ha ancora i capelli abbastanza lunghi.

‘Infanta ! – la redarguisco giustamente alterata – ma è il caso ? Vuoi un megafono ?’

‘Mater – risponde il paradigma di adolescente che mi trovo in casa – ci vuole enfasi, nella vita !’

 

…ecco. Si può forse darle torto ?

 

P.S. per onesta intellettuale devo riconoscere che i rutti li faceva potenti pure prima della love story. E’ che qualche magagna gliela devo pur trovare, al giovane ribelle… 

Utili informazioni per tutti…

… in materia floreale, in occasione dell’imminente 14 febbraio (San Valentino). Gioco d’anticipo, prima che il web sia invaso dalle varie minchiate collegate alla bella e sentitissima festività…

Un mio antico amico blogger ora scomparso (dalla rete ! è vivo e vegeto, spero… chissà se legge ancora il mio blog.. Beerbohm; se mi leggi ancora dammi un segno!)  sosteneva che ‘i fiori, nel corteggiamento, dovrebbero essere vietati dalla convenzione di Givevra, sono armi di distruzione di massa’

Aveva ragione. Ragionissimo! A me, ad esempio, se mi consegnano / recapitano dei fiori non capisco più niente. N-I-E-N-T-E.
Potrebbero arrivarmi anche dal fratello basso, brutto, ignorante e più pelato di Danny De Vito, con un brutto problema di alitosi… ma tant’è: gliela darei subito.
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(a meno che non sia una rosa, da sola.  Perchè la rosa singola va bene che ne so… se mi chiami al volo alle 8 del mattino per fare colazione al bar prima del lavoro. In quel caso, se mi offri cappuccino e brioche – e un espresso, grazie!  – e ti presenti con una rosa in mano mi fa piacere. Prendi punti. Molti punti.
O anche se compri tutto il mazzo dal pachistano  che ti angoscia al ristorante, e poi gli dici ‘tenga pure tutto lei, buonuomo, grazie’, poi ne sfili una, di rosa, la meno spampanata, e me la porgi. Moltisssssssssssssimi punti. Serata assicurata
Ma se invece è il mio compleanno / natale / pasqua / invito a cena / anniversario / mesiversario / onomastico / san valentino / ognissanti / primo maggio / pentecoste / venticinque aprile / sagra del quartiere / festa della donna / festa dalla mamma / festa dei nonni / festa del papà / festa dell’albero / l’anniversario della presa di porta pia / il 14 luglio / il 12 ottobre / il giorno del ringraziamento / il capodanno cinese / l’hanami  / sant’ambrogio / carnevale / commemorazione dei defunti / il superbowl / la finale del 6 nazioni / la fine del ramadan / domenica / qualsiasi altro giorno o momento del calendario allora no, la rosa da sola te la puoi tenere.
Piuttosto vai a rubare dei fiori di campo, che fai più bella figura. Ma la rosa singola no. Fa troppa tristezza. Troppa.)
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Sempre il blogger di cui sopra sosteneva che le rose debbano essere regalate in multipli di 12, e anche in questo caso, secondo me, aveva ragione.
A me, comunque, le rose piacciono molto, rosse ma  anche di altri colori, tipo ad esempio il blu.
Ma ancor di più gradisco i mazzi di fiori misti, grossi, se non enormi.. smisurati, diciamo. Molto colorati, e avvolti in cellophane trasparente, che scricchiola al tatto, senza nastri nè coccarde, ma semplicemente accompagnati da biglietti galanti, e non firmati, con testi semplici ma significativi,  tipo: you are always on my mind.
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(scritti con l’inconfondibile grafia anonima dell’addetto Interflora – fiori freschi in tutto il mondo) 

 

Come la Callas… anzi meglio!

Ma secondo voi… può esistere un ristorante francese più francese di questo qui??
Ma certo, che esiste ! Esiste ed è a Parigi, per l’appunto, zona Sacre Coeur: all’interno del quale troviamo persino un pianista con le bretelle che suona lì per lì dei superclassiconi francesi, tipo lavienrose, milord,  e via discorrendo,  e dove un garbato maitre mi apostrofa con un urbanissimo ‘mademoiselle’ riempiendomi generosamente il bicchiere di Sancerre, .
E dove io – giacchè io son clientessa, ricordiamolo! – posso impunemente ed audacemente (una volta incamerato Sancerre a sufficienza) propormi volontaria non richiesta per cantare Et mainentant, di Gilbert Becaud (l’unica canzone francese il cui testo conosco integralmente).

Essendosi malauguratamente rivelata la tonalità troppo alta per il mio registro, il risultato è, globalmente, pessimo: lo stile è un po’ quelle delle vecchie che cantano il Tantumergo alla messa verspertina delle 19.00.

Inoltre, non avendo, peraltro, la sottoscritta alcun controllo sulle note alte nell’emissione del volume,  accade che ecceda esageratamente coi decibel, assordando gli occupanti il tavolo adiacente il piano (che infatti decidono di spostarsi dieci metri più in là. In un altro ristorante. Privo di pianoforte e clientesse moleste)

Ma tant’è. Io però sono riuscita a fare almeno una delle millemila cose della mia lista ‘cose da fare prima di schiattare’, che fa bella mostra di sè diligentemente fissata alla porta arancio del mio frigorifero con opportune calamite kitchissime:

– riga 43: cantare (da sola) in un locale pubblico oppure ad un matrimonio:

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F A T T O    !!!