Utilissimi consigli (non richiesti)

Terrorizzata dalle previsioni meteo, mi sono recentemente recata al più vicino centro Brico per fare, da vera pioniera, adeguata provvista di legname onde alimentare  la mia stufa a legna, così da passare i prossimi 10-12 giorni chiusa in casa, al calduccio a guardare film in bianco e nero mentre la fiamma scoppietta allegra nella mia efficientissima Oranier.

Mentre carico quegli 8-10 sacchi  da 30 kg di tronchetti nel capiente portabagagli del mio Kangoo (quella specie di cassonetto con le ruote che conduco con perizia e prudenza, e che mirabilmente rispecchia la mia personalità, ma che abbisognerebbe di un bell’intervento di bonifica interna…chi sale di solito si fa l’antitetanica. Ma questa è un’altra storia), sbuffando come un mantice sotto gli occhi esterrefatti dei 4-5 addetti (maschi) del negozio, e rischiando al tempo stesso di farmi andar giù un’ernia, un anzianissimo che-ne-sa-un-bel-po mi si avvicina, e – guardandosi bene dal darmi una mano! – sentenzia:

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‘sciura, ma la sa no che da là ad Vernaula gh’è pien ad lègn?!’  (trad: o leggiadra ed affascinante signora, forse lei ignora che al di là della roggia Vernavola, che come tutti sanno traversa il parco cittadino, giacciono inutilizzati ingenti quantitativi di legname da fuoco, ivi lasciato in abbandono nel sottobosco, di cui niuno fa uso ?)
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‘le a la cata sù, la porta a ca, e poeu, con una resga, la fa di bei toc’  (lei, senza  tema, potrebbe convenientemente approvvigionarsene senza corrispondere alcuna mercede, e poscia, una volta giunta alla di lei magione, tramite l’ausilio di un attrezzo da falegname costituito da una lamiera robusta e dentellata, porzionare il raccolto in dimensioni più ridotte,  atte ad essere adeguatamente alloggiate nella camera di combustione del suo efficiente apparecchio di riscaldamento domestico ad alto rendimento).
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‘poeu, quand clà fat di bei toc, i a mèta dentra a la casota, e bon!’ (dopodichè, l’eventuale eccedenza potrà essere agevolmente riposta all’interno di un’ apposito ambiente spazioso e riparato, magari in legno di pino, che io suggerisco debba essere posto all’esterno della sua abitazione, onde approvvigionarsene mano mano, alla bisogna) 
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Ecco! Come dar torto all’insigne esperto di stoccaggio & utilizzo del legname da fuoco ?
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Se non fosse che:
– a quanto ne so io raccogliere legna nel parco della Vernavola è VIETATO
– non possiedo una sega
– soprattutto non posseggo una CASOTTA (a meno che l’intraprendente ottuagenario non intendesse proprio definire ‘casotta’ l’appartamento dove abito, che non è grandissimo…) ove stoccare la legna (rubata) e fatta a tocchetti
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D’altronde, che ci volete fare:  durante le feste i cantieri sono chiusi …

Natale 2013: di gratitudine, miracoli e riconoscenza

Sottotitolo: un post un po’ così…è Natale!

Grazie ai Lettori, rappresentati all’unanimità dalla mia fan Numero Uno,  la Superzia: ogni commento è stato uno sprone a scrivere il post successivo e a non mollare. Ma soprattutto è stato uno sprone a tenere gli occhi spalancati sul mondo, per carpire la bellezza nelle cose che aveva da offrirmi e a meravigliarmi dello straordinario racchiuso nella normalità apparente. Grazie a tutti voi, anche – e soprattutto – a quelli che di commenti non ne lasciano ma che lo so, che sono lì.

Non siete moltissimi, ma siete buonissimi! Del resto, il mio blog è un prodotto di nicchia riservato ad un pubblico sceltissimo e selezionatissimo. Come dire iI Dom Perignon millesimato della rete.
Grazie agli Amici (che in alcuni casi coincidono con la prima categoria) che in questo anno che sta passando (e che 12 mesi fa avrei definito bastardo ma che ora posso solo chiamare miracoloso) sono spuntati come i funghi d’autunno, e neanche uno era velenoso, solo Boletus Edulis da esposizione micologica.
Quelli storici e quelli nuovi, quelli ritrovati, quelli che erano brace sotto la cenere e che al mio soffio di aiuto hanno fatto una bella fiammata e mi hanno avvolto come una coperta di cachemire. E senza il tram che mi è passato sopra l’anno scorso io non l’avrei mai saputo. Grazie.
Grazie alla Famiglia: all’Infanta, alla Superzia, che si ripresenta come la peperonata, alla NonnaSprint, al Cognato Contadino e alla Nipotastra. Ognuno, a modo suo, mi ha dato una grossissima mano, chi ridipingendo persiane, chi suonando l’ukulele in sottofondo, chi recapitandomi verdure dell’orto rigorosamente bio, chi intimandomi di smettere di usare il sale in cucina (a voi indovinare chi-ha-fatto-cosa).
Grazie a Rod Brezny e ai suoi mirabolanti oroscopi, che durante l’anno ritagliavo e appiccicavo sulla mia agenda, a Steve McCurry ed al suo blog di fotografie straordinarie, ai produttori di Munster,  Maroilles e Affiné au Chablis, agli steward di Easyjet, agli incontri inaspettati con persone che il destino mi ha fatto incrociare per meno di un’ora e che avrei voluto frequentare per la vita, tanto mi sono piaciute, ai regali inattesi, anche quelli brutti, al prosecco bevuto in compagnia e alle chiacchiere sublimi che ne derivano, ai film americani degli anni ’50 che ogni tanto passano su Rai Movie, alla musica bella che è finalmente tornata nella mia radio, ai cd usati che su Amazon costano 5 euro,  ai (pochi) uomini che mi corteggiano assiduamente, e che mi fanno capire che ancora qualche possibilità ce l’ho…  e volendo potrei continuare, ma chiudiamola qua.
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Ecco.
Buon Natale a tutti, buon Natale davvero.
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P.S. Di recente quando mi vien chiesto ‘come stai’ e io rispondo ‘benissimo grazie!’ e faccio un sunto di quanto sopra, la domanda successiva è sempre ‘ma…hai trovato qualcuno ?’
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No, non ho trovato nessuno.
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Anzi, si. Una persona l’ho trovata: me.
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Across the (belgian) universe

Forse non tutti sanno che i belgi sono lo zimbello dell’Europa, non tanto per il caffé (brodaglia imbevibile oltre ogni più pessimistica previsione…) ma soprattutto per la scarsa (o eccessiva ??) perizia nella guida.

Il belga medio guida come una vecchietta di 105 anni col cappello in testa, la patente scaduta, il parkinson e l’artrosi, al volante di una Fiat 600 a gas del 1978, traumatizzata in gioventù da una multa per eccesso di velocità a 70 km / h e quindi particolarmente prudente.

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Forse non tutti sanno che io, invece, sono tristemente famosa nelle tesorerie di tutte le Polizie Municipali delle principali cittadine del nord italia poichè, in pratica, sono io che pago gli stipendi dei vigili urbani. E sono anche la maggiore azionista dell’azienda che produce gli autovelox. In un comune limitrofo ho preso talmente tante multe che ormai col vigile siamo diventati amici e ci diamo del tu!
Diciamo che io, mediamente, guido pensando di essere Nuvolari pippato al volante della Bugatti Veyron supersport sul circuito di Norburgring con un primato da battere e le gomme nuove da provare
(negli ultimi 2 mesi ho preso 5 multe, 2 in italia e 3 in svizzera, non dico altro…)
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ORA: provate a immaginare ME sulle strade del Belgio, al volante di un’auto discretamente potente (a nolo) mentre, con un’ora di ritardo sulla tabella di marcia, mi dirigo verso l’aeroporto, con l’ansia di perdere l’aereo.
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Mi installo di fisso sulla corsia di sorpasso, schiaccio a tavoletta, e a 195 km /h lampeggio a tutti quelli che mi trovo davanti, (che vanno a 85 km/h sulla corsia di sorpasso…) con l’intento di farli TUTTI scansare e arrivare a Zaventem prima assoluta, sulla terza corsia.
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A un certo punto mi si para davanti una camionetta, che sembra fatta di lego (e che io mi immagino guidata da un playmobil) che non si sposta neanche a cannonarla.
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Lampeggio una volta.. niente.
Lampeggio una seconda.. niente. (e intanto penso: ma cos’è quella roba che ha sul tetto ??)
Sparo una raffica di lampeggi serrati …niente, ma mi son portata talmente a culo che riesco a mettere a fuoco chiaramente la scritta sul giaccone arancio nel portabagli che intravedo dal vetro posteriore: c’è scritto  ‘POLIC–‘ e poi non si capisce.
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Al tempo stesso realizzo, con un certo raccapriccio,  che la roba sul tetto è un lampeggiante, e a scanso di equivoci, caso mai veramente non avessi ancora capito la bella minchiata che ho combinato, la camionetta mi spara indietro LEI un bel lampeggio di fari azzurri che non lascia più adito a dubbio alcuno.
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.. già, ho cercato di scansare a colpi di lampeggiante la camionetta della POLIZIA BELGA, andando quasi a 200 all’ora sulla corsia di sorpasso dell’autostrada Parigi – Bruxelles.
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No, non  sto scrivendo dalla prigione di stato, come giustamente potreste pensare. E’ che in Belgio anche i poliziotti, con un volante in mano, si trasformano in innocue vecchine ultracentenarie, probabilmente con l’Alzheimer.
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Perchè qualche chilometro dopo avermi lampeggiato si sono scansati pure loro, e mi hanno lasciata passare…
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Certo, bisogna vedere se tra uno – due mesi non mi arriva un mandato di comparizione al tribunale di Waterloo…

Pranzo di Natale: prove generali

Sottotitolo: il mio tacchino delle feste

Forse non tutti sanno che l’anno passato è uscito un in-te-re-ss-an-ti-ss-ss-ss-imo libro di ricette, che non può mancare nelle vostre librerie: non sto parlando di ‘Se vuoi fare il figo usa lo scalogno’ dello chef più sexi del creato (il Cracco) bensì del libro di ricette natalizie di Pippa Middleton (una che, per sua stessa ammissione è diventata famosa a causa di  sorella, suo cognato e del suo culo, durante un matrimonio che però non era neanche il suo…). Un’amica (vogliamo ancora definirla tale ??.. mah) me ne ha generosamente fatto dono, anche se io sospetto un riciclo, e dopo averlo lasciato a decantare 12 mesi sullo scaffale mi sono decisa a testarlo. In vista dell’imminente pastone natalizio ho deciso di cucinare in anteprima, onde ripeterlo il 25 p.m. in caso di ottima riuscita questa ricetta qui:

PIPPA MIDDLETON: IL MIO TACCHINO DELLE FESTE

Ingredienti  x otto persone  perfetto! Siamo in sei, ma se si avanza lo surgelo..

100 g di burro, a temperatura ambiente meglio alzare il riscaldamento, và

Un’arancia

10 rametti di timo, di cui 2 interi e 8 tritati  in dicembre ?? e dove li vado a prendere ??  lei di sicuro nella serra reale, ma io dove cavolo li recupero ?? va bè, ci metto il cipresso…

Sale e pepe nero macinato fresco di sicuro alla maledetta gliel’ha fatto arrivare la sorella diretto dal madagascar, maledizione..

1 tacchino di 4 chili, a temperatura ambiente, e senza le interiora ok, l’ho messo vicino al burro. Le interiora il macellaio  voleva darmele, ma io gli ho detto no grazie, c’è scritto senza, butti pure via

3 foglie di alloro

Olio d’oliva

Ripieno  come sarebbe a dire ‘ripieno’ ?? cos’è, si compra così, in Inghilterra ?? La maledetta pelandrona non ci dice come si fa ? glielo fa il cuoco di buckingham palace ? cosa faccio, vado dal macellaio e gli dico mi dia un chilo di ripieno grazie??  uff.. la simmenthal andrà bene ?

1 bicchiere di vino rosso, acqua o sidro ma ceeeeeeeeerto! Acqua ragia va bene uguale ?? O meglio la varechina ? non so, ma sembra una ricetta scritta dalla mia, di sorella

PREPARAZIONE

Scaldate il forno a 220° ..ottimo, il mio arriva massimo a 200..va bè, lo sparo a palla  in una scodella mescolate il burro con la scorza dell’arancia e le foglie di timo triturate. Iniziando dal collo del tacchino, spalmate il composto con le dita sotto la pelle, su tutto il petto, poi lisciatelo in uno strato uniforme e rimette a posto la pelle

Che roooobaaa ?? fatemi capire. Devo: PRIMA spellare il tacchino, un po’ come se fosse san quintino, poi gli faccio un bel massaggio su tutto il petto (pippa pippa… ) e DOPO gliela rimetto su, la pelle … Io voglio vedere il tutorial su you tube della Pippa che la fa lei personalmente, questa operazione, perché secondo me è IMPOSSIBILE.

Dividete in quarti l’arancia sbucciata …non dice se devo tenere la parte bianca… mah, nel dubbio lasciamola, và e inseritela nella cavità intende il culo ?? del tacchino con le foglie di alloro e il timo a rametti. Spruzzate il tacchino con un po’ d’olio, strofinatelo sulla pelle e conditelo con sale e pepe. Io credo che se il tacchino avesse saputo che dopo la sua morte sarebbe stato oggetto di tante attenzioni, massaggi e strofinamenti con olii pregiati io credo che avrebbe accettato la sua sorte con tanta serenità in più..

Ma adesso viene il bello…

Mettete un po’ di ripieno nel collo dell’animale. Fate delle palline col resto della mistura, posatele su di una teglia imburrata e mettetele da parte… e allora no, non andava bene la simmenthal ! come faccio, a farci le palline … la odio, ‘sta pippa di una pippa..

Mettete il tacchino in una grande teglia mi accorgo or ora che la teglia più grande che ho è sottodimensionata per un tacchino di 4 chili… ne fabbrico una con la stagnola versate intorno alla base il vino rosso, l’acqua o il sidro io ci ho messo la spuma bionda,  avevo solo quella.

Coprite completamente la teglia con l’alluminio, rimboccando sotto il lati per creare una ‘tenda’ sopra il tacchino .. pippa: il tacchino ormai è morto, te ne devi fare una ragione!!

Cuocete per 30’ a 220°, poi abbassate a 180° e cuocete per 35 minuti a chilogrammo. Alzate il forno a 200°, togliete l’alluminio e rimettete il tacchino in forno per altri 30 minuti per dorare la pelle.mi son persa… quanto cazzo di tempo ci deve stare nel forno ‘sto tacchino?? Va bè, facciamo tre ore e via. Bon, tacchino fatto

SALSA DI CARNE 

Tagliate a pezzi grossi le interiora del tacchino o cazzo!! di quali interiora stiamo parlando?? E adesso ?? e rosolatele in un po’ d’olio d’oliva in un tegame a fuoco medio, aggiungendo una carota, una cipolla e un gambo di sedano tagliati a pezzetti ma dov’è che sono scritti nella lista degli ingredienti ??

Quando le verdure si sono ammorbidite, aggiungete 2 cucchiai di farina e un bicchiere colmo di vino rosso o madeira e chi non ce l’ha bella pronta in casa, una damigiana  di Madeira? e fate sobbollire finchè il liquido non si riduce della metà.

Aggiungete un LITRO DI BRODO DI POLLO SCURO FRESCO c’è scritto proprio così. Ora, analizziamo la frase: il pollo è scuro ? o il brodo è scuro ? il pollo è fresco ? o il brodo è fresco ? e soprattutto: dove cazzo c’è scritto che devo fare un litro di brodo di pollo ?? maledettaaaaaaaa!!!!

Scolate il brodo dalle interiora e dalle verdure. Aggiungete al brodo i succhi del tacchino che avete lasciato a riposare, facendo attenzione a rimuovere il grasso in eccesso e riducete ancora fino a ottenere una salsa scura e densa. Colatelo nella salsiera

CONSIGLIO: scaldate prima la salsiera riempiendola d’acqua molto calda

Pippa cara: ci consigli di scaldare la salsiera MA NON ci dici di

Comprare un bottiglione di Madeira

– Comprare le verdure

Comprare il pollo

Farci un brodo

Scuro e fresco

Pippa cara: ma vattene affanculo, te, il tacchino, la salsa e la salsiera!!

Io questo natale faccio  un bel Bon Roll Aia, e chi si è visto si è visto !!