Suffumigi a mezzanotte

Mi sono beccata una bronchite come mai nella vita.

E’ iniziata in maniera subdola – sembrava una banale influenza – e invece poi nel giro di qualche ora è diventata un demonio catarroso che si è impossessato del mio corpo, della mia anima e soprattutto della mia voce.

Capisco che non è roba da sottovalutarsi, poiché subito dietro di me passa un tipo con un carretto a suonare casa per casa chiedendo se ci sono  cadaveri da portar via.

Il brutto è che sono peraltro stata costretta ad andare un paio di giorni in ufficio (mi sono messa la campanella alla caviglia, ovviamente) causa presenza – inopportuna – di un paio di clienti termoionici francesi, che sono ripartiti l’altro ieri. Ciò significa che la malefica pestilenza ormai ha varcato le Alpi, e chissà dov’è arrivata… se avete letto L’ombra dello scorpione di Stephen King sapete di cosa sto parlando.

Come effetto collaterale non irrilevante l’immondo virus mi lascia totalmente sfiancata: una bambola di pezza (e catarro) inanimata, che non riesce ad alzarsi dal divano,  neanche per farsi una pastina, e sopravvive a pane raffermo e insalata russa scaduta…

ça va sans dire che la mia vita sociale, già normalmente piuttosto insignificante, negli ultimi 10 giorni si è totalmente azzerata: sono una splendida single di mezza età  e dovrei essere in giro per bar malfamati ad ammazzarmi di margarita e negroni sbagliati (e non parlo del cocktail)… e invece è sabato sera,  è quasi mezzanotte… ed io sto per fare i suffumigi con l’asciugamano in testa.

… credo che rimarrò single ancora per un bel pezzo…

Pillole di saggezza

Ore 07.00 – conversazione con l’Infanta

‘Mater…’

‘si?’
‘ma la Bella Addormentata nel Bosco…’
‘eh…’
‘.. quando il principe l’ha baciata…’
‘si..’
‘… ma che alito impossibile avrà avuto ??’
…’

 

Interno giorno – metropolitana

Ma quanti anni dimostro se una signora sui 65-70 anni si sente libera .. anzi: si sente IN DOVERE di esternarmi il suo giudizio – cercando peraltro in maniera abbastanza esplicita la mia complicità – circa la cresta arancio del ragazzotto seduto davanti a noi due sulla metropolitana a Milano ?

‘Scignora, guardi: sce io avesci un figlio con quella tèsta lì non lo farei nianche ussscire di casa! Lei coscia dice?’
‘Mah – ribatto io cercando di non darle corda e controllando nervosamente la mia faccia nel finestrino di fronte per capire se non sia invecchiata di colpo di 30 anni da quando son salita sulla metro – l’importante è che siano bravi! che non facciano stupidate..poi i capelli.. seguono un po’ la moda’
‘Sci – insiste la vecchiarda – ma sciono belli e diventan brutti!’
‘Guardi – mi vanto un po’ – pensi che mia figlia una volta è tornata a casa coi capelli blu! ed è un brava rag..’
‘Sciendo alla prossscima’  chiude l’anziana.
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E scompare, dopo avermi spintonata.
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Io, d’istinto, ho controllato subito il portafogli nella borsetta, per vedere se c’era ancora…
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Era ancora lì, insieme alla mia fiducia nelle nuove generazioni.

2 novembre

Ognuno ci pensa a modo suo. Ai morti, dico.

Io, che sono un filo refrattaria alla visita di cortesia al cimitero in occasione di ricorrenze obbligate (che poi la faccio lo stesso, eh) sommamente preferendo altri tipi di di suffragio, in questo due novembre 2013 ho fatto un’eccezione, ed ho trascorso un paio d’ore presso un piccolo cimitero di campagna a trascrivere vecchie iscrizioni su antiche pietre tombali, prima che il tempo se le divori definitivamente.

Nel secolo scorso le famiglie più abbienti venivano ricordate con lapidi commemorative che esaltavano, alla loro dipartita, le tante virtù dei componenti la nobile schiatta: le donne vantavano ‘prudenza matronale e religione intemerata, cuor casto e umano insieme a spirito colto. D’austere virtù dotate, tenaci ne’ retti propositi, governavano la casa con provvido senno’.

I maschi, invece, a volte venivano ricordati per ‘mitezza d’indole e schiettezza di maniere, onestà, modestia e bontà d’animo’, a volte invece per ‘studi severi e intelligente agricoltura occuparono sua vita preziosa’.
Ho trascritto persino un ‘…del colto di lui ingegno, cortesi modi ed assennato dire attesteranno sempre la stima di chi lo conobbe. Tosto salito in estimazione al cittadino per altezza d’animo e decoro di vita. Pianto da chiunque, ebbe in pregio intelligenza e probità’.
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Spirito Colto.
Altezza d’animo. Decoro di vita.
Intelligenza e probità.
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Ci sono rimasta due ore, e ho trascritto fedelmente una decina di lapidi. Una più bella dell’altra, piene di parole magnifiche e d’espressioni che non s’usan più.
Non so dire, in verità, se sian le espressioni, che non s’usan più, o proprio il loro significato, che è passato di moda.
Chi di voi, per esempio, conosce un uomo probo?  Chi una donna intemerata ?
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E comunque: di noi, invece, cosa resterà?  Chi e che cosa definirà noi e le nostre virtù ai posteri ?
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La nostra bacheca di facebook, con gli aforismi di fabiovolo, le foto dei gattini e di quel che mangiamo, 7 ‘mi piace’ e 3 commenti di cui 2 ‘tenerisssssssssimi’ ??
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… meno male che quella  il tempo se la divora subitissimo…
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