La colazione dei campioni!

Vengo cortesemente invitata a casa della Superzia, in occasione del genetliaco del Cognato Contadino – il sant’uomo che mia sorella  indusse, quasi certamente con l’inganno, a fare di lei una donna onesta, per degustare in famigliare compagnia una fettina del prelibato dolce che la Nonnasprint ha confezionato per l’occasione con le sue manine laboriose.
Ora del party: le otto (risparmiatemi vi prego i commenti: no,non eravamo in nord europa. NO, non vivono in un ospizio. No, non era un party-aperitivo, e la torta non era salata).  Vi dico solo che io sono arrivata alle otto e zero uno, e la Superzia mi ha chiamato 3 (TRE) volte sul cellu, da tre telefoni diversi (una volta col numero nascosto) con l’intento evidente di domandarmi ‘madovecazzosei’. Io non ho risposto.
Vabè. Ormai la conoscete, no? Ma non è questo l’oggetto del post, bensì la colazione della Superzia e della di lei famiglia. Perchè dopo la festa ho assistito con questi occhi sbarrati per la maraviglia, alla preparazione serotina del necessario per il pasto più importante della giornata.
Ora: ho avuto modo più e più volte di dissertare sulla furfugnoneria della mia congiunta, e del livello infimo di bon ton che sfoggia quando ha ospiti, anche di riguardo,  della sua predilezione per piatti di carta, forchette di pongo, e vassoi di portata fatti coi cartoni della pizza usati.. Orbene: quando invece ella predispone il necessario per il petit-dejeuner per se, per il CC(Cognato Contadino) e per la di lor figliola (Nipotastra) ella :
– posiziona – all’interno di un bricco di oro zecchino, dipinto a mano, di foggia rococò, risalente apparentemente al tardo settecento – una bustina di te al bergamotto bio, onde preparare un delicato infuso mattutino
– predispone 3 allegre tazzone da colazione, raffiguaranti soggetti animaleschi, tipo mucche cantanti, galline ridenti, maiali colti. Dette tazzone sono di autentica POR CEL LA NA (e non di maiolicaccia, o similgres, come qualcuno potrebbe pensare) e sono I N T E G R E ! Cioè: non sono sbeccate, non hanno neanche  uno sbrecciolino piccolo. All’apparenza sembrano nuove
– allestisce una tovaglietta di fiandra ricamata a punto croce (a questo punto sospetto legittimamente: da lei ??) con sopra yogurth, succo di frutta, miele, marmellate di pregio, biscotti, e altre leccornie di cui io usufruisco, per colazione, solo quando sono in un albergo a 4 stelle. Tre bicchieri di V E T R O – nei colori primari – si pavoneggiano tronfi in mezzo a tanta abbondanza
– completano l’allestimento (quasi un’installazione alla Cattelan, direi) 3 cucchiaini 3 di acciaio inox, uno per commensale, più uno d’argento per la zuccheriera (maledetta!! ma allora li possiede !! E perchè non li tira fuori quando mi serve il caffè, allora ??)
Non ci potevo credere.
Ma Superzia ! Ma perchè mai quando hai ospiti la contessa che c’è in te si traforma in un clochard  ???

Microcosmi

Forse vi ricorderete che l’anno passato mi sono sderenata il ginocchio sinistro: potete rimembrarlo qui, e potete anche notare la classe e lo stile (io mi sdereno sulla Vallée Blanche tra Courmayer e Chamonix, mica sulla pista scoiattoli del Terminillo, tze!). Comunque: ho tergiversato un anno, ma adesso devo affrontare la dura realtà. Necessito di fare palestra per risistemare l’articolazione. Già che son lì, mi sono detta, vedo di tirar su anche la ciccetta molle del sottobraccio (avete presente, quella zona paludosa del braccio  che quando mettete il sale sulla pasta fa l’effetto di un budino con poca colla di pesce? Ecco, quella roba lì)
Il presupposto, ovviamente, è che io sono refrattaria al movimento in generale, alle piscine, alle palestre,  alla cosidetta ‘sala macchine’ (che io già mi immagino in tuta a gettar carbone dentro una fornace con la pala..) e soprattutto alla socializzazione coatta che normalmente è richiesta in detto contesto: già mi vedo a confronto con le trentenni palestrate con le tute firmate, capello piastrato fresco di parrucchiere, appena uscite dal visagista  manco dovessero andare alla prima della scala…
Invece, come spesso accade, la realtà è un po’ diversa, soprattutto a seconda degli orari di frequenza:
ore 17.30:
– orde di ragazzetti molto muscolati, molto tatuati, molto ormonati che alzano con disinvoltura tonnellate di pesi per muscolarsi ulteriormente. Certi tatuaggi passano da aringa a balena al su e giu del movimento…
– ragazzette diciassettenni col culo attaccato direttamente alle spalle (90%) o chiattone semi-obese (10%) che fanno il tapis-rulant col capino voltato perennemente verso i ragazzetti di cui sopra
– un paio di  impiegate di età indefinita tra i 35 e 55 che finiscono alle 17.00
– una badante slava (vestita come me, testimonial Decatholon low cost)
– io. Che sbuffo sul tapis roulant alla velocità pazzesca di 6 km l’ora, arrancando in salita. Sbircio una delle impiegato di fianco: va almeno al doppio, ma sembra fresca come una rosa.  Io invece sembro la locomotiva del treno del far west. Come si spiega il fenomeno ?
ore 18.30: come sopra, ma i ragazzetti spariscono e vengono sostituiti da trentenni ancor più muscolati. Le impiegate diventano almeno una quindicina, una più strafiga dell’altra, e nello spogliatoio dissertano prima di entrare in doccia dell’importanza di una corretta idratazione per avere una pelle velluatata, sostenendo che si debba darsi l’olio PRIMA di fare la doccia. Io attiro la disapprovazione generale poichè la doccia NON la faccio, mi metto il cappotto e me ne vado (la palestra è a cento metri da casa mia).
Ma il meglio si vede alle ore 14.00
– parecchie ultracentenarie che usano il tapis roulant come fosse il deambulatore. Arrancano alla velocità folle di 1 metro all’ora, avvolte in tute ginniche in acetato dai colori sgargantissimi
– anziani arzilli che fanno pesetti da dueettiemmezzo indossando però un cinturone di cuoio (immagino reggi-schiena) e – tra una pesata e l’altra – corteggiano vistosamente le ultracentenarie, abbordandole arditamente  a suon di barzellette sconce!
E le vecchie mica si scandalizzano, anzi! Sghignazzano sguaiatamente, e il massimo l’ho sentito da una tipa coi capelli violetti: ‘bella questa, Gino… ma anche quella di ieri, era bella! L’ho raccontata A MIA MAMMA e ha riso tanto anche lei !’
… la mamma dell’ultracentenaria…
…si vede che era andata a trovarla al cimitero il giorno prima…