Palinsesti televisivi delle festività natalizie

Per propiziarsi adeguatamente l’anno che viene, onde evitare guai e sciagure infauste, è necessario che nel periodo canonico delle festività natalizie (24 dicembre – 6 gennaio)  si vedano almeno 3  – ma meglio 5 o 6… diciamo che la leggenda dice che più se ne vedono e meno sfighe si hanno – dei film / spettacoli che tutti network presenti sul territorio si sentono in dovere di riproporre.  Chi lo dice ? Io !

Eccovi dunque l’elenco dei film / spettacoli facilmente reperibili su tutti i palinsesti dai quali attingere liberamente i vostri personalissimi talismani anti-rogna:

  • Una poltrona per due
  • Miracolo nella 34esima strada (possibilmente quello del 47)
  • Miracolo sull’8ava strada

(si, esiste anche quello.. .e abbiamo esaurito i lungometraggi di natale ambientati  nella Grande Mela)

  • Oliver Twist
  • Lo speciale su David Copperfield – il formidabile illusionista – di almeno 5 anni fa
  • Una versione qualsiasi di ‘A Christmas Carol’ (vale anche Natale a radio DeeJay. (E con questo chiudiamo la trilogia  Charles Dickens)
  • Sister Act  (o altri film con le suore che cantano)
  • Il dottor Zivago
  • Una versione qualsiasi del Principe e il Povero, preferibilmente una dove il fanciullo di sangue reale e il pezzente siano interpretati dallo stesso adolescente un po’ effeminato, e nelle poche scene dove sono presenti contemporaneamente si vede la riga in mezzo alla tv
  • Codice d’onore (che cosa c’entri col Natale nessuno lo sa)
  • Il ritorno di Zanna Bianca ( o altro film sulla natura selvaggia, con moltissima neve, slitte  e cani così intelligenti che gli manca solo la parola!)
  • Supercuccioli a Natale (dove invece le bestie parlano, ma sono assai più stupide e ignoranti dell’animale di cui al punto precedente. Solitamente dette bestiole vengono spedite nello spazio)
  • Mamma ho perso l’aereo (vale solo il primo, tutti gli altri NO, soprattutto NON vale ‘mamma ho preso il morbillo)
  • Il Grinch
  • Elf
  • Jack Frost
  • The family Man

(e con questo chiudiamo la quadrilogia dei mascherati, comprendendovi anche la faccia di Nicolas Cage, che non può assolutamente essere così inespressiva di natura)

  • Galà di pattinatori artistici in tutte le salse  (che dopo 10 minuti che è iniziato il primo non ne puoi già di più di tripli tolup e doppi axel…)
  • Il circo di Mosca (o di Montecarlo, o l’Orfei o il Medrano, tanto credo sia sempre lo stesso circo che cambia il cappello)
  • Hook
  • I Gremlins
  • I goonies
  • I vicini di casa
  • I Blues Brothers (che però lo danno sempre ad un orario impossibile!)
  • Momenti di Gloria
  • La Contessa di Hong Kong
  • Luci della ribalta
  • Un re a New York

(e chiudiamo la triologia Charlie Caplin però-no-vestito-da-Charlot)

  • Cartoni animati vari, belli e brutti; da Barbie Raperonzolo a UP, passando per Toy Story 3 e Piovono polpette. Punteggio doppio per  Buon anno con Winnie the Pooh
  • Paint your life, speciale decori natalizi

  • I menu di Bedetta Parodi: i manicaretti per le vostre feste
  • Cuochi e fiamme Vip

(e chiudiamo la trilogia cose-orrende-fatte-coi-piedi-in-tv-e-spacciate-per-figate-pazzesche)

E se siete veramente fortunati potrebbero capitarvi anche:

  • Holliwood Party
  • The Producers
  • La vita è meravigliosa (con l’angelo Clarence, che si chiama un po’ come me…)
  • Nightmare before christmas
  • Tutti insieme appassionatamente (o Mary Poppins, tanto è uguale)
  • Festa in casa Muppet

Ma soprattutto il leggendario

  • La segretaria quasi privata (che, se volete, potete venire a vedere a casa mia tutto l’anno: ho il dvd)

Ora, quali, tra questi, sono i vostri talismani preferiti ?

…se voi mi dite cosa avete visto, e poi, in cambio, vi dico cosa ho visto io!

 

Consigli tardivi per un santo natale in famiglia

Come tanti di voi forse sanno, la Pippa Middleton ha recentemente dato alle stampe un gran bel  libro di consigli / ricette per le vostre feste natalizie, volume che certamente non può mancare nelle vostre librerie. Io, che di sicuro non sono meno Pippa dell’albionica, ho a mia volta un paio di dritte da darvi per passare un Natale coi fiocchi. Certo, ormai questo, di Natale, è andato.. va bè, dai… fatevi un appunto per l’anno prossimo:

–          Preparate deliziosi manicaretti in quantità mensa-aziendale, invitate tutta la famiglia a pranzo, tirate fuori le tovaglie di fiandra,  il servizio bello e il bicchierame di cristallo.  Io poi suggerisco anche di assoldare,  eventualmente anche part-time, personale di servizio altamente qualificato atto a servire, sparecchiare e riporre il tutto nella credenza buona,  perché altrimenti vi ritroverete in ore serotine a lavare a mano 36 bicchieri di provenienza boema, che in compenso asciugherete  con facilità grazie agli sbuffi di noia e bagna cauda che escono dalla vostra bocca.

–          Evitate di invitare a pranzo membri molesti della famiglia, tipo quelli che – armati di cucchiaio di metallo – colpiscono, approfittando della vostra momentanea distrazione, una ad una tutte le palline del vostro albero per vedere quali siano veramente di vetro e quali no. Giacchè voi siete, nel frattempo, concentrate a filtrare intingoli, porzionare aragoste e scolpire putti paffuti nel puré, può accadere che prendiate coscienza della tragedia in corso solo DOPO che il test ha dato esito positivo, individuando le prime due delle cinquantotto sfere di cristallo che adornano il vostro abete scintillante. Adesso, chiaramente, sono cinquantasei.

–          Evitate di far regalare all’Infanta delle vezzosissime pantofole ricoperte di piume di marabù color viola, che si staccano a mazzi dalla tomaia ogni volta che la giovinetta fa un passo. Grazie anche a parte degli intingoli che avete sbadatamente filtrato sul pavimento dette piume si appiccicheranno copiose sulla ceramica, creando un delicato effetto marbrè tridimensionale. Se poi la persona che ha recato il munifico dono è la stessa del punto precedente… bè, fate voi.

–          Evitate di chiudere storie importanti e/o di farvi lasciare dal fidanzato nel  periodo immediatamente antecedente le feste natalizie: è quanto di peggio vi possa capitare. Resistete stoicamente, e tirate avanti almeno fino al sei gennaio. Farete a meno di  struggervi come delle povere tapine ad ogni canzoncina tintinnante che passa la radio, ed eviterete di annacquare con le lacrime la crema al mascarpone (che peraltro lasciano giù un saporaccio, e la gente se ne accorge…) Ma soprattutto non sarete costrette ad affogare il dispiacere nell’alcol, tracannando ogni roba liquida e vagamente frizzante che vi passa davanti, compreso l’aceto dell’insalata (con grande scorno del vostro fegato) ma sommamente preferendo un Ramandolo bello fresco.

– Corollario del punto precedente: resistete alla tentazione, dopo aver congedato i commensali, di andare a terminare il lavoro del collaudatore di addobbi natalizi, sfracellando, per mera e cupa disperazione, le rimanenti palline frangibili, quale replica precisa del vostro cuore in briciole.  Tanto – sappiatelo – non servirà a farvi sentire meglio…

 

 

 

A volte non basta

Per citare il mio autore preferito, Giovannino Guareschi,  una povera scrittrice (ma si, tiriamocela!)  fa tanta fatica a mettere insieme il suo bel mondo immaginario, e a creare i personaggi che lo animano, che poi quando ne sparisce uno la disgraziata si ritrova in un bel guaio: l’Infanta, la Superzia, la Nonnasprint, il Botanico, il Cognato Contadino  sono tutti personaggi reali e fantastici (in entrambe le accezioni del secondo termine) che in questi 4 anni mi – vi – hanno tenuto compagnia dalle pagine di questo blog.

E poi c’era l’Ufficiale: così bello, elegante, e meraviglioso che di solito la gente non ci credeva, che fosse vero. Per via del soprannome i più lo immaginavano in divisa, tipo Richard Gere in Ufficiale e Gentiluomo, il che ben si addiceva a me, che somiglio molto a Debra Winger in versione operaia alla catena di montaggio.  Preciso al limite del maniacale, gentile oltre misura, nobile d’aspetto e soprattutto d’animo,  l’Ufficiale faceva sospirare me e crepare d’invidia tutte le mie amiche, anche se non era un giovane cadetto col cappello: era un Uomo, con la U maiuscola, e insieme abbiamo passato  5 anni meravigliosi (…facciamo 4 e mezzo, va che gli ultimi sei mesi.. insomma..vabè).

Tutti questi verbi al tempo passato vi avranno lasciato intuire che l’Ufficiale ed io abbiamo preso strade diverse. Forse questo può spiegare perché, ultimamente,  ho un po’ trascurato il blog..  E’ che tutto l’amore del mondo, a volte,  non basta, e per dirla con Paolo Conte  ‘… devi sorridere se puoi, non sarà facile ma sai si muore un po’ per poter vivere’

Fatevene una ragione: non sarà facile rimpiazzare l’Ufficiale, oserei dire impossibile, e il mio Mondo Immaginario dovrà sopravvivere senza di lui.

Invece io, nella vita reale, non so come sopravvivrò: vedete, l’ironia è il mio modo di affrontare le cose, anche le peggiori, e questo post cerca di sdrammatizzare un dolore grosso, che non so bene quando e come potrà dirsi del tutto superato. I maledetti Maya, per quel che  mi riguarda, avevano ragionissimo: però voglio pensare che per un mondo vecchio che finisce ce ne sia uno nuovo che comincia.

Il mio comincia oggi.

Insieme a te non ci sto più – F. Battiato

Malpensa, un aeroporto inutile

(perchè non c’è neanche un negozio che vende i gambaletti)

Era da un po’ che non transitavo dallo straordinario aeroporto milanese: bè, da un po’… sarà un mesetto. Se consideriamo che normalmente la gente ci passa una volta l’anno, tipicamente all’inizio e alla fine di agosto…comunque: stavolta passo nel rutilante terminal 1, non volando, eccezionalmente, con una low cost. Mi guardo intorno e constato con un po’ di malinconina come il luogo sia veramente squallido. Vado col pensiero a Zaventem, Schipol, per tacer di Singapore, ove si giunge lieti di avere almeno 3 ore di scalo da passare in giro per shopping natalizi, degustazioni di prodotti tipici locali, e provandosi vestiti paiettati e pellicce di finto ermellino nei negozi degli stilisti più famosi. A Malpensa, al massimo, posso giusto provarmi un costume intero della Parah. E sopratttutto, come recita il sottotilo, non esiste esercizio commerciale che venda dei sacrosanti gambaletti! Ché io son diretta a Malaga, ove il meteo prevede 18 gradi, ma parto bardata in conformità al clima attuale: stivali imbottiti e calzettoni cashmire con dentro i riccioli di pecora. Se non trovo subito un calzettino di lycra o terital l’effetto zampone natalizio è assicurato!  In compenso non riesco ad esimermi dall’acquistare 1 libro, la Settimana Enigmistica, Vanity Fair, Internazionale e due penne blu con l’inchiostro liquido, che fatico a riporre nell’apposito astuccio che già straborda di penne-matite-lapis-pastelli-pennarelli-pastelliacera-tempere-pongo-kajal. In compenso davanti a me una tipa paga senza batter ciglio nè vergognarsi punto un poggia-posate da cucina in porcellana lucida recante impressa una bella immagine del Duomo di Milano, con Madonnina in oro zecchino. Mi   figuro già il gaudio sfrenato del destinatario… (un po’ come me, quando mi hanno regalato per il compleanno un sottopentola di legno marrone, a forma di spirale, che sembrava in tutto e per tutto una cacca…) Alla mia destra, invece, una tipa liftatissima – che potrebbe avere tra i 40 e 130 anni, ma non si capisce, poichè il silicone le ha totalmente immobilizzato la faccia, eliminandone ogni espressività – rampogna malamente il suo Toy Boy di anni 23 (forse) onde farsi scortare celermente nell’area fumatori, un cubo in plexiglass 2x2x2 ove una trentina di tabagisti si accalcano uno sull’altro in una atmosfera fatata e lattiginosa… ah no, è il fumo.

Bon, sono arrivata al gate. Imbarcano dalla fila 15 alla 31. 3 personagi davanti a me vengono malamente respinti in fondo coda, giacchè ceccati rispettivamente ai posti 7A, 9B, 12C. Altri 8 arrivano di corsa richiamati dalle grida imperiose degli steward (avevano capito male). Io invece mi dirigo rapida al mio amato 31E.  E speriamo che nessuno mi si sieda accanto…vorrei sfilarmi gli stivali !

Della capacità di attaccar briga con chiunque

La settimana scorsa sono andata a votare per le primarie del PD. Non so se anche lì da voi fosse come qui, nella bassa padana: nonostante la preiscrizione la trafila si svolgeva in un Comitato di Quartiere che pareva arrivato dritto dritto con la macchina del tempo dal 1963: noi votanti ammassati davanti ad una scrivania in finta radica, dove il capoccia dei volontari – un distinto signore in doppiopetto pied-au-poule e cravattona regimentalona – trascriveva le generalità di ciascuno su un registro lungo tre metri, con quella bella calligrafia tipica degli anni venti.

Poscia, il votante si trasferiva su una seggiolina di fronte, ove ripeteva tutto da capo ad un amanuense centenario che, dotato di penna d’oca e calamaio compilava diligentemente la scheda per l’ammissione al voto; vuoi che il centenario non fosse agilissimo con lo strumento, vuoi che anche l’età non contribuiva a sveltire l’operazione, complice anche una blanda miopia – che gli impediva di leggere i dati direttamente sul documento di identità – nonché un  leggerissimo deficit auditivo – che costringeva i votanti a ripetere nome, cognome, data e luogo di nascita più e più volte, a voce sempre più alta, sputtanando al tempo stesso tutta la legge sulla privacy – fatto sta che si era creato un collo di bottiglia: i pensionati presenti, abituati alle code alla posta, ai cantieri, e via dicendo, tolleravano benigni, invece tutti gli altri  (2: di cui una io) scalpitavano frementi.

Giunto finalmente il mio turno dall’uomo con la cravatta,  dopo aver espletato la registrazione, e posizionandomi al quinto posto nella fila davanti all’uomo-più-anziano-del-mondo-che-compila-le-schede, son sbottata: ‘ma questa scheda qui, scusate, ma non me la posso compilare io???’

Attonito silenzio generale… Mister Cravatta – strabiliato da tanta iniziativa nonchè dalla straordinarietà dell’idea –  balbetta un ‘ ..ma si.. certo.. la può compilare lei..’ e poi rivolto agli altri volontari ‘però…potevamo fare una postazione dove la gente poteva…’

Ma ormai son le sette di sera… un po’ tardiva direi come ideona, e poi.. ve lo devo venire a dire io ? penso tra me e me, con un bel sottofondo di mormorii il cui senso è ‘eh, ma c’ha ragione la signora.. potevano farla, la postazione’. Mi accorgo però,sgomenta, che l’ho detta a voce alta, la frase.. non l’ho pensata e basta. Il che  riporta temporaneamente alla vita l’uomo nato prima del 1912… ‘signora, ma ce l’ha con me, forse?’ mi appella minaccioso, peraltro interrompendo il suo lavoro e creando così ulteriore disagio agli utenti.

Via, la faccio breve:  non vi riporto il battibecco che ne è sorto, ma son dovuta scappare in fretta e furia, tra gli  applausi della folla e gli insulti del decano.

Non c’è niente da fare: quando una è attaccabriga dentro non ci son primarie che tengano…

P.S. però avreste dovuto vedere oggi, al ballottaggio, come mi hanno accolta: tappeto rosso,  flute di champagne, due ostriche fresche fatte arrivare apposta dalla bretagna e corsia preferenziale riservata… Avevano PAURA!