Occhiali rosa

Lo so, lo so, lo so… non scrivo da una vita. Avete ragione, latito, sono assente, non mi curo del blog, e non è nemmeno la sola cosa di cui non mi curo, in questi giorni… è che avrei anche dei validi motivi, che prima o poi – quando riuscirò a farlo – condividerò con voi, ma per adesso vi basti questo: sono triste, ecco. Mi guardo intorno e non vedo nessuna delle cose belle che – so per certo – ci sono.
Gli occhiali rosa che mi servono di solito per guardare il mondo mi si sono tutti appannati, e non trovo niente per pulirli.
Abbiate pazienza… sono assente anche da me stessa. Ma prima o poi tornerò.
Abbiate pazienza.

Amplifon

Sul volo, di ritorno da Parigi ascolto, distratta come sempre,  l’annuncio audiffuso a bordo:

‘benvenuti a bordo del volo per Parigi bla bla bla, vi preghiamo di prestare attenzione bla bla bla… cinture di sicurezza bla bla bla e in particolare diamo il benvenuto al Professor Parisi.’

A chi ?? Diamine, e chi è l’esimio ed illustre studioso che abbiamo a bordo, tanto da meritare un saluto particolare da parte della compagnia aerea ?
Non resisto: mi sporgo verso il mio quasi-vicino di posto (grazie alla famosa strategia del posto a sedre che potete ripassare qui abbiamo il posto centrale libero)  e bisbiglio ‘mi scusi… non ho capito bene: chi è che abbiamo a bordo ??’
Da come mi guarda comprendo che evidentemente la mia domanda non è proprio pertinentissima, ma io – ignara del baratro in cui sto per precipitare – insisto : ‘che professore c’è a bordo ? chi è il Professor Parisi, un fisico forse? Lavora al Cern ?’
… (silenzio)
… (sguardo di commiserazione)
‘no, cara signora, non hanno detto Professore. Hanno detto POSSESSORI EASY CARD. Come questa’, vede?’
1 minuto dopo poi siamo decollati. Mi sono rimasti solo 89 minuti di vergogna, prima dell’atterraggio.