Friend with benefits

In un post precedente, credo di un 18 mesi fa, ho già avuto modo di dissertare abbondantemente sulla straordinaria giovialità degli irlandesi: quando li senti per telefono sono freddi come il ghiaccio che si ostinano a mettere nel Baileys e poi quando sei lì da loro di persona – un paio di settimane fa – ti invitano a cena, ti baciano ti abbracciano, ti fanno i pizzicotti sulle guance e soprattutto ti obbligano a bere 3-4 volte di fila il loro cocktail preferito, il  double baileys and brandy, che è un cocktail che funziona così: tu ordini 2 baileys e 1 brandy, poi quando arrivano i 3 bicchieri li butti tutti in uno solo (grosso), tirando fuori il ghiaccio con le dita. Poi cacci giù e intanto uno dei commensali a tavola con te ti dice ‘may God have mercy of you’.
E’ come bere 3 superalcolici uno in fila all’altro. Dato che nel mio caso il ciclo poi si  è ripetuto per tre volte potete immaginare come ero messa alla fine.. che poi lo fanno bere solo a me, non a tutti i commensali! Un po’ come dire: vediamo adesso la zia italiana qui come se la cava…

Intanto che centellinavo il mio bicchierozzo, mi è capitato – probabilmente per via dei fumi dell’alcol – di citare l’Ufficiale durante la conversazione, usando l’appellativo ‘my fiancé’.
Attimo di silenzio: ‘allora ti sposi?’ mi fa uno.
Ma no! ribatto io – siamo solo fidanzati.
Si – mi si fa notare – ma se dici ‘fiancé’ vuol dire che c’è una promessa di matrimonio!
No no – spiego io . mi son già sposata una volta, una basta.

Commento del tipo ‘definetely one is enough’.

Allora è il tuo partner ? mi domandano
Ma no! dico io, mica abbiamo la partita iva insieme!

Allora è il tuo lover! concludono
MA  NO! Lover no! Lover fa torbido, fa film anni 50 con Lana Turner, e il nostro invece è un rapporto sincero e luminoso!!

Attimo di silenzio.. tutti pensano… CE L’HO, fa il capo-ufficio-acquisti, con la lampadina accesa sopra la testa.

He’s a friend with benefits!

Pensare all’Ufficiale come a un friend with benefits mi fa letteralmente sganasciare dalle risate, mi rotolo per terra ragliando sgangheratamente, poi capisco di aver esagerato e mi ricompongo. Nel frattempo arriva il terzo giro di double baileys and brandy: ce lo porta un cameriere che è identico preciso a Bilbo Baggins, però più grosso e coi capelli lisci con uno spettacolare tirabaci sulla fronte.

Solo a vederlo scoppio a ridere come una vecchia ubriacona (…) e quando poi attacca a parlare con una voce nasale ed un accento incomprensibile riprendo a ragliare più forte di prima, ammesso che sia possibile.
Ancora un paio d’orette di business relations e poi via, a nanna! Per fortuna son venuti loro nel mio albergo, sicchè ho dovuto solo fare due piani con l’ascensore. Come ci salgo e parte mi vien da vomitare: strano, non ho mai sofferto di mal di lift! Eh bè, c’è sempre una prima volta, mi dico con la mano davanti alla bocca.

Mi sono trascinata fino alla mia camera, fortunatamente munita di bollitore, ho auvoto la forza di preparami  una tisana e mi sono sparata l’ultimo cocktail della serata, un triple geffer with carbonate, e poi, prima di crollare addormentata pancia sotto, ho pure trovato la forza di buttar giù due appunti sul pc, per non dimentarmi dei particolari importanti della serata.

….
Meno male che l’ho fatto, perchè il giorno dopo mi sono risvegliata con un mal di testa terrificante, e non mi ricordavo neanche il mio numero di scarpe, figuriamoci cosa avevo fatto la sera prima.
Gli appunti originali sono qui sotto: sono veri, non come quelli del diario di Bridget Jones, che è tutta finzione letteraria. Queste sono le righe che ho ritrovato, il giorno dopo, nelle bozze del mio pc:

…..
 .. 2 parti di baylesy e uno di brandy – 3 d fila son 9 cocktain standard uno dopo l’altro …

dico fiancé.. ti sposi ? no una volta basta
allora partner no fa commerciale, mica abbiamo un negozio insieme
allora lover no fa torbido

allora FRIEND WITH BENEFITS
ufficiale ormai bollato per sempre
rido come una scema
arriva un camerire che è sputato bilbo baggins, però però grande e col riposto
rido come una sscema
saluti
ragigunto a stento la camera
soffro di mal d’ascensore, perchè mi vien da vomitar tra la reception e il terzo piano
geffer
tisana meno male che l’ho portata
abbozzo il pot
vado a lsetto
vorrei fari legger l”igonale del post.. vi meeto queste dueriche che sono veritiere, ceredetici…

Quelli che si salutano all’aeroporto – Post di Buon Natale

Mi piacciono moltissimo quelli che si salutano all’aeroporto. Se io fossi una fotografa (e purtroppo non lo sono) farei un bel reportage in tutti gli aeroporti del mondo, fotografando quelli che si salutatono subito prima del controllo bagagli. Coppie meravigliose di innamorati a distanza che sperano fino all’ultimo nella cancellazione del volo, o almeno in un paio d’ore di ritardo così da prolungare quell’abbraccio struggente che io starei lì a fissare per ore. Ma anche i nonni che salutano i nipotini lontani come se non volessero lasciarli partire più, e anche certe vigorose pacche sulle spalle tra uomini adulti, che finiscono poi in un abbraccio brusco ma potente!

Una volta, ad Amsterdam ho visto una coppia straordinaria: un Signore Anziano, alto e magro, capelli bianchi ondulati, vestito da lupo di mare accompagnava fin dove possibile, tenendola per la mano, una Donnina Orientale, alta la metà di lui, dandole un bacio ogni tanto e carezzandole il cappellino da maschiaccio che portava, lui di qua dalla sbarra che delimita il passaggio verso il controllo e lei di là. E alla fine, costretto dalla curva della sbarra, è stato costretto a lasciargliela, la mano, e avviandosi all’uscita si è girato almeno 20 volte a farle ciao ciao, uscendo definitivamente dall’aeroporto solo quando lei è scomparsa alla sua vista dietro le porte. Ecco. E’ amore questo, no ?

Auguro un Buon Natale a tutti voi, cari lettori.

… e che abbiate anche voi, come la Donnina Orientale, qualcuno che vi voglia bene e che vi saluti con la mano quando andate.  Non c’è altro che serva.

 

Ah, la meravigliosa…

…cucina irlandese! Gente che a colazione si mangia una scodellona di pudding, oppure due belle fette di una specie di salume color vinaccia, tipo sanguinaccio però con dentro un cereale che non ho ancora identificato (credo avena, da noi la mangiano gli equini), accompagnato, quando va bene,  da funghi champignon fritti e un mezzo chilo di pancetta, tagliata spessa e fritta pure lei.
Comunque, facciamo mente locale: cosa c’è in Irlanda ? risposta: le mucche e le pecore. E poi ? il mare, giusto ? E’ un’isola. Eh già…
Ecco quindi che al ristoratore non risulta bizzarro servire, come secondo piatto, una specie di impepata di cozze però affogate in un litro abbondante di panna liquida, con contorno di dadini di pancetta affumicata. Trattasi di evidente tentativo di cucina creativa: faccio il meglio che posso con quel che ho e ci butto dentro tutto, così non sbaglio.
Non so cosa ne pensi Gordon Ramsey, ma secondo me la deduzione è scorretta; peraltro, credo che anche il celeberrimo Irish stew si fondi sullo stesso principio: prendi una grossa pignatta e ci butti dentro tutto quel che hai in casa. Carne, verdure, frutta, le pile esauste, poi apri il taglia baffi e ce lo svuoti dentro, il gel extra forte,  lo sciroppo per la tosse scaduto e per finire un tocco di catrame. Che poi è lo stesso principio delle pozioni magiche, e ricordiamoci che chi le faceva poi veniva bruciato sul rogo. Cosa che adesso, a pensarci bene, non mi sembra poi così incivile.
Ma tornando alla mia cena: cosa c’entrano le cozze con la panna liquida ? ve lo dico io: NIENTE. Non c’entrano niente.
Ma tant’è: le avete ordinate – perché dalla descrizione vi sembravano la cosa più leggera del menu – e ora ve le mangiate; il maitre vi omaggia anche di un limone d’importazione da spremerci su..  con l’intento di far cagliar la panna, forse ? Perché io un altro scopo non lo vedo.
Degusto il prelibato manicaretto, leccandomi i baffi intrisi di panna, ma sento che manca qualcosa… ‘Cameriere ? mi porterebbe un pacchetto di gocciole o di  pan di stelle,  da pucciarci dentro? Perché con  i pezzetti di pancetta affumicata ci starebbero da dio…’

 

MissionIsPossible – questo è un post serio!

Sister Caterina è una mia amica ed è una missionaria; potete trovare notizie su di lei e sulla sua missione nelle Filippine nel suo blog: http://www.cavanisgoodshepherd.blogspot.com che trovate anche nel blog roll come ‘Sister Caterina’.  Adesso Caterina si trova in Papua Nuova Guinea e il 15 novembre, alla mia domanda ‘cosa posso inventarmi per aiutarti’  mi ha risposto questo:

Il 15 novembre 2011 02:37,
Carissima, che bello leggerti!  per aiutarmi puoi i nventare quello che vuoi! Abbiamo un bisogno enorme qui come nelle filippine. Mi trovo in mezzo alla foresta, riesco a comunicare solo con un Iphone…siamo in mezzo ad una popolazione che vive in  povertà, bambini malnutriti, malattie pesanti come AIDS, tubercolosi, malaria… un bambino ogni 10 muore prima dei 5 anni. Non avrei mai pensato una cosa del genere. Per arrivare dove siamo noi ci sono 3 ore di strada sterrata che si arrampica per la montagna e spesso è interrotta da piccole frane, è davvero un’avventura…Rientro nelle filippine il 5 dicembre e poi ti mando foto e materiale, io  vengo in Italia in febbraio.
So che c’è la crisi in Italia, ma qui si parla di vita e di morte, bisogna scuotere le coscienze: noi avremmo bisogno di qualcuno che ci aiutasse per la
sensibilizzazione missionaria, se tu potessi dedicarci del tempo sarebbe una cosa grande. Quando vengo ne parliamo: ti ringrazio della preghiera, dell’amicizia e dell’affetto che sono un dono di Dio. Ti abbraccio forte. Ti parlo come se fossi una sorella
A presto!!!

Io e Sister Caterina ci siamo conosciute per caso un paio d’anni fa: io, da ragazza  ero una cattolica super integralista e talebana, ma negli ultimi tempi ho preso le distanze da una Chiesa che fatico a riconoscere e a volte ad accettare. Se però non riesco a negare del tutto il mio senso d’appartenenza a qualcosa di più grande è perchè ci sono esseri umani come Caterina, che  ho la fortuna di incontrare di persona. Non è l’unica e per fortuna di persone come lei ce ne sono tante. Ma oggi  è lei, che mi interessa, e soprattutto quel che sta facendo. Lo potete leggere qui, quel che sta facendo: http://www.cavanisgoodshepherd.blogspot.com/2011/11/orizzonti-nuovi-in-papua-nuva-guinea.html

Vengo al dunque: per aiutarla io mi sarei inventata intanto il progetto  ‘Mission Is Possibile’ che, per il momento, è solo un indirizzo email: missionispossible2011@gmail.com.
Poi mi sarei inventata che per questo Natale 2011 io non faccio regali a nessuno, e quei tot euro che avrei destinato a smart box che magari poi non vengono neanche usate e scadono, buoni per trattamenti di bellezza, o ricchi cesti gastronomici destinati a persone col frigorifero già strapieno,  li mando a Sister Caterina con un bonifico bancario. L’Ufficiale, debitamente informato del progetto, concorda e dice che farà anche lui così. E siamo già due.

Se adesso anche qualcuno di voi avesse voglia di aderire all’iniziativa può scrivermi qui: missionispossible2011@gmail.com.

Io farò in modo rispondervi, di mettervi in contatto con Sister Caterina e comunque di farvi sapere dove – come inviare i vostri eventuali contributi.
E se poi qualcuno che, come me, ha un blog volesse aiutarmi a far pubblicità al progetto.. ecco, questo sarebbe bello davvero!

Io, anche da parte di Caterina, ringrazio tutti, anche solo per aver trovato il tempo di leggere un post così lungo che, per una volta, parla di cose serie.

Tutto quel che ne verrà sarà un dono: Caterina e i suoi bambini ve ne saranno grati!

GRATITUDE is the memory of the HEART

Potete scrivere a Caterina qui: sistercaterina@yahoo.it

I versamenti si possono fare qui:  Fraternità Cavanis Gesù Buon Pastore Onlus – Anthony and Mark Cavanis Elementary School – Paglawm Cavanis Center

Potete contribuire a sostenere la missione con un versamento di qualsiasi importo nel conto corrente postale o bancario. L’offerta è deducible dalle imposte ai sensi dell’Art. 13 D.L. 460/97.

Le somme ricevute vanno INTERAMENTE a sostegno dei progetti missionari nelle filippine. Grazie di cuore per il vostro aiuto.

 

Conto corrente  bancario  Intestato a:  “FRATERNITA’ CAVANIS GESU’ BUON PASTORE ONLUS”                                                                                                       CREDITO TREVIGIANO – BANCA DI CREDITO COOPERATIVO – SOCIETA’ COOPERATIVA – IBAN: IT31S0891761580027003320603   BIC  ICRAITRRP

 Conto corrente postale  n.  32384208 intestato a: “AL. AMICIZIA LONTANA ONLUS” causale “Per Fraternità Gesù Buon Pastore”         

La Fraternità Cavanis Gesù Buon Pastore  e  A.L. Amicizia Lontana sono O.N.L.U.S. (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale) pertanto ogni offerta a loro favore per i fini statutari è fiscalmente deducibile

Conservate come documentazione fiscale la ricevuta del versamento postale o bancario o del bonifico.

 

 

 

A proposito degli alberghi ..

…citati nel post del 24 novembre, il Clarion dell’aerporto di Dublino appartiene alla prima categoria.
Vi saluto quindi dalla camera 2×2 nel seminterrato, con la moquette smangiata e le pareti verde muffa. Ah, dimenticavo: ci sono 15 gradi umidi. Col wind chill factor i gradi percepiti diventano 11. Sto scrivendo con colbacco. Comunque non mi lamento: ho chiesto una camera silenziosa e alla reception mi han detto ‘non si preoccupi’. Questo spiega perchè mi trovi nel seminterrato.
Si spiega meno la finestra con vista sulla pista di decollo…