Onori e oneri

Qualche tempo fa Wondermamma http://wondermamma.splinder.com/  (c'è anche di fianco nei link), la mia gemella diversa ha avuto il garbo di fregiarmi di un importantissimo premio, citandomi sul suo blog (assai più visitato del mio… la mammasprint-con-tripletta-di-figlie  va mooooolto di più della mamma-sfrancica-con-figlia unica) .. comunque: fatto sta che la mia amica Wonder conferisce il premio (che, come da regolamento bloggheristico, va passato come la catena di santantonio) a pochi fidatissimi blog che le piacciono, tra cui – udite udite! – il MIO!

Gioia, gaudio e tripudio!! Ma non finisce qui: perche Nonaddetta, del blog http://www.inonaddetti.blogspot.com/  (linkata pure lei) legge del premio, si collega al mio blog e – udite udite un'altra volta! – gradisce assai il prodotto, e mi dà il premio pure lei!!
E mi cita nel suo blog dicendo – papale papale – '… prima o poi imparerò anche io a scrivere così'.

Eh si. Ci è scappata la lacrimuccia!

Grazie Ragazze! di cuore!! 

E adesso il dovere: devo a mia volta passare il premio a dei blog che mi piacciono.

Il primo è il blog del mio amico Cristiano: http://www.zioburp.net/ uno dei pochi maschi-padri nella rete!  Sto meditando se provare o non provare la ricetta che pubblica qui http://www.zioburp.net/2011/03/10/la-mia-non-ricetta-granulosa-di-gambi-di-carciofo/ ma onestamente mi manca il coraggio…

Il secondo blog è quello di Alice: http://www.alinipe.blogspot.com, parcheggiata in terra newyorkese: l'ho già premiata una volta, e lo scopo è quello di indurla con la piaggeria a farle dire 'ma daiiii !! vieni a trovarmi, ti ospito io!!'.. vediamo se funziona.

Il terzo è un blog per me meraviglioso, ed è http://blog.libero.it/maestrapiccola :  per darvi l'idea di quanto mi piaccia vi dico che arrivo a desiderare ardentemente l'autunno già verso metà agosto, perchè è il blog di una Grande Maestra, e da giugno a settembre – come la scuola – chiude. Ma non  è un blog, è  pura poesia!

E adesso, amici, tocca a voi!

Barbie lusingata, felice e con la coscienza a posto

P.S.

Sapete da dove ho postato il post sul Paese dei Tulipani? Dal treno, durante il rientro all’aeroporto. Perché sui treni olandesi c’è la wifi gratis!
Il che significa che l’Olanda è un paese civilissimo, e si vede anche dalle piste ciclabili, dai semafori per le biciclette, dalle porte della stazione che si aprono da sole, dalla campagna che vedo dal finestrino, piatta ma bellissima, dai cavalli di Frisia, dal fatto che tutti parlino inglese, salumiere e fruttivendolo compresi,  e dal colore nazionale che è l’arancione, il mio colore preferito!
Mi domando invece se la tipa davanti a me sul treno  sia o non sia olandese: ha occhi, capelli, e tutte e sei le sopracciglia molto nere, fa foto a profusione, e a merenda tira fuori dalla borsa un vasetto, contenente una preparazione gastronomica evidentemente fatta in casa, che ad un primo superficiale esame visivo non ravvicinato classifico – erroneamente – come composta di frutta.
Però all’apertura della capsula di sicurezza (fsssss…TOC!) l’effluvio che fuoriesce dal contenitore è senza ombra di dubbio di cipollesca provenienza: la tipa estrae anche una forchettina di plastica, e come se niente fosse, consuma tutto il prodotto tra una stazione e la successiva, senza neanche offrircene un pochettino…
 
(qualche tempo dopo…)
P.P.S Ho riflettuto anche sul fatto che siccome c’era la wifi ho passato le due ore e rotti in treno a scrivere, chattare, guardare facebook, leggere i miei blog preferiti, etc etc etc.
Se non ci fosse stata avrei probabilmente pensato, guardato di più fuori dal finestrino, e non mi sarei persa le dighe, i polder e i mulini a vento,  certissimamente avrei attaccato bottone con la tipa del vasetto di cipolle, o con la nonna da fiaba che ne ha preso il posto un paio di stazioni dopo, con le guance più rosse che io abbia mai visto, e con una nipotina uguale uguale a lei, però più piccola.
Quasi sicuramente avrei assaggiato il contenuto dello vasetto.
Ecco, adesso invece mi domando quale delle due opzioni sia la più civile…avere o non avere la wifi sul treno…mah, c’è da non dormirci la notte…
  

Cicli e bicicli

Come al solito, nel pieno rispetto della tradizione Barbesca, appena arrivata in hotel capisco di aver commesso un grave errore (oddio; non tanto io quanto la hewlett packard…): il cavo del mio pc – europeo – termina con una italianissima spina coi tre pirulini, mentre le prese locali ne hanno solo due, di quelle atte a ospitare l’internazionale presa schuko : vacca boia, che fare?
Come al solito, lo spirito sfrancica prende il sopravvento: scendo immediata alla reception e con il garbo che mi contraddistingue esigo e pretendo un adattatore. Il povero tapino al bancone, che normalmente al massimo deve inventarsi un rasoio o un pettine,  estrae da un cilindro una scatola contenente tutte le robe attinenti all’elettricità che nel corso dei secoli sono state abbandonate in hotel da ospiti di tutto il pianeta: sembra uno di quei cassetti che esistono in tutte le case dove si buttano quelle cose che non si sa mai dove mettere, e in effetti c’è dentro un interessante fritto misto di roba plastico-metallica: saranno almeno un 40-45 pezzi, assai variegati: dalla spina uzbeka di corno di montone al convertitore usa euro 110-220 passando per un cavo beige degli anni trenta, probabilmente britannico. Ma ovviamente l’adattatore che serve a me non c’è. OK, inserirsco la modalità proattiva: dove posso trovarne uno?
Facile, al Mediaworld (che qui si chiama Mediamarkt), vicinissimo …
Stante che sulla relatività delle distanze ho una teoria tutta mia e che della parola ‘vicinissimo’ non mi fido punto, chiedo ragguagli: quanto vicinissimo?
A piedi saranno un venti minuti, ribatte il tipo (che evidentemente è un velocista che fa i 100 metri in 2-3 secondi netti…) e mi mostra una cartina della città, sulla quale cerchia l’albergo con la penna e poi traccia un percorso lunghisssssssssimo, che giunge dalla parte opposta (ove peraltro mi trovavo 5 minuti e 10 euro di taxi prima). A occhio e croce saranno almeno 3-400 chilometri, a mio modesto avviso troppi per andare a piedi.
Leggendomi lo sgomento e lo sconforto in viso il tipo la butta lì: ma in bicicletta sono 5 minuti !
BICICLETTA? OK, vada per il biciclo! Detto fatto, il tipo mi molla lì la chiave del garage e del lucchetto, e mi indica dove reperire l’importante mezzo di locomozione.
Che a parte il fatto di arrivare al Media markt in 5 minuti … ma vuoi mettere la soddisfazione di integrarsi all’istante con gli usi e costumi locali?
Che qui in bicicletta ci vanno tutti: anche i neonati, anche le vecchie di 95 anni, magari portando a bordo 2 bambini insieme.
Quindi, decido di trasformarmi immantinente nell’Olandesina di Miralanziana memoria e pur non possedendo zoccoli di legno o tulipani, né abitando in un mulino a vento, fingo di esser bionda e di chiamarmi Gretel, e giuliva e ilare manco fossi al luna park e mi avessero noleggiato l’ottovolante tutto per me, apro il garage e prendo possesso del velocipede gentilmente messo a mia disposizione.
 
Pro:

  1.  è rosa, anzi fucsia! Bellissimo, col mio cappotto nero sta da dio!

 
Contro:

  1. Il mezzo non è recente, bensì piuttosto vetusto, con segni di usura piuttosto evidenti
  2. Le altezze di sellino e manubrio sono regolate sullo standard locale. Ergo, mi mancano un trenta centimetri buoni… il che significa che tocco i pedali con la punta degli alluci, e meno male che non ho tagliato le unghie corte
  3. NON c’è il campanello!
  4. NON c’è il freno!! O meglio: c’è, ma non è attaccato al manubrio, come in tutte le biciclette che si rispettino, ma è a pedale. Il che implica:
  5. La corsetta alla partenza con il salto sul sellino in corsa
  6. L’impossibilità totale di arrestare stabilmente il mezzo in prossimità dei semafori. O di fermarsi agevolmente per discenderne
  7. Il che significa che ogni volta che vedo un semaforo rosso in lontananza, comincio ad agitarmi, emetto un suono tipo sirena della Fiat (essendo il biciclo sprovvisto di segnalatore acustico, ricordiamocelo!) che avrebbe lo scopo di allertare gli altri ciclisti ed eventuali passanti del pericolo che incombe
  8. In sintesi: rischio di rompermi l’osso del collo ogni volta che devo fermarmi, perché d’istinto freno con la mano sinistra invece che col piede destro, il che non produce effetto alcuno se non quello di stritolare l’estremità del manubrio. E null’altro!

 
 
Gran finale col botto
 
Giungo incredibilmente sana e salva al Mediamarkt, grazie ad una buona dose di fortuna, e richiedo a gran voce l’adattatore che fa al caso mio.



Secondo voi c’era?  

Il Paese dei Mulini a vento

Ahhh, l’Olanda! I sogni che ci  ho fatto leggendo Pattini d’Argento (che poi cercavo di emulare il bimbo Hans andando a ficcare le dita in tutte le crepe del muro, incurante del fatto che al di là dello stesso ci fosse la camera da letto, e non una massa d’acqua pronta a devastare la pianura padana…)
 
Ma eccomi qua, all’aeroporto di Schiphol, che credo sia il secondo in Europa dopo Heathrow.
Schiphol è estesissimo: fate conto che per andarci (in aeromobile) da Malpensa a ci ho messo tipo due ore, e per andare dal finger al ritiro bagagli idem!
E’ uno dei pochi aeroporti dove sono i bagagli che aspettano impazienti i passeggeri che arrivano con calma due ore dopo di loro, con un nastrino fucsia attaccato al polso. Tant’è che ci sono anche dei trolley che protestano all’ufficio passeggeri smarriti perché il loro legittimo proprietario non è arrivato (forse l’han mandato per sbaglio a Bankgok..)
Peraltro, se passi sovente da Schiphol non iscriverti in palestra: è inutile, perché solo per uscire farai almeno 4 chilometri a piedi, di buon passo perché intorno corrono tutti e non si capisce perché non debba farlo pure tu…
Un’altra cosa bizzarra è che intanto che atterri vedi del movimento sui prati: dall’alto sembrano formiche, ma in realtà sono coniglietti graziosissimi, che si acquattano timidi nell’erba tra le piste.
Non si capisce come ci siano arrivati lì.. che li abbia mollati giù direttamente lì la cicogna? perchè trovo molto pericoloso per un coniglietto con gli occhioni correre su e giù per le piste di atterraggio…

Comunque fanno riflettere sull’evoluzione dei tempi e del costume: una volta c’erano le mucche che guardavano i treni, adesso ci sono i conigli che guardano gli aerei…

E fanno anche riflettere sul fatto che nei menu al ristorante compaia spessissimo tra i secondi la 'gamba di coniglio arrosto con patate…'

 

Come i piazzisti della Vorwerk…

… che vanno in giro  – invadenti – a vendere i Folletti, mettendo il piede nella porta della massaia italiana, anche io recentemente vago allo sbando nell'Italia del nord a piazzare sistematica le malefiche valvole termonioniche, da Trieste in giù, come la Carrà.
Passando anche per Torino, dove mi trovavo in data odierna.
A Torino ho visto:
– la FIAT (e va bè, non vederla è impossibile…)
– la gelateria Grom
– la Mole Antonelliana (in lontananza)
– il cartello indicatore per il museo egizio

m a   s o p r a t t u t t o :

– una grossa grossa pubblicità che recita, in diversi punti della città,  papale papale:

'FUNERALE CLASSICO – SOLO 1.500 Euro'
firmato LIFE.

Ora… e se io lo volessi … che ne so.. sportivo, il funerale? tipo col prete in completo da tennis e la bara a forma di bob?
O magari alternativo, con un celebrante new age con i sandali infradito e i miei resti mortali ben accomodati in un sacchetto di materb (riciclabile, contenuto e contenitore)?
O invece sofisticato, con feretro in wengé e paillettes e accompagnamento musicale con quartetto jazz-lounge?

Quanto mi costerebbe, in euro?? L'alternativo per esempio secondo me non dovrebbe costare più di 4-500 euro, comprese le pratiche burocratiche…

Ma la vera domanda è: ma che razza di nome è LIFE per un'agenzia di pompe funebri??