Serata fonduta

Manco il tempo di rigenerarci adeguatamente con 3-4 bagni turchi, un paio di saune e tre kneipp nel centro benessere (dove io rischio di rimanere vitanaturaldurante, ipnotizzata dalle tette gigantesche di una giunonica signora teutonica, che mi parla in tedesco con un marcato accento di Amburgo) che la cena è servita (ricordiamoci che qui le 19.00 corrispondono alle 23.45 di Madrid).
Intanto la non padronanza della lingua ha generato un equivoco: in realtò trattasi non di fonduta bensì di ‘fondue bourgugnonne’, in altre parole carne fritta nell’olio bollente. Un toccasana, per me che sono a dieta. Ma non c’è altro, e dunque alè, mangiare (anche perché lo sci mi ha scatenato un certo appetito … o forse saranno tre 6 settkmane di dieta a 900 kcal che ho alle spalle??)
Il bello è che oltre alla sorpresa della bourguignonne c’è anche l’intrattenimento musicale: Otto e Franz, degnamente agghindati in lederhose e cappello in feltro con piuma, e dotati di trombone e organetto diatonico, girano tra i tavoli lanciando motti di spirito e yodel, non sempre in quest’ordine. E in tedesco, ovviamente, giacchè l'unica clientela a sud di Monaco di Baviera siamo io e l'Infanta.
Finché non arrivano al nostro tavolo, e allora decidono di apostrofarci in un bell'italiano:
Otto&Franz: ‘ah, gvarda che zvei  belle sighnorine!’
Barbie (schermendosi): mah.. lei, eventualmente ! (indicando l’Infanta).. io, cosa vuole…  
Otto (con aria di intesa) : zai cosa diciamo noi? Zi impara  a cuccinare in una pentola fecchia!! Ahahahah!
Barbie ….
Infanta: AHAHAHAHH Mater!! Sei una pentola vecchia!!!
 
E dire che per tutto il pomeriggio, con la giacca a vento uguale a quella dell'Infanta,  mi ero sentita una sbarbina…
 
  

In viaggio con l’Infanta

  Io e l’infanta siamo reduci da un fa-vo-lo-so week end (quello passato) sulla neve.
Partite a bordo della nuova vetturetta familiare (che è una roba più simile ad un chiosco dei fiori con sotto le ruote che ad un comune mezzo di trasporto ma noi due ne andiamo pazze!), con in sotto fondo la colonna sonora di ‘Una mamma per amica’ giungiamo rapide in quel del Sud Tirolo, terra che sommamente amiamo e che, peraltro, vanta le piste da sci e gli impianti di risalita più belli del mondo (pensate: le seggiovie hanno le sedute della Poltrona Frau). E non ho neanche menzionato le Dolomiti !
Vi risparmio la descrizione dei miei attacchi di ansia pre-partenza, con l’intenzione di dedicare un posto ad hoc alle paure immotivate, e salto subito alla sosta in autogrill a Laimburg ovest, ove decidiamo di sfamarci in via preventiva onde evitare perdite di tempo che inutilmente dilazionerebbero il nostro arrivo sulle piste (metti che poi si scioglie tutta la neve…).
Ci approvvigioniamo convenientemente di panini di segale imbottiti di speck, e al primo morso arriva di schianto il sapor di vacanza. La nostra, di vacanza!
L’autogrill di Laimburg è il mio preferito a livello mondiale: oltre a proporre generi di conforto tipici locali di alta qualità (un esempio per tutti: i chips di mela disidratata, che per chi sta facendo la dieta sono una manna dal cielo!) vanta dei bagni di gran lunga più eleganti e puliti del cesso di casa mia.
Appeso in bella vista un cartello recita: ‘la migliore mancia è il rispetto di questo ambiente’, il che la dice lunga sulla civiltà dei locali; invece della signora stravaccata in camice azzurro col piattino, che ti rampogna se fai finta di niente, c’è un signore distinto che in giacca e cravatta passa lo straccio in terra h24, e ti saluta lieto quando lasci le zampate sul tratto di pavimento appena deterso.  
 
Finalmente sulle piste! Neve perfetta, freddo del diavolo e come agganciamo gli sci esce anche un po’ di sole, segnale che io subito interpreto come ‘l’Alpe di Siusi è grata della vostra presenza’ e, poi  giù a rompiccolo volando per la piste (azzurre, di più non osiamo) finché, stancherrime, non decidiamo di rientrare alla nostra deliziosa Gasthof, dove ci attende il vapore del bagno turco, ma soprattutto, la serata fonduta. Della quale vi parlerò domani.

Cosa facciamo io e l’Ufficiale per divertirci?

Normalmente niente, ci basta la reciproca compagnia, una buona bottiglia di bianco frizzante bello fresco, e magari un film in bianco e nero (anni 50, aggiungo io). E siamo felici.
Però ogni tanto ci diamo una bottarella di vita mondana, tipo che usciamo a cena, andiamo al cinema, a teatro, a visitare una capitale straniera, oppure all’opera, facciamo bunjee jumping, un giro alla Leroy Merlin o al Brico, o uno spettacolo di cabaret (con noi protagonisti, ovviamente), la scalata di un 5000 m, una camminata sui carboni ardenti, o un giro in mongolfiera. Niente di che, insomma.
In particolare quando usciamo a cena ci piace moltissimo guardare le altre coppie: altri essere umani abbinati come noi a due per per due, per lo più maschio-femmina, anche loro seduti al tavolo come noi, che mangiano e si divertono come noi.
NO. Come noi no.
 
Noi a tavola ridiamo moltissimo, facciamo le vocine, l’Ufficiale fa delle battute da schiantarsi dal ridere, giochiamo col cibo, ogni tanto ci baciamo. Anche con gli occhi, per dire.
Tante altre coppie – non tutte-tutte per fortuna – no.  Sovente le altre coppie manco si parlano.
Mangiano con lo sguardo fisso nel piatto, o a volte nel vuoto. Spessissimo lui (o lei. O entrambi) messaggiano sul cellu. E non credo,  peraltro, che si messaggino tra loro.
 
Ma il peggio del peggio l’ho visto l’altra sera: eravamo in locale molto figo, con un gran bel concerto jazz  e un’ottima cucina. Si poteva perfino ballare.
E chi c’è al  al tavolo alla nostra sinistra? Una coppia: lui alto e dinoccolato, sarà stato 2 metri e 10,  giacca sul verde pisello-pied-de-poule, stravaccato sulla sedia in una posizione che neanche Escher avrebbe potuto immaginare, con le ginocchia che arrivavano dall’altra parte del tavolo tanto le gambe erano lunghe, due mani che saran state 50 cm cadauna, con la mobilità del paracarro che teneva il tempo tamburellando tra i piatti e muovendo la testa a ritmo (il suo, di ritmo. Non quello del gruppo che suonava…)
Lei dormiente. Ma non nel senso di poco presente o apatica. E’ che proprio dormiva. Con la bolla al naso e il filo di bava alla bocca!
Aveva gli occhi chiusi e ogni tanto le cadeva la testa sul mento.  A tratti  aveva un guizzo di vitalità: apriva un occhio (il sinistro) e controllava se  fossero arrivati degli  sms.  Poi riprendeva immediatamente la sua attività onirica, del tutto incurante di congas, altoparlanti e applausi.
Lui niente, come se nulla fosse. Andava avanti imperterrito a tamburellare schivando con abilità tovaglioli e posateria e ignorando con leggerezza la narcotica consorte. A un certo punto il cantante fa alzare tutti per ballare.
Oh! L’ha dovuta svegliare!!
 
Lei si è alzata, ha tenuto gli occhi aperti per un 30-40 secondi, poi è andata avanti a dormire. In piedi, come i cavalli.
 
Che dire. Magari sono io che esagero. Magari son felici anche loro. Magari lei era solamente molto, molto stanca.
 
Però magari no. 
  

Tempo di proponimenti…

 Proponimenti per il  2011: 
 

  1. Lavorare meno
  2. Andare più spesso a teatro
  3. Andare più spesso al cinema
  4. Prendermela meno
  5. Smettere di pensare di essere al tempo stesso causa e soluzione di tutti i mali del mondo
  6. Fare più gite in montagna
  7. Fare più gite al mare
  8. Fare più gite in motocicletta
  9. Fare più viaggi con l'Ufficiale
  10. Andare a sciare
  11. Andare a correre la sera. O comunque fare un po' di sport.
  12. Non rimandare sempre le cose, soprattutto non rimandarle fino al punto che poi scompaiono
  13. Imparare a calibrare le dosi di ciò che cucino. Oppure comprare un congelatore più grande
  14. Smettere di andare a letto con le galline
  15. Impegnarmi assiduamente per un concepimento in tarda età 
  16. Fare programmi con sufficiente anticipo e poi non cambiarli  PIU’
  17. Imparare che le mie esigenze e i miei desideri vengono prima delle valvole termoioniche 
  18. Ridere di più durante la giornata
  19. Non arrabbiarmi per cose inutili
  20. Scrivere
  21. Leggere
  22. Far di conto

 

E i vostri, di proponimenti??