Tempo di bilanci…

Anno domine  2010:
 
Ho lavorato troppo.
Ho vissuto troppo poco.
Ho sorriso poco.
Ho organizzato troppo.
Ho improvvisato poco.
Ho frequentato troppo poco gli amici, la famiglia, gli sconosciuti.
Non ho mai fatto volontariato.
Ho guadagnato pochi soldi.
Ho amato molto.
Ho viaggiato. Troppo e troppo poco allo stesso tempo.
Ho ballato pochissimo.
Ho cantato qualche volta.
Ho pianto ogni tanto, ma mai di dispiacere.
Ho sognato molto.
Ho sfornato belle idee. Non ne ho realizzata nessuna.
Ho scritto il blog. A volte tanto, a volte poco, a volte bene, a volte male.
Ho speso troppo.
Ho cucinato molto.
Ho visitato Barcellona.
Ho preso decisioni importanti.
Ho fatto poche gite in moto e pochissime camminate in montagna.
Ho sciato poco.
Ho preso molti aerei.
Ho dormito molto, ma comunque meno di quanto avrei voluto.
Ho fatto una vacanza meravigliosa.

Ho visitato moltissime volte i Brico e la Leroy Merlin.
Ho fatto moltissime fotografie.
Ho ascoltato una poesia, sussurratami all'orecchio, durante un tramonto meraviglioso sulle crete senesi.

Ho litigato poco con l’Infanta, pochissimo con l’Ufficiale.
Ho trascurato la mamma.
Ho trascurato la mia cervicale.
Ho iniziato una dieta.
Ho ignorato (volutamente)  l’esistenza di palestre e piscine coperte.
Ho dimenticato un sacco di volte l’appuntamento col dentista dell’Infanta.
Ho lasciato pochissimi commenti sui blog amici.
Ho sovente perso la calma.
Ho fatto sfuriate, a volte con le persone sbagliate.
Ho rischiato di farmi licenziare.
Ho fatto un giro sull'otto volante di Gardaland.

Ho preso una multa. Per eccesso di velocità. Ma non sull'ottovolante però!
Ho spedito molte cartoline.
Ho bucato una gomma. L’ho subito cambiata.
Ho cambiato anche la macchina.
Ho deciso che il bilancio del 2011 dovrà necessariamente essere migliore di questo.. Ciò detto: tanti auguri di Buon Anno a tutti voi !  

P.S.  … e il vostro, di bilancio?

Cronache di Natale

Ma ora che è finito… non le vogliamo spendere due parole sul Natale?
Ma ssssì, via, spendiamole!  Un Natale in casa Barbie leggermente fuori dalla norma: intanto la Super Zia – che notoriamente sappiamo pranzare puntuale come un cronometro svizzero alle ore 12.30 – è arrivata a casa mia, luogo prescelto per il pastone natalizio, con 3-4 minuti di ritardo, complice anche il fatto che io l’ho chiamata alle 12.15 dicendo: ‘per piacere, non arrivare troppo puntuale, perché sono ancora in alto mare’.
Fatto sta che la Superzia, con intera famiglia al seguito, si è palesata antipasti-dotata carica di spirito natalizio, energia e profumo. Praticamente ci aveva fatto il bagno dentro (si, adesso dirà che non è vero, firmandosi come Utente Anonimo… non credeteci: ci si era fatta il bagno dentro, e se lo dico è perché è vero. Perfino i ravioli in brodo sapevano di Eau de SuperTante n.1).
Altre interessanti peculiarità della Superzia sono le seguenti: se si spezza un’unghia a tavola non esista a tirare fuori il set da manicure, smalto compreso,  e si rimette a posto tutto prima dell’arrivo della portata successiva; se viene servita per prima, attacca subito a sbranare la sua porzione e prima che il sesto commensale sia servito ha spazzolato tutto, e quindi poi guarda gli altri 5 mangiare. O eventualmente passa direttamente al caffè, se ne ha voglia.

Altre anomalie ed amenità del Natale corrente sono state:

  1. il regalo della SuperZia al suo gentil consorte, il Cognato Contadino: gli ha regalato un arco con le frecce. E non è neanche Robin Hood. Domande sorte spontanee: ma serve il porto d’armi, per tenere in casa l’arco e le frecce?? Me lo presti? Ci vai a caccia?   …E poi, secondo me gli doveva regalare anche il diadema di piume colorate… o no?
  2. ho ricevuto in dono una fortuna in forma di buono-da-spendere-in-abbigliamento.. Domanda sorta spontanea: ma mi vesto male? che a mia insaputa abbiano già chiamato Ma come ti vesti??  Fatto sta che come proposito 2011 n. 1 abbiamo: rifarci il guardaroba
  3. la tradizionale rievocazione di quella volta che la Nonna Sprint, notoriamente insonne, nel cuore della notte vide dalla finestra uscire dal cancello di casa un ladro, tipo Bassotto 167-671 con mascherina e – soprattutto – grosso sacco sulle spalle carico di refurtiva proveniente dalla cantina (tra cui svariati salami di Varzi e diverse bottiglie di Bonarda frizzantone), e NON chiamò i Carabinieri perché ‘..erano le 3 di notte, non volevo disturbare’. L’episodio viene rievocato puntualmente a tutte le riunioni di famiglia, e suscita ogni volte le più matte risate
  4. ogni anno la Nonna Sprint giunti al dolce – obbligatoriamente Panettone, con canditi e tutto, senza contaminazioni del cavolo tipo pezzi di cioccolato fondente o roba simile – servito rigorosamente con crema al mascarpone…che la SuperZia tenta sempre di trasformare in qualcosa di diverso al grido di ‘è troppo pesante! Non puoi farla con la ricotta / il philadelphia / lo yocca / lo yogurt / il latte scremato / l’acqua  al posto del mascarpone??… tutti tentativi che lei ha fatto veramente e che ha cercato di propinarci al grido di ‘non si nota la differenza!! Sembra U-G-U-A-L-E al mascarpone! E intanto versa una broda liquida di colore indefinito che sta alla crema come  la merda al cioccolato… mi son persa.. cos’è che stavo dicendo?? Ah, sì! La NonnaSprint solitamente domanda: ma Barbie, come mai il panettone? Ma a te non piaceva il pandoro? Ecco, erano  42 natali che me lo domandava.  E ovviamente io il pandoro non lo voglio vedere neanche in cartolina. Quest'anno invece no. Non so se l'ha finalmente capito, o se si è dimenticata di essersi dimenticata che a me piace il panettone..

 

… E Buon Natale a tutti!

Guess where …

Sono reduce da una tre giorni in una capitale europea dove mi è successo quanto segue:
 

Albergo prenotato pochi giorni prima della partenza,  inspiegabilmente super conveniente! Posizione centralissima, le foto su internet raffigurano stanze accoglienti con i copriletti coordinati ai tendaggi, fiori sui comodini e disegni pastello alle pareti. L’aggettivo che meglio descrive l’effetto è: CA-RI-NIS-SI-MO!

Al mio arrivo, dopo aver impiegato 25 minuti solo per arrivare dal terminal alle porte scorrevoli del’uscita dell’aeroporto, e oltre 60 tra metropolitana e pedibus calcantibus con trolley-macigno al seguito (ora ho l’avambraccio destro che è 4 volte il sinistro…) giungo finamente all’indirizzo che mi sono diligentemente annotata. Da fuori, bellissimo! Dentro trovo invece una reception fatiscente, occupata per intero da un pakistano obeso, che alla mia richiesta di avere una stanza non rumorosa (dove io per ‘rumore’intendo uno spillo che cade sulla moquette, ricordiamocelo) fa prima una faccia strana, reprime un’evidente risolino e poi mi annuncia con enfasi che ce l’ha! Nel basement. Subito GIU’ dalla scala. GIU’?? Stante che mi trovo già al piano terra, l’idea di prendere e scendere a dormire negli inferi non mi sorride neanche un po’. GIU’? ripeto perplessa .. si si ssssì, giù! Bisogna scendere!  Un po’ l’orario, un po’ la stanchezza, un po’ il trolley che pesa come il plutonio arricchito, fatto sta che fatico a inserire la modalità panzer. Mi abbarbico quindi al trolley e, affranta,  comincio la discesa. Negli inferi, perl’appunto, giù per una scala foderata di moquette lercia e consunta, color del can che fugge, o piuttosto color cane morto direi, dove puoi distinguere a occhio nudo colonie di acari che saltanto felici di qua e di là!
Poi si passa da una porta antincendio che si apre al contrario, si va per un corridoio lungo lungo, si transita da un pertugio, e tramite la porta con su scrito ‘attenti al leopardo’ finalmente si arriva in camera.
Il loculo è largo esattamente come le mie braccia spalancate (e no, non sono la quinta dei fantastici 4, né Elastigirl). A 20 cm del disadorno pagliericcio che toricamente dovrebbe rispondere al nome di ‘letto’ c’è la porta del bagno(superficie utile:60 cm2) che con tutta probabilità da direttamente sull’Antartide, perché dentro non ci sono più di zero gradi. Farenheit, però.
Dopo una prima occhiata depressa decido di fare un tenativo di sfondamento: torno da Jabba th Hut e chiedo se non sia disponibile un’altra stanza.. NO. Doppia? NO. Una suite? NO. Anzi, in realtà ci sarebbero: però al quarto piano, dove per un problema di pressione non arriva l’acqua.  Dato che ce l’ho anche io un problema di pressione e sto già rischiando l’ictus, stanca, depressa e oppressa – non solo dall’ambiente ma anche da un raffreddore del diavolo – ridiscendo  nell’Ade, rassegnata a far buon viso a cattivo gioco. Resterò per tutto il soggiorno nella mia catacomba, vendutami come silenziosa, dove la mattina si distinguono chiaramente quali rifiuti vengano scaricati nei camion della nettezza urbana (tlang: lattina. Crash: frigorifero usato.  Sbebebeng:  rottami ferrosi) e dove la sera, fino a notte fonda, posso ballare indisturbata alla musica del night club adiacente.
 

Cibo: non ho toccato carboidrati per tre giorni, con grandisssssssssssimo  giovamento della mia dieta!! Sono già a quota – 3kg dal peso di partenza. Certo, oltre a non toccare carboidrati non ho neanche toccato zuccheri, salse, dessert, patate fritte, caramelle, sciroppi per la tosse, biscoti gentilmente offerti dall’organizzazione. Ho toccato solo verdure cotte e carne alla griglia. Questo spiega facilmente il risultato ottenuto

Fauna locale: per strada girano nugoli di ragazzotte per lo più biondastre con gonne corte e niente collant! Delle ginocchia blu così non le ho viste neanche in Avatar!

Partenza: per fortuna ho anticipato il mio volo di un giorno rispetto al previsto. Questo mi ha permesso comunque di contagiare tutti i presenti con il mio raffreddore (ho distribuito capsule di paracetamolo a tutti come fossero caramelle!) senza però trovarmi costretta a passare il week end in detta capitale, che è rimasta bloccata sotto la neve, e dove tutti i voli sono stati cancellati fino a data da destinarsi (leggi: fino al disgelo)
 
Allora… secondo voi, dov’è che sono stata?? 

Cose da NON fare a Parigi

– arrivarci a dieta in una giornata celebrativa (i 100 anni della Société Térmoionique Française): il buffet è zeppo di foie gras, rillettes de canard, formaggi grassissimi, pain brioché, vaschette di burro da 1/2 kg. cadauna, champagne rosé che scorre a fiumi… l'acqua minerale non è neanche contemplata (che vergogna!! nella patria della Perrier!!), beignets et éclaires arrivano a coronare il tutto in un trionfo di creme cioccolatose… e io nel piattino ho due fettine di andouie (scelta perchè mi fa cagare, così ne mangio poca) e un cubetto da 20 grammi di Comté de Jura… che tristezza infinita! In più, non potendo bere alcol (solo a pronuciare la parola van su 25 calorie…) ho la gola foderata di carta vetrata.
 
– smagnetizzare il biglietto della metropolitana, che – come è noto – serve per entrarci, nella metropolitana, ma soprattutto per uscire dalla medesima. Se il biglietto si smagnetizza non resta che prendere una bella ricorsa e saltare il tornello a piè pari tra gli sguardi ammirati e gli applausi dei fruitori del servizio di trasporto sotterraneo (che poi vi danno anche il voto con le palette: 10-10-9,8-10-9,7-10-10), oppure (in caso di scarsa agitilità fisica) strisciarci sotto, schivando opportunamente cicche masticate, mozziconi di sigaretta, cartacce e sputazzi, tra le occhiate pietose e irrisorie dei predetti fruitori, che – in questo caso – rincarano la dose lanciandovi addosso bucce di mandarino e palle di neve. Lascio a voi indovinare per quale delle due opzioni io abbia optato.
 
– andarci e tornare in giornata: vedere da lontano la Tour Eiffel, le torri di Notre Dame, e la sagoma inconfondibile del Sacre Coeur senza potervicisi avvicinare è una tortura. Meglio inventarsi qualche scusa lavorativa e fermarsi almeno una notte. Peccato non averci pensato però.
 
– Non pagare il biglietto sui mezzi e, contemporanemaente, essere di nazionalità senegalese o nigeriana: i controllori non si limitano a darvi la multa, come sarebbe giusto, ma vi trattano come delle bestie, esercitando un evidente abuso di potere, vi chiedono i documenti al grido di 'vite, vite!'  e cercano di sbattervi giù dalla carrozza urlandovi contro. E'  una scena a cui ho assistito di persona sulla RER verso l'aeroporto, e non mi è piaciuta proprio per niente.
 
– chiamarsi Clarà (che è il mio nome): tutti vi fanno delle battute del cavolo sull'assonanza con Carlà. Da lì a sbeffeggiarvi perchè non siete nè alte, nè magre nè modelle il passo è brevissimo. Voi però potete far notare che, almeno, non siete la moglie di Sarkozy, e allora la smettono di ridere.
 
– e infine: fare una presentazione di 35 slides subito dopo il pasto luculliano di cui sopra: certi invitati si assopiscono davanti ai vostri occhi esterrefatti, fino a russare sonoramente.
 
La domanda è lecita: sarà lo champagne rosè o il contenuto della presentazione?
 

Reparti Speciali

Arrivo puntuale come un cucù svizzero allo sportello del Policlinico cittadino che consegna gli esiti degli esami (ricrodate? ve ne ho già parlato quihttp://viaggiattrice.splinder.com/tag/coda  ).
Nonostante lo sportello praticamente non abbia ancora neanche aperto, c'è già una fila come neanche a Gardaland un sabato di luglio davanti al Colorado Boat: tutte donne, ovviamente, saremo almeno 56 …assiepate gomito a gomito nei 4 metri quadrati dell'androne, con i pensieri visibili a mò di fumetto sopra le nostre teste 'ma mettere un altro paio di persone a consegnare gli esiti fa brutto??'  Meglio non porsela neanche, la domanda, chè il rischio è che rimanga lì imperaturamente senza risposta, tipo 'è nato prima l'uovo o la gallina'…
Avanziamo lentissime, un micropasso per volta, in un'atmosfera surreale carica di attesa e di immobilità.
A un certo punto però qualcosa succede: comincia ad aleggiare una voce, un pissi pissi, un sussurro, un rabarbaro-rabarbaro che passa da bocca a orecchio… 'bisogna andare PRIMA ai Reparti Speciali a far registrare l'impegnativa !!'
Il panico dilaga immediato: occhi sbarrati che si guardano increduli, alcune scattano tipo centometriste alle olimpiadi verso l'uscita, altre entrano in una sorta di trans e cominciano a ondeggiare, guardando fisso nel vuoto, recitando il mantra 'repartispecialirepartispecialiohmnamashivaya'…  
Anche io comincio a farmi delle domande: registrare?? impegnativa?' Reparti Speciali?? (che peraltro sono dalla parte opposta del complesso opedaliero …'guardi son solo 5n minuti, ti dicono.. senza specificare 'in macchina')
Io, che neanche ce l'ho l'impegnativa, sono supercerta che sia solo un ingannevole subdolo espediente escogitato da qualche paziente impaziente atto a generare l'immediato fuggi-fuggi verso i Reparti Speciali, con conseguente decimazione della coda.
Non ci casco, mica sono nata ieri: non mi scompongo per nulla e resto fissa e inamovibile come un paracarro (che mi ricorda anche un po' come forma)  alla mia posizione, dietro la ragazza bionda con la coda (che però non si fa ingabbolare neanche lei).
 
Passo passo, lemme lemme arrivo finalmente, dopo soli 55 minuti, davanti all'addetta distribuzione esiti: prima di entrare mi guardo intorno trionfante, come a dire: visto?? mica ci voleva, l'impegnativa…' ed entro baldanzosa nella caverna del destino, porgendo sorridente il pezzo di carta che mi consente il ritiro del mio esamino.
 
Non c'è.
Come non c'è???
Niente, non c'è. Torni un'altra volta… non questa settimana, però, che siamo chiusi.
 
Bè, tanto valeva andare a fare un giro ai Reparti Speciali: avrei  almeno smaltito qualche caloria nel percorso…

Dieta!

Ok, non si poteva più andare avanti così. Basta coi menu a base di gorgonzola e fritti misti, i tiramisù e i profitterolles serviti a colazione, le pizze con quadrupla mozzarella … basta!  Ho preso il coraggio a quattro mani, e sono andata – udite udite – dalla Dietologa!
 
Io, francamente, mi aspettavo dicesse: ma signora Barbie, ma cosa vuol dimagrire??? su, cosa vuole che siano quei 6-7 chili di troppo, concentrati per lo più su cosce-pancia-fianchi-braccia-mento-polpacci (sapete che io non sono MAI riuscita a mettere i calzoni dentro gli stivali??) via, torni a casa e si faccia un bel panino col salame di Varzi!
Macchè, la sordida individua invece:

  1. mi costringe a salire su un macchinario tecnologico che misura il grasso dentro e fuori di me (mi domando: anche quello dei capelli??)
  2. mi sottopone ad un serratissimo terzo grado sulle mie abituni alimentari: e cosa mangia a colazione? e spuntini? E per cena? e si sveglia di notte e apre il frigo e mangia quel che c’è, tipo l'avanzo freddo di parmigiana?? (ora: quand’anche fosse vero vi pare che risponderei si lo faccio?? ma neanche per sogno !!.. e poi: come fa a saperlo??)
  3. mi PESA (cacchio, questo non me lo aspettavo proprio.. mi ha scoperto!!)
  4. mi ammonisce severamente col dito
  5. mi congeda disgustata, consegnandomi 53 pagine di dieta, e dichiarando: cara la mia Barbie, deve perdere 6 kg. Con questa dieta vedremo i risultati tra 72-86 giorni. Arrivederla.

 
Sono basita, e dalla losca figura, e dalla precisione e dalla dieta.
La dieta.
 
Ora, io ho sempre avuto a che fare con persone che mi parlavano entusiaste della loro dieta e mi dicevano:

  1. guarda, sono a dieta e mangio più di prima! Non riesco neanche a finire tutto
  2. faccio una dieta dove puoi mangiare DI TU-T-TO!
  3. è facilissimo, basta fare gli abbinamenti giusti, e puoi mangiare quel che ti pare, in quantità!
  4. Ma sai che l'Irene ha appena fatto una dieta dove mangiava solo proteine e grassi saturi animali e ha perso 10 chili??
  5. la mia dieta prevede che mangi 5-6 volte al giorno
  6. Con la mia dieta il sabato sera posso mangiare la pizza. Al metro, anche due, di metri..

L’Irene, nella fattispecie in questione, l’ho rivista due giorni fa, e probabilmente deve aver pregato sant’Antonio, perché i 10 kg, li ha ritrovati. Tutti, eh! Sembran 12, vi dirò…
 
Una volta a casa ho aperto la prima pagina della mia, di dieta. Lunedì, giorno 1: pasta con i gamberi. Bene! Mi piacciono, i gamberi!!
Pasta: 40 grammi
Gamberi: 20 grammi
Salsa di pomodoro: 30 grammi
 
Ora… sapete quanti sono venti grammi di gamberi? Due. Sono due gamberi.
E 40 grammi di pasta sono 32 fusilli. 32. Non uno di più. Li ho contati.  
Colazione: 30 grammi di biscotti. Se vi piacciono i Digestive, che sono i biscotti che mangio io,  sono due anche loro. Due biscotti.
 
Vabè. Non mi faccio prendere dallo sconforto. Compro 6 gamberi e mi faccio tre belle porzioni di pasta! Poi preparo pollo e pesce senza grassi in micro-prozioni singole, e stocco contenitori monodose e scatolette nel freezer da portarmi in ufficio per pranzo. Ho anche la dieta di emergenza, caso mai  dovessi sgarrare. Ma io NON sgarro.
 
PRO:
 

  • – ho già perso 5-6 etti!
  • – posso usare quantità illimitate di dolcificante!
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    CONTRO:

    – di notte sogno di mangiar nutella spalmata su larghe e spesse fette di mortadella ai pistacchi
    – la povera Infanta non può far merenda con le amiche davanti alla tv perché la dispensa è totalmente sprovvista di generi primari di conforto tipo salumi, formaggi, creme spalmabili, pane, biscotti, merende, olive taggiasche in olio extravergine, foie gras d’oie, trifole e cacciatorini. Di fatto, la mia dieta rischia di compromettere seriamente la sua vita sociale

  • – la preparzione delle mie miniporzioni per tutta la settimana prevede che io cucini a ciclo continuo h24, più di prima. E NON sforno manicaretti. La roba più esotica che ho prodotto è il sugo pomodoro ricotta (20 g. di ricotta…)
  • – nessuno che si accorga che sono dimagrita!! Nessuno che mi saluti dicendomi ‘ma Baaaarbie!! Sei tutta pelle e ossa !!’
  • – odio i cavolini di bruxelles, e la mia dieta li prevede 3 volte la settimana…  
  • – ho scoperto che il sapore del dolcificante mi fa CAGARE 
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  • E' tutto. Sono già al giorno 3.  Mi consolo pensando che mancano solo 69-83 giorni all'obiettivo. Con di mezzo le feste di Natale però…
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  • Mi giustifico!

    Quando Barbie, nel lontano dicembre 2008, ha – così per scherzo – aperto il suo blog (usando come nickname – INCAUTA! – proprio il suo nome e cognome veri) ha fortissimamente sottovalutato le implicazioni in divenire.
    Primo, ha sottovalutato la bontà del suo prodotto, che invece piace molto. Piace alla Superzia, divenuta sua fan indefessa, piace all’Ufficiale e all’Infanta, anche se lì il filtro dell’Ammmmore ci mette del suo, piace alle amiche bloggheriste come lei, piace persino a lei stessa, normalmente sempre insoddisfatta di quel che fa e carnefice inflessibile del suo operato.
     
    Secondo, ha sottovalutato altrettanto fortemente i fattori ‘costanza’e ‘aspettative’, che combinati insieme fanno un cocktail micidiale: Barbie si è iscritta almeno 37 volte in palestra, 6-7 volte a corsi di yoga e/o ayurveda, una volta a chitarra classica, un’altra a canto moderno e jazz, un’altra ancora a ‘ricamiamo le nostre lenzuola’ senza dimenticare ‘restauro di sifoni da self’ nonché la classe di ‘termoionica avanzata’ dove non ha partecipato neanche a una lezione;  non ne ha portato a termine neanche uno, di corso, ed è quindi evidente come la qualità denominata 'costanza' non la contraddistingua affatto… non è la sua bandiera, diciamolo, semmai il suo straccio.  Per contro, dopo aver pubblicato a ritmo di un post ogni due-tre giorni, la gente comincia ad aspettarseli costantemente con quel ritmo lì, e se tu – Barbie – non ci stai dentro… ciao!
     
    Terzo, Barbie è una donna fortunata, perché ha una vita piena, pienerrima! Oltre ad un lavoro impiegatizio impegnativo (dove produce valvole termoioniche a ritmi massacranti  ricavando dalle alte sfere la stessa soddisfazione che trae l’impiegato postale dal timbrar cartoline H24…. Anzi, H6,  perché han l’orario unico), Barbie è anche Presidentessa-Tesoriera-DirettriceArtistica  di un’importante associazione teatrale, nonché essa stessa attrice occasionale ed amatoriale,  tutte cose che richiedono il loro bell’impegno.
    In più Barbie ha un’Infanta a cui badare – e verso la quale si sente sempre costantemente in difetto, per deficit di attenzione -, da correre a prendere all’ora giusta al Conservatorio, i cui libri  – peraltro costosissimi – vanno ordinati e ritirati in un negozio che è dall’altra parte della città, specializzato in testi musicali e anche nell’invio di messaggi che dicono ‘il suo ordine è arrivato, passi a ritirare’ per scoprire poi, con raccapriccio, che detta affermazione è falsa e tendenziosa, i libri NON ci sono e bisogna ritornare in data imprecisata… i cui professori vanno colloquiati periodicamente, i cui vestiti  e scarpe vanno scelti con cura e acquistati congiuntamente, i cui denti vanno sanati tramite dispositivi meccanici mobili che vengono fissati e sistemati da professionisti con i quali  occorre prendere appuntamento e andarci, anche, le cui amiche vanno invitate a far festini notturni, chiamati Pigiama Party (Barbie all’occasione si rintana nella sua cameretta e non ne esce se non a bagordi finiti),  Infanta che deve inoltre essere occasionalmente scortata in caso di concerti e manifestazioni che la riguardano direttamente (ancora almeno per un paio d’anni, finché non sarà se non auto almeno ciclomotore munita..) e via discorrendo. E per fortuna l’Infanta è una sola, e non tre o quattro (so che esistono madri che riescono a gestire un numero di figli superiore a uno.. beate loro. Io trovo che la proporzione debba  essere non più di 1:1 -> 1 genitore à1 figlio)
    Barbie ha altresì la passione della cucina, del bricolage, del bel canto, le piace andare al cinema e ai concerti, taglia l’erba del prato, pota il glicine e le altre forme di vegetazione che le adornano il giardino, fa la spesa, spala la neve,  si presta a letture pubbliche e presentazioni di libri (tipo quello della casalinga). Ci sarebbe anche l’Ufficiale, che però non vuole pensare come ad un impegno, ma come ad un balsamo tonificante, anti age, anti stress e anti cellulite (che lui non vede anche se c’è). In più di recente Barbie si è messa a dieta (ma di questo parleremo diffusamente in altro post), e ultimamente è altresì tormentata di un fastidioso mal di schiena, una incessante cefalea, la sciatica, la cervicale e altri  acciacchi tipici probabilmente della vecchiaia incalzante.

    Ça va sans dire che per stare dietro a tutto, Barbie deve necessariamente rinunciare ad alcune cose che per lei non rivestono alcuna importanza, tipo la pulizia della casa, la pulizia del viso, la manicure, la ceretta, il fiosioterapista,  lo stirare, il parrucchiere, gli aperitivi con le amiche, far visita alla mamma con regolarità, l’attività fisica, e, purtroppo, ultimamente, ve ne sarete accorti , anche il blog. Che invece la sua importanza ce l’ha, eccome!
     
    Leggere nei post ‘torna, ci manchi’, o ricevere un messaggio dalla Superzia che incalza con ‘e allora??? scriviamo o no??’ da una parte la riempie di orgoglio, ma dall’altra si sente sprofondare in un baratro di inadeguatezza e malinconia. Possibile che non le  succeda niente degno di essere descritto nel blog? Per non parlare di quella volta che un Anomimo (che sospetto fortemente essere appunto la Superzia) ha lasciato scritto ‘potevi far di meglio’.
    O forse, come è più probabile, Barbie è così alla frutta che gli occhiali colorati che usa di solito per guardare la realtà si sono un po’  appannati e non  lei vede più niente?

    Barbie si giustifica, e chiede aiuto. Perché è vero, potrebbe far di meglio. Ma  in questo periodo proprio non ce la fa…