Seconda puntata

In Irlanda gli indigeni dicono che è possibile avere le 4 stagioni tutte nello stesso giorno (non ti piace il clima? aspetta dieci minuti…) In effetti io, in una sola giornata, ne ho sperimentate tre:

          una primavera molto fredda, tipo quella del ’91 quando ha nevicato il 21 di aprile

          un autunno gelido, tipo quello dell’86, quando ha nevicato ad ottobre

          un inverno polare, tipo il 21 dicembre in Groenlandia

Basta. Altre non ce n’erano.

L’altra mattina, ad esempio, nevicavano rane. Nel senso che che venivano giù dei fiocchi grandi come grossi batraci. Ero già terrorizzata all’idea di restare bloccata per sempre nell’Ulster quando ad tratto attacca a piovere. Poi è uscito un po’ di sole.. mah, la terra della Guinnes ha un clima bizzarro! (del resto vi sembra normale una birra color caffè che per berla devi tagliarla col coltello??)

Per non parlare di come parlano i locali: un idioma del tutto incomprensibile che il mio orecchio, avvezzo alla parlata B.S. (British Standard) non distingue se non a prezzo di continue ripetizioni (what? Can you repeat it, please? say it again?). Per poi dare comunque una risposta sbagliata!

Durante questa missione abbiamo attraversato l’Ulster in lungo e in largo, raggiungendo luoghi sì remoti che, per darvi l’idea, quando passavamo con la camionetta i bambini ci salutavano con la mano. Come a dire ‘non è che ne vediamo tante di queste robe qui con sotto le ruote’. Il tutto sotto lo sguardo mansueto di innumerevoli   pecore che brucavano la neve.

Stante che non c’era tempo da perdere – ah, la celebre alacrità irlandese! –  Jeff .. (fate un colpo di tosse: ecco, quello lì è il cognome) il nostro chauffeur (che io ho incautamente giudicato minorenne a prima vista. Mi chiedevo perlplessa come avesse fatto a prendere la patente e soprattutto a farsi assumere a 16 anni dalla nazionale azienda del gas come tecnico corrosivo ..scoprirò poi che ha 37 anni – ah, la celebre capacità di conservazione del clima irlandese ! – due figli, di cui uno molto bravo in BASIC CALLS… no, non è un settenne specializzato in chiamate urbane semplificate, bensì un bambino che ha appena tolto le rotelle alla BYCICLE).. comunque: Jeff ci propone qualcosa che io interpreto come ‘mangiamo un sandwich’ ma non al bar, bensì in un xywhasryyth : scoprirò in seguito che trattasi di supermercato dove puoi farti fare un panino puntando il dito e indicando una delle vaschette piene di pastone a base prevalente di pollo e maionese che poi il salumiere ti spalmerà dentro due fette di pane  (chewyrfgusg bread or white bread?  ..not the white, the other – perché io amo sperimentare.. era pane integrale, brown bread). Dato che però a fianco c’è anche un banco tipo rosticceria, e dato che il mio collega è abituato a pranzo ad andare a casa della mamma che gli serve antipasto-primo-secondo-dolce-frutta-caffè-ammazzacaffè, egli opta per una selezione delle vivande calde in offerta, per lo più a base di pollo e panatura. Risultato: Jeff esce con un panino microscopico sotto l’ascella e un bicchiere termico di the in mano. Noi italiani col banchetto nuziale da asporto, ben stipato dentro un borsone di plastica tipo spesa del sabato pomeriggio. Il tutto verrà poi fagocitato – compresa la cotoletta panata, mangiata a morsi senza posate – durante il tragitto in camionetta tra boschi, ovini e bambini che fanno il pupazzo di neve per strada. Roba da farsi venire la congestione, ma per fortuna io ero ben coperta: oltre alla giacca a vento da sci della Decathlon rosa fucsia indossavo sotto, sopra i miei vestiti, una bella tutona blu di cotone pesante da gasista, di tre taglie più grande di me, che Jeff (fate la tosse) ci ha obbligato ad indossare perché così vuole il protocollo per i tecnici che vanno in giro a fare il lavoro che facciamo noi (gli esploratori, praticamente…) Abbinato c’era il caschetto tipo minatore, ma senza luce davanti, ma quello sono riuscita ad evitarlo, dato che alla fin fine mica si scendeva nelle viscere della terra!

Insomma: potete ben capire che non ero proprio un mostro di eleganza. Semmai, un mostro e basta…

La verde terra dei folletti

(questo aereo Ryanair è pieno come un uovo… e dietro stanno evidentemente sgozzando un infant, a giudicare dalle urla…vabè, tanto non aveva neanche pagato)

Questo viaggio parte sotto bizzarri e contraddittori auspici: prima cosa, l’Infanta stamattina aveva più di 38 di febbre. Lei, che non si ammala MAI. OK, non credo sia il caso di preoccuparmi più di tanto, se la caverà, etc etc. Però mi sento puntato contro il dito del mondo. Perchè se a partire fosse un padre – un Uomo – lasciando a casa la povera bimba malata nessuno ci troverebbe niente da ridire… ça va sans dire che la mamma prenderebbe un permesso al lavoro, e se ne starebbe bella tranquilla a casa a spremere arance e far bollire acqua per il te, nell’unanime consenso, mentre il babbo se ne andrebbe come ogni giorno a caccia di orsi e mammuth con gli altri neandertal.
Invece io, intrisa di senso di colpa come una spugna, mi avvio a Orio al Serio sfoggiando apparente tranquillità, l’Infanta nelle capaci, sagge e rugose mani della NonnaSprint. Che però nonostante l’esperienza, l’età e l’aver tirato su due figlie, riesce a spiazzarmi con domande inquietanti tipo: ma se poi domani sta bene e va a scuola, chi le firma la giustificazione?? Oppure: per la febbre cosa le do? (come se la tachipirina fosse un ritrovato modernissimo, recente scoperta della scienza farmacologica, sconosciuta ai più)
Va bè, ma la corrosione chiama, e bisogna andare. Tant’è che alle ore 7.31 si presenta a prelevarmi il Nughi, il collega che mi scorta in questa missione, il quale, fortunatamente, è l’esatto opporto del C.T.: mi chiama ‘Capo’, sprizza energia e buonumore da ogni poro, che io neanche dopo 4 mojito, interagisce gaiamente con tutti, compreso il driver bergamasco del pulmino gratuito del parcheggio di Orio, dove arriviamo dopo un’ora e 40 minuti di cazzate e di paesini della bassa cremasca (attraversati per evitare ingorghi in tangenziale) dai nomi improbabili di Urgnano o Vespolate. Teoricamente saremmo arrivati con largo anticipo, mai i controlli ci portano via ancora un’ora e rotti di tempo: il collega ne approfitta per avvisare a casa, che non tornerà per pranzo, io vorrei approfittarne per comprare un libro, ma la folla è tanta e tale che desisto, e arrivo al gate totalmente sprovvista di cultura! Tragedia!! Ma finalmente ci imbarchiamo.
L’aeromobile, come prannunciato, è strapieno: che non ho neanche un libro ve l’ho già detto, ma in più ho scordato l’ipod dono natalizo dell’Ufficiale, e Ryanair adesso non ha neanche più la tasca con la rivista di bordo! mappporc..
In compenso il collega, che però non mi siede vicino, ha ben due film sul pc (Vado a vivere da solo con jerry calà e Il ragazzzo di campagna con renato pozzetto…)
Se pensato che tutto questo è già successo, ma io – tecnicamente – non sono neanche ancora partita….!!

Dopo un’altra ora di ritardo (facevo in tempo a comprarne sette, di libri…e forse anche a scriverne uno io) finalmente decolliamo. Vorrei tanto dormire, ma i sedili Ryanair non solo non si reclinano, ma sono convessi, praticamente hai la fronte appoggiata allo schienale di fronte. Provo comunque a farmi avvolgere dall’abbraccio ristoratore di Morfeo, ma sono disturbata da suoni e rumori molesti provenienti dal trisedile adiacente: è il mio collega che ride forte guardando il film. Senza cuffie, il che significa che sta rompendo i maroni ad almeno metà degli occupanti l’aeromobile.
Alla mia sinistra un distinto manager in doppiopetto similZegna  snobba l’invitante offerta gastronomica della compagnia, ed estrae con nonchalance da sotto il sedile un sacchetto dei supermercati PAM che rivela una pagnotta di dimensioni mostruose imbottita con fragrante salume italico. Egli l’addenta senza ritegno alcuno, sbriciolando sul pc che porta in grembo. Io , colta da attacco di buonismo (e sperando in un pezzo di sandwich in cambio) mi offro di ospitare il portatile sul mio tavolinetto, al momento inutilizzato: il bel gesto, invece, innescherà una catena solidale di buone azioni, stante che il manager offrirà  poi i suoi auricolari al mio collega, che potrà continuare la visione del film indistrubante i passeggeri adiacenti, che a loro volta potranno riposare finalmente in santa pace, e via e via e via, fino ad arrivare alla soluzione definitiva e pacifica del conflitto mediorientale tra Israele e Palestina, che andava avanti da quel dì.
Prima di scendere, scambio quattro chiacchere di prassi col manager: da dove vieni, cosa fai, e via discorrendo.. mentre mi autocompiaccio per la mia bella pronuncia della lingua albionica e del mio altissimo livello di comprensione, che mi permette di interagire elegantemente e con proprietà con chiunque, odo il tipo che mi chiede ‘where is your boss living?’ e mentre mi domando perchè mai voglia sapere dove abita il mio capo gli rispondo ‘in italy, in pavia a small town not far from..’ ma il tipo mi guarda impietosito,  e scandendo bene le parole ripete ‘no, I meant…where is your bus .. (mimando il gesto di uno che tiene in mano un grooooosso volante) BUS.. LEAVING?

e con questa bella berlassa chiuderei la prima puntata…

Madre NON degenere!

Ieri pomeriggio mi sono finalmente comportata da madre-come-si-deve: sono andata ai colloqui generali coi prof dell’Infanta. Sì, perché almeno una volta nel corso dei tre anni di scuola media ci si deve fare vedere. E sottolineo ‘deve’.

Oddio.. a ben guardare cosa ti possono dire dei prof di un’Infanta che aveva soltanto un sette in pagella?? in ginnastica, per giunta? Io credo che l’unica cosa sensata fosse ‘signora, ma cosa è venuta a fare??’  Ma tant’è: si doveva andare, sono andata. Anche un po’ per vantarmi, vi dirò…

Ho pensato di scegliere un orario strategico: le tre e mezza del pomeriggio. Non ci sarà nessuno, mi sono detta. La gente lavora. O no? NO. Folla disumana asserragliata, pagella tra i denti, davanti alle aule in file scoordinate. Madri che avanzavano a grandi falcate nei corridoi urlando ‘dov’è la fila della Zambianchiiiiiiii?’

Tre padri sparuti che si aggiravano disarmati e disorientati, con lo sguardo fisso nel vuoto, in mano un foglietto stropicciato coi nomi dei prof e in testa, come un’eco.. un mantra.. la voce della moglie che ripeteva ‘ mi raccomando, parla con quella d’italiano! E di matematica!!’  In coda ho avuto modo di ascoltare interessanti conversazioni tra madri in tuta,  con frasi del tipo ‘ma sssì, scrivono nelle chat senza le acca per fare prima!’ (io se beccassi l’Infanta a chattare senza le acca le sottrarrei il pc vita natural ed eventualmente artificial durante) comunque, in sintesi: il delirio!

Io sono stata piuttosto fortunata: in un’oretta mi sono fatta le prof importanti (tipo italiano, matematica, lingue) e poi mi sono messa in coda da:

          Tecnologia: un’ultracentenaria che non aveva la più pallida idea di chi stessimo parlando, e che si è prodotta in una lamentela infinita sulla classe che ‘non segue’ e che ‘disturba’. La classe ha tutta la mia comprensione, perché il mio colloquio è durato 4 minuti e mi sarei tagliata le vene dalla noia. Non vedevo l’ora di piantar lì lei e il deambulatore e di venire via. Immagino anche gli alunni, quindi.

          Musica: una virago di due metri capace di sbriciolare il flauto dolce tra i denti (ma anche a mani nude) somigliantissima a Mercuria Marinetti delle Sorelle Marinetti , con la quale ho parlato per 7 secondi netti e che mi ha velatamente rampognato perché UNA volta l’Infanta (che ha 9 in pagella) ha dimenticato il flauto a casa

          Ginnastica: come sappiamo l’Infanta, nonostante il fisico longilineo e filiforme, ha l’agilità e la grazia del paracarro. Questo non depone a suo favore. La prof dice: ha le capacità ma non si impegna! Potrebbe fare di più! tipo? fare la maratona??

          E last but not least Arte: una specie di attrice di teatro anni 70, con su gli occhiali da sole, che ha tenuto molto a ribadire l’importanza dello studio .. più di così?? ho chiesto io, riferita alla donzella che mi apostrofa come ‘mater’ e che di recente ha disquisito sul perché Re Sole si chiamasse così stante che, notoriamente,  nel seicento si credeva ancora alla teoria geocentrica nonostante le precedenti affermazioni copernicane…    

Da non credersi..

ma io continuo ad andare a fare la mia corsetta. Non certo quotidiana, un paio di volte la settimana eh, niente di serio. Però ho raggiunto degli interessanti risultati:

                     l’unità di misura della corsa sono i Led Zeppelin, una gruppettino  rock da oratorio che io non sapevo neanche esistesse.. poi un giorno ho sentito un loro cd e non riesco più a farne a meno! Sono diventati la mia droga (assieme ai Kinder Maxi, mangiati in numero minimo di due in auto mentre rientro dalla spesa e facendone volare l’incarto fuori dal finestrino in corsa per non lasciare tracce, e il puzzone di Moena, affettato sottile ma non troppo  dentro al tost quasi bruciato): spero tanto che pubblichino presto un nuovo LP. Sapete per caso se ci sono dei concerti in programma??  La cosa interessante è che riesco a correre ininterrottamente per tutta Stairway to heaven (otto minuti e zero tre). Poi faccio una camminata veloce durante All  of my love (circa 5 minuti) cantandola a squarciagola per le vie del quartierino dove abito. Credo che gli indigeni apprezzino

– ho sviluppato un radar naturale per evitare gli escrementi canini. Voi avete idea di cosa c’è in giro sui marciapiedi??  Io, nella mia vita precedente di automobilista,  non ci avevo fatto caso più di tanto; adesso invece ho sviluppato un’attenzione selettiva nei confronti dell’oggetto. Intanto sarei proprio curiosa di sapere dove abita il marajà e a che ora porta a passeggio l’elefante:  le tracce della sua presenza sono fin troppo evidenti, anche se a volte è palese il tentativo di occultare la montagnola escrementizia con espedienti un po’ ingenui, tipo ricoprirla con le foglie secche… Ma certe cose non si riescono a nascondere neanche con tutte le foglie cadute da settembre a febbraio nel parco Lambro, e così sotto un bel mucchietto di foglie di platano occhieggia furbescamente un boa constrictor di recente produzione animale. Che non è neanche la seccatura di dover poi ripulire la superga vetusta che indosso ma piuttosto il rischio scivolone- rottura del menisco! Certo, adesso sarà tutto un coro di ‘io ho il cane però…’ però..però… va bene, vi credo! Ma sono costretta a credere anche a tutte le merde che vedo in giro!!

  Ho scoperto di possedere una natura voyeuristica che non conoscevo: mi piace tantissimo spiare i giardini altrui! E’ meraviglioso come il concetto di ‘fazzoletto di terra’ venga declinato a seconda dell’indole dei vari proprietari.  Si passa da:

A)   Riproduzione di Foresta Pluviale sub equatoriale  (io) ricca di rigogliose piante esotiche, abitata dal fatato popolo ceramico dei Nani da Giardino

B)   La Casa del Nonno di Hedi /  Chalet svizzero, con vialetti di pietrisco tirati con la riga e aiuole fatte col compasso

C) L’Agronomo Professionista, con boschi di canne di bambù a reggere i pomodori e sterminate piantagioni di insalata e cavoli, a seconda della stagione

D) La Famiglia Ciellina, con  grotta di Padre Pio (davanti) e Madonna di Lourdes (sul retro), proprietari peraltro del cane Attila

C) L’Ultrà, con bandierone della squadra del cuore 2 metri x 2 metri appeso al balcone, anche quando il campionato è finito da un pezzo

E) Il Fotofobico, con tende parasole sempre tirate, anche se esposto a nord, e persiane sempre rigorosamente CHIUSE

F) E per finire l’Indifferente, che sfoggia tra il disprezzo dei più una spianata di erba secca in tutte le stagioni, spesso adornata da uno pneumatico sgonfio in bella vista e una canna dell’acqua per innaffiare. Senza attacco al rubinetto però.

Ma i miei preferiti sono i Misantropi: quelli che riparano la staccionata con una specie di telo verde (a simulare Madre Natura con risultati deludenti) oppure, i più estrosi, con una fittissima siepe di edera finta, che elude alla vista l’interno del giardino. Se potessero tirerebbero su un muro di cemento armato con il filo spinato sopra completo di guardiole con i cecchini con l’ordine di sparare a vista, ma il regolamenteo condominiale, con loro grande scorno, lo vieta espressamente. Io cerco sovente di bucare il telo col dito (ma la prossima volta prendo su le cesoie) per guardare dentro, perché mi chiedo… ma cos’hanno da nascondere? cosa celano in quei 70-75 metri quadri di terra di tanto prezioso da non poter essere veduto da nessuno?? cosa cosa cosa??? L’elefante no, perché la recinzione è alta si e no un metro e mezzo… il pachiderma sarebbe visibile, soprattutto col baldacchino sopra.  Allora cosa?? un acceleratore di particelle? una miniera di diamanti? una chaise longue di le corbusier da giardino??  Il cadavere della suocera imbalsamato? …io proprio non li capisco, anche perché personalmente non possiedo né il telo, né la siepe..ma neanche le tende alla porta finestra.   Il che permette a tutto il vicinato (specie ai proprietari di cani costretti a uscire all’alba per permettere ai graziosi animaletti di insudiciarmi il marciapiede antistante l’abitazione)  di guardarmi indisturbato quando, la mattina prima di uscire, passo l’aspirapolvere in mutande…

collegamenti

Lo so, vi state preoccupando. E’ da un po’ che la corrosione non chiama…

Non temete, in realtà ha chiamato proprio ieri, pertanto settimana l’altra via, verso la verde Irlanda. Il paese dei folletti. E del Baileys. E quindi dell’Irish coffee, non dimentichiamolo.

Che adesso è il periodo mi-glio-re per visitarla, e coglierne appieno il fascino con l’umidità che ti si attacca addosso, poiché piove h24 e ti cresce muffa ovunque.

I prati sono (quasi) in fiore, i leprechauns cominciano a spazzare i funghi in cui abitano.. senza contare che visiterò posti tipo Ballyalbanagh e Derrykillultagh (si, sono nomi veri) Rientrerò da Dublino con il volo Ryanair delle seiemmezza. Del mattino. Vi terrò informati.

……..

Ieri sera ho guardato in tv SOS tata. E’ la mia droga, dopo le sottilette kraft (mangiate in numero minimo di 6 per volta al rientro dal lavoro intanto che cucino… fate sparire quelle orrende Fila & Fondi, per cortesia!) Scrubs (vorrei tanto farmi i capelli come la Dottoressa Bionda, ma l’Infanta sostiene che alle vecchie quella pettinatura lì sta male) e Little Britain (che purtroppo però non fanno più. Sigh.)

 

E’ un bellissimo programma, che ci fa riflettere sul perché e il percome dell’educare la prole. Diciamoci la verità: quante di noi sghignazzano scompostamente sul divano pensando ‘ma dove li hanno presi quei genitori lì?? Com’è che si fanno tiranneggiare da quei due nani malefici di cui uno è brutto come la peste? Perché non gli soffiano mai il naso, e hanno sempre il moccio che gli cola sulle facce lerce? Com’è che li vestono come i figli del giostraio??  Com’è che li imboccano ancora a 7 anni? com’è che non riescono a passare dei concetti facili facili tipo ‘i compiti si finiscono entro le ore 18.30 ed in ogni caso prima del mio rientro dal lavoro?’  E dopo una vita passata a giocare con la playstation e mangiare patatine fritte innaffiate di cocacola, arriva la TataLucia e in quattro e quattr’otto

1)    Li toglie dal lettone e li fa dormire nel loro lettino. I genitori non ce l’avevano MAI fatta!! (trad. non ci avevano MAI provato!)

2)    Li obbliga a mangiare a tavola, libri stretti sotto i gomiti, con posate e tutto (prima tuffavano direttamente la testa nel piatto, come il Cane Grasso di ClearCross)

3)    Li obbliga a relazionarsi in maniera civile e, soprattutto, a spegnere la tv (lo sgomento davanti alla richiesta normalmente è dei genitori, non dei bambini), introducendo concetti innovativi e rivoluzionari come ‘ascolto’ e ‘non si urla’.

Mai una volta però che facciano vedere ‘SOS Tata: Famiglia Persichetti – 6 mesi dopo’  perchè io sarei molto curiosa di vedere cosa succede dopo che TataLucia se n’è tornata a casetta sua!

 

 

Io queste cose le penso tra me e me sogghignando e scuotendo la testa mentre, svaccata sul divano, sorseggio la camomilla che l’Infanta (che ora sta svuotando la lavastoviglie, dopo aver finito i compiti, studiato arpa e letto tre-quattro capitoli del tomo fantasy che l’incatena al momento) mi ha portato dianzi.

 

Ora voi vi chiederete: ma l’Infanta… esiste veramente?

Ebbene sì, esattamente come esistono i folletti irlandesi e le amene località di Ballyalbanagh e Derrykillultagh. Tant’è vero che adesso devo precipitarmi a prelevarla con urgenza, per accompagnarla a comprare SUBITO un boa di struzzo fucsia per la festa di carnevale….

 

Povera Infanta…

EPISODIO UNO

L’Infanta mia adorata ad aprile dovrà andare in gita (appuntarsi di andare a prenderla per tempo, stavolta…). Mi ha implorato per due settimane di pagare i 20 euro di acconto, pena la sua non partecipazione al viaggio di istruzione a Gardaland. Mi ha detto ‘mi raccomando: la cedola! devo consegnarla assolutamente domani, se no non vado.

Ieri sera colui che divide con me la genitorialità dell’Infanta mi manda un messaggio su msn: oh! la cedola!!!  MA SIIIIIIIIIIIII!! LO SOOOOOOOOOOOOO!

Verso le 13 chiama la Nonnasprint: Barbie, và che l’Infanta mi ha detto che deve andare in pullmann domani! ricordati la merenda ! (trad. dal nonnese: LA CEDOLA!) ehocapito!

Alle 15.00 mi trilla il cellu: è un sms dell’infanta ‘ciao mammina TVB KSS KSS RCDRD LA CDL ! svariate faccine

Ore 17.00 chiama l’altra nonna…la prende alla larga ‘Ciao Barbie, tutto bene? disturbo? Scusa, hai per caso sentito tua mamma se è andata ritirare la lavanderia? no perchè se no andavo io.. sentiiiiii … non è che per caso l’Infanta ti ha detto ..’ sisisi ho capito: la cedola!!

Ore 17.30 ‘signora Barbie? che piacere, sono la rappresentante di classe! Volevo rammentarle che l’unica cedola mancante è quella di sua figlia Infanta, e sarebbe bene averla entro domani, altrimenti…..

 MA INSOMMA !! Ma per chi mi avete preso?? ho capito, la cedola!!

…. ehm… spero nella clemenza della Preside. Perchè me la sono dimenticata.

EPISODIO DUE  

Ore 15.00  Drin drin ‘ciao Infanta, cosa cavolo vuoi, che sono in riunione?? ciao Mater, sono a fare i compiti dalla Sere… passi a prendermi. Si ok, ci vediamo dopo

Ore 18.45  Drin drin ‘Mater? ma a che ora arrivi a prendermi??’ arrivoooo, cinque minuti. Sono in ufficio, arrivo un attimo in ritardo. Ahvabè.. la mamma della Sere dice che se voglio posso fermarmi a cena… Assolutamente NO, cosa credono, che io non sappia badare a mia figlia, che la lascio a mangiare in giro??? PASSO IO a prenderti per tempo, tzè! Escp subito, cinque minuti e sono lì!

Ore 19.50  Bzzzzzzzzz (citofono) sono la Mater dell’Infanta.. Ah ok, sali pure

Si apre la porta di casa Busnelli:  la fam. Busnelli al completo è a seduta a tavola con davanti maccheroni al sugo. L’Infanta è seduta sul divano, con su il cappotto e gli stivali, lo zaino dei compiti in spalla. Ogni tanto le tirano un maccherone, che lei cerca di prendere in bocca al volo. Il sugo le macchia il cappotto.

 Forse era meglio uscire cinque minuti prima dall’ufficio…

Dilemmi esistenziali

E’ il compleanno dell’Ufficiale. Io sono in ansia. Da un po’! Anche se in realtà rimanderemo di qualche giorno il festeggiamento a causa dei soliti impedimenti (impegni contingenti e contemporanei… e sì che io non avevo neanche la bandiera del giappone!), il che mi fa guadagnare tempo.

Ho l’ansia intanto perchè il compleanno dell’Ufficiale cade troooooppo vicino al Natale!! Era ieri, Natale, e già avevo dovuto spremermi le meningi mica male per trovare un dono degno della circostanza (lo schiacciapatate, come tutti ricorderete…) e sono già qui un’altra volta ad arrovellarmi il cervello.  Cosa cosa cosa regalargli??

Ecco le ipotesi (tutte peraltro scartate):

 

Profumo: questo ha a che fare con la mia insanissima passione per Eau Sauvage di Christian Dior. Passione che sovente mi fa rischiare di perdere l’aereo stante che tutte le volte che transito in un’aerostazione mi infratto per 20-25 minuti a sniffarlo al duty free dal bottiglione gigante da un litro, con gli occhi girati indietro che si vede solo il bianco. Se potessi me lo berrei per rigustarmelo quando mi si ripropone. Mi faccio un paio di piste e poi via all’imbarco, con l’aria spiritata.

MA … e se poi non gli piace? e se poi non si accorda al suo aroma da tipico maschio mediterraneo? E se poi glielo regalo e poi ogni volta che passo dal suo bagno lo vedo lì intonso sulla mensola? (senza neanche poterlo sniffare un pochettino.. )

Ma soprattutto: esiste un regalo meno pensato del profumo / dopobarba?? (anche se il trafiletto di cui sopra dimostra il contrario) Veramente si, esiste. E’ la giacca da camera di panno blu con cordone lucido e ciabatte coordinate Defonseca. 

Comunque no, il profumo NO.

 

Qualsiasi roba tecnologica: impossibile. L’Ufficiale si compra da sé, con esasperante anticipo, ciò che più gli aggrada, scegliendo l’ultimo modello in commercio, il più figo ed il più tecnologico che esista. Roba che io non so neanche trovare il pulsante on / off. Roba che a volte non è ancora neanche stata inventata, ma esiste solo a livello di progetto sperimentale nel cervello di qualche nerd. Per non parlar dei costi e dei dazi doganali (nel 90% dei caso l’oggetto del desiderio è a hong kong o nella silicon valley e bisogna importarlo nel container via nave).  Va da sè che qualsiasi scelta sarebbe del tutto inadeguata, per tacer del fatto che qualsiasi commesso tronysta al mio incipit ‘mi consigli lei.. sa, è per il mio fidanzato (con gli occhi a cuore)’  potrebbe  buggerarmi in un fiat e rifilarmi una patacca senza valore spacciandola per un microchip ultimo modello, fosse anche un tostapane. E io ci cascherei come un’allocca… E dunque la tecnologia NO.

 

Qualsiasi roba sportiva: idem come sopra. Intanto che io corro 3-4 minuti con delle superga vintage originali anni ’80 lui sfreccia più veloce di Carl Lewis indossando  calzature da iron men e magliette ergonomiche che costano quanto un rolex (ma sono meno precise). A quel punto lì tanto varrebbe regalargli davvero un Rolex (tarocco però.. ) insomma, avete capito … NO.

Io, dopo aver parlato con un amico che a Natale ha regalato un seno nuovo alla fidanzata (uno nel senso del kit, del paio…non una tetta sola, per intenderci) avevo pensato anch’io ad un intervento plastico: c’è da premettere che l’unico difettuccio dell’Ufficiale è che di notte russa. Russa a tal punto che io, con i tappi nelle orecchie, non riesco a dormire perchè sento la vibrazione nel materasso: è un suono primordiale tipo didjeridoo che secondo me viene percepito anche dai sismografi all’Aquila. Certo, è un dettaglio trascurabile, che di solito non è palese perchè annegato nell’oceano delle sue virtù. Non però alle tre di notte.  Ecco che una bella rinoplastica (interna) sarebbe un dono originale, pensato e certamente gradito. Soprattutto da me!

Vabè, si scherza, via! NO, la rinoplastica no! (purtroppo)

Abiti? pigiami? biancheria? gioielli? libri? dischi? un bel cesto di prodotti gastronomici? vini pregiati? un centrotavola?  un cellulare? uno svuotatasche? … c’è da non dormirci la notte!!

AIUTOOOOOOOOOOOO!!

p.s. caso mai passassi per di qua: Buon Compleanno, Ufficiale!

… volevo regalarti il mio cuore.. ma ce l’hai già!!