Viaggi al Carrefour

Era la mia pausa pranzo. Per metterci poco ho comprato il minimo indispensabile alla sopravvivenza (sacchi immondizia, spumante e domopack alluminio). Davanti a me, alla cassa, solo due persone: un tipo e una tipa. La tipa però ha acquistato una bottiglia di vetro di uinni de pù.  Lasciamo stare il cattivo gusto della signora, ma detta bottiglia NON ha il codice a barre. Risultato: 8 minuti di attesa davanti alla cassiera la quale, dopo aver chiesto ragguagli al telefono,  attende pacifica la fine del mondo e il codice a barre. Io – al minuto settimo e secondi trenta – cedo all’isteria: ‘SCUSI SE MI PERMETTO: ma la signora amante degli orsetti non può intanto pagare la spesa e poi quando arriva il codice a barre pagare il resto?? intanto noi passiamo, no?’  ‘eno – ribatte serafica la cassiera – paga con questo (tessera bancomat della Cassa di Risparmio delle Winx)’. Prima che io possa sbottare ‘guardi, gliela pago io quella merda di bottiglia lì! Tanto cosa costerà, due euro?? cià, pezzenti, ve li dò io!’  l’uomo inutile davanti a me sbraita ‘basta!! Io pianto qui la spesa e me ne vado!’  al che la cassiera capisce che è ora di intervenire, sollecita il codice a barre e finalmente usciamo dall’impasse.   .. E mentre dalle casse mi diparto, lentamente battono le due meno un quarto.
 
Stante che c’era il tre x due ho comprato 3 rotoli di domopak alluminio (2.49 euro cadauno). Alla fine della spesa – dopo essermi fatta scontare 10 euro di punti tessera – la cassiera fa ’50.92’ COOOOOOOOOOOSA?? CHEEEEE ROOOOOBA?? MA SE HO COMPRATO 4 MINCHIATE??  Guardo lo scontrino: i tre rotoli sono stati battuti ad euro 6.49 (si, SEIEQUARANTANOVE) CADAUNO (VENTI EURO DI ALLUMINIO… PIU’ DEL PLATINO O DEL PLUTONIO)
Ormai è tardi, lo scontrino è tratto e il danno è fatto. Al box informazioni mi avvio di umore nero.  E lentamente battono le due e zero zero.
 
..No, no…non c’è più posto, provate al Cervo Bianco, quest’osteria più sotto….

Ecco: firmo il foglio del reclamo. E lentamente battono le due e zero otto…

Dei viaggiatori e dei beni di consumo polacchi

Pare che in Polonia con 2000 zloty (500 euro) compri uno scooter – scrauso eh, mica un piaggio ! Compri una roba cinese, ma la compri.
Me lo comunica Piotr, il mio agente polacco in visita di cortesia in Italia. E’ arrivato ieri: 1 ora e 20 il volo dalla Polonia, 3 ore e 40 dall’aeroporto di Orio a qui.
Pare che il navigatore – polacco eh, mica un Garmin! – lo abbia fatto transitare da Calusco d’Adda, Bottanuco, Caravaggio, Riparia Cremasca, fino ad arenarsi qui nella provincia pavesina, dove è arrivato alle ore 17.20. E io che lo aspettavo per pranzo.
Gli ho proposto, la prossima volta, di venire direttamente con lo scooter cinese. Poi quando arriva gli do i soldi – veri eh,  mica del Monopoli –  e mi tengo lo scooter!
 

Viaggio in tangenziale

Ce n’erano sette, saran finiti   biascica la tipa in maglietta gialla a scritte blu, abbandonata sul banchetto e aggrappata al mouse per non cadere riversa

Ma come sarebbe a dire sono finiti?? sul sito c’erano !   la apostrofo malamente in quel del magazzino ikea di Corsico ieri sera ore 19.00

Ma sette finiscono subito, alle 10 del mattino son già sui carrelli mi dice a occhi chiusi, fronte posata sulla tastiera, braccia abbandonate lungo i fianchi

VA BE’, HO CAPITO. VADO A CARUGATE!

 

E mi avvio verso l’uscita senza acquisti, inseguita da uno con un carrello strapieno di ripiani Ivar, soprattutto quelli d’angolo.

 

(speranzoso) Va a carugate a prendere il montante angolare?

(inviperita)         PER FORZA! QUI SONO FINITI!! esssichesulsitostamattinac’eranoperòsonoandatiesaur..

(serio) ne compra uno anche per me?

(allibita)               SCUSI?

SI, se tanto va a prenderlo per lei…me ne compri uno! La aspetto qui.

MA NON TORNO QUI! IO ABITO A PAVIA , POI VADO A CASA!

Eh,va bene, quando ripassa,  tornando, ci vediamo a Binasco

….

Al casello…

(bruxando) GUARDI , NON SO SE RIPASSO DA BINASCO, VADO GIU’ DALLA VIGENTINA, NON SO NEANCHE A CHE ORA ARRIVO, FORSE FACCIO UN SALTO A BERGAMO A TROVARE GLI ZII, MAGARI PASSO DA PIACENZ..

Vabè, ho capito, non fa niente…buona sera!

 

Mi saluta sorridendo, e se ne va col carrellone (spero abbia almeno un Ducato se no non riesce mica a tornare a casa)

….

E poi…sarà la tangenziale vuota, sarà la Twingo col motore truccato, fatto sta che alle 8e20 sto già ritransitando in zona milano sud – binasco, con il portabagagli colmo di montanti angolari e l’animo di  rimorso: perchè alla fine… accidenti, ma cosa mi costava? Glielo potevo ben comprare il montante  angolare, no? Sarebbero stati 10 minuti in più, al massimo…

Che bestia, che sono a volte. Che meschina. Che arida.

Sarebbe stata una buona azione, e il tipo si sarebbe ricordato per sempre di quella volta che all’Ikea…

E invece, giustamente, sarò ricordata solo come quella stronza dell’Ikea. Che per pigrizia ha scelto di peggiorare il mondo anziché il contrario.

 

 

Adesso vado a casa  e li brucio, i due maledetti montanti angolari!!

vacanzina, vacanzina

…me-ra-vi-glio-sa!! Allora: eravamo in Sardegna, Costa Smeralda centro.  Albergo 7 stelle lusso all inclusive: si poteva scendere al bar, o farlo salire in camera, alle 2 del pomeriggio, ordinare il Cosmopolitan con ciliegina d’oro e te lo davano senza pagare nessun extra. Letto con sopra tanti tanti materassi ma morbidi, che tutte le sere ci mettevano sotto un pisello solo per darti il gusto di chiamare il concierge per lamentarti e sentirti una principessa, non c’era nessuno perchè in quell’albergo lì agosto è bassa stagione, la nostra camera era una suite con 3 bagni perchè non si sa mai, di cui uno con water-idromassaggio, la cena veniva servita in terrazza esclusiva, con 8 camerieri di cui uno era Brad Pitt, che cucinava tutto lui, e la paella la fa benissimo! Pomeriggio si faceva sempre una gita col panfilo, lo guidava il Capitano Stubing, quello di Love Boat. La sera venivano Woody Allen ed i fratelli Cohen a fare animazione. Di notte, la Wiener Philharmoniker sotto il nostro balcone ci conciliava il sonno intanto che faceva le prove del Concerto di Capodanno.

Cosa c’è di vero? Bè, eravamo in Sardegna, in un campeggio scrauso pieno di olandesi molesti, privo del benchè minimo comfort e attorniato da rumori assordanti. Però c’era l’Ufficiale, ed è stata un vacanza me-ra-vi-glio-sa!

Camminando in punta di piedi verso l’altare

Negozio di scarpe decentrato e  super scrauso, il due di agosto (saldi inoltrati), ore 18.30 (pre-chiusura). Donna biondastra sulla quarancinquantina, con stola di seta beige-a-fiori-lilloviola drappeggiata davanti a mo di gonna, e una scarpa diversa in ciascun piede.
‘scusi, dico a lei’ mi apostrofa mentre cerco disperata un’infradito da spiagga sarda in saldissimo che costi massimo 5 euro
‘dice a me?’ dico io tipo film, guardandomi intorno interrogativa
‘si, si ..lei… che dice? compro questa oppure questa? mi domanda avanzando il piedino, evidentemente rosa dal dubbio
Io osservo perplessa le calzature: sono disgustose entrambe. La sinistra  è una decolleté lilla di plasticovernice classica classica che forse mia nonna avrebbe trovato antiquata. La destra è una scarpina color tortora, con fiocchetto, medio alta, che mia nonna avrebbe trovato antiquata ma elegante. Indico la destra.
‘questa qui? Dice??’
‘Bè – osservo io competente in materia modaiolo-calzaturiera – dipende anche dall’occasione: è una cerimonia?’ domando cortese e retorica
‘si’ risponde la biondastra – è un matrimonio. Il mio.’
(INORRIDITA)  ’IL SUO?? SUO?? E’ LA SPOSA??’
‘si’ conferma la nubenda ‘il mio. Mi sposo il 22!
 
Non so se cazziarla a manetta o baciarla sulla fronte:  la leggerezza di questa sposa,  che se ne sbatte del buon senso, e aspetta il due agosto per comprarsi le scarpe in saldo in un negozio super scrauso pagandole si e no 20 euro mi incanta ! Tant’è che mi prendo a cuore la faccenda e, tosto dimentica delle infradito,  mi lancio di slancio di corsa nelle corsie alla ricerca di un paio di scarpe decenti ed atte alla bisogna. E gliele trovo!! Peccato le stiano strette (e a me larghe, se no le compravo io…)
 
D’altra parte però… una si sposa una volta nella vita.. massimo due. Li vogliamo spendere un bel 2-300 euro per un paio di Manolo Blahnik?? o no??
 
FINALE:
‘MA SCUSI! MA PROPRIO QUI DEVE COMPRARLE, LE SCARPE DA SPOSA??’
‘eh..– fa lei – se no dove??’
Al  che io le snocciolo un elenco di negozi comprensivo di indirizzo e telefono che manco fossi un foglio excel, e le suggerisco caldamente di levare le tende dalla scrausità e precipitarsi nell’alta moda, non prima di aver fatto un bel prelievo al bancomatto.
 
Quando esco, lei è ancora lì:  la saluto con la mano, mentre la sposina, fissa davanti alla corsia delle fiocchetto-beige, parla concitata al cellulare.
 
Me ne vado con la quasi certezza che il Sindaco, il 22 agosto, dichiarerà unite in  matrimonio le decolleté fiocchetto-beige  con un bel paio di mocassini blu  con la nappina!
 

Geografia della corrosione

Ma chi è che ha deciso di mettere l’aeroporto di Malpensa a Malpensa ? Non si poteva lasciare tutto a Linate? Perché io dovrei  prendere un aereo per Parigi che parte alle 6.30 da Malpensa. Ergo devo essere lì alle 5.30, quindi partire da casa alle 4.30, minimo, e tutto questo significa puntare la sveglia alle 4.00. Ma le quattro è notte fonda, fondissima! Quando io mi sveglio per sbaglio alle quattro guardo la sveglia e penso felice: ‘ma è notte fonda ! mi giro e ricomincio a dormire per altre 3-4 orette. Le quattro non è un’ora normale per uscire di casa in tailleur da corrosionista, valigetta e occhiali da sole a mò di cerchietto. C’è  buio pesto, e le lenti scure servono a coprire le occhiaie profonde e lo sguardo disperato. E poi alle tre del pomeriggio avrò sonnissimo. Russerò sonoramente durante la riunione, è sicuro.

Se almeno Malpensa fosse a Linate, io potrei risparmiare 45 minuti.

Ma al quel punto lì…non sarebbe meglio che Parigi fosse a Milano?

Ozioso Agosto

tanto ozioso che riporto un post che ho trovato sul blog www.chenestatodivalentino.splinder.com e che ben si addice al mio weekend d’inizio agosto nonché alla mia natura di madre oziosa (esempio pratico: non ho ancora comprato il libro dei compiti delle vacanze all’Infanta….)

Dal Manifesto del Genitore Ozioso di Tom Hodgkinson:

° Rifiutiamo l’idea che fare i genitori richieda fatica.

° Promettiamo di lasciare i bambini in pace.

° Il che significa lasciare in pace anche noi.

° Rifiutiamo il consumismo rampante.

° Leggiamogli poesie e storie fantastiche senza morale.

° Beviamo alcolici senza senso di colpa.

° Riempiamo la casa di musiche e risate.

° Rimaniamo a letto quanto è possibile.

° Lavoriamo il meno possibile, soprattutto quando sono piccoli il tempo è più importante dei soldi.

° Un casino felice è sempre meglio di un ordine infelice.

° Abbasso la scuola.

 

Primo di agosto

Cosa si fa: si prende il sole fuori in giardino, bagnandosi sovente con la canna dell’acqua, si lavano i nani da giardino (presenti fra i cespugli in numero di 3: essi si chiamano Angolo, Mongolo, e Miagolo) che ne hanno tanto bisogno, si dà da mangiare all’animale domestico (Whisky Saetta), si scambiano due chiacchiere con la moglie del carabiniere al piano di sopra che stende il bucato

Cosa non si fa: non si esce e  non ci si muove troppo. Non si sta svegli.

Cosa non si dovrebbe fare (ma poi….): non si cerca di mettere il guinzaglio a Whisky(eh, Infanta??!!! ci siamo capite?) , e non si pota il glicine senza guanti da giardino (morde)

Cosa si mangia: guazzetto tiepido di polipetti su pane carasau

Cosa non si mangia: la polenta, per esempio.. o il brodo!

Io trovo che agosto  inviti  all’ozio e al pesce in maniera veramente inesorabile.