ricordi da ricordare

Rientro dalla vacanza greca, sul volo Eurofly: mi crogiolo affranta nel mio dolore, alla mia  sinistra  un quarantenne, evidente ciclista, stante le tibie assai più depilate delle mie, con famiglia al seguito.
Il ciclista sfoglia Men’s Health, un giornale che mai smetterà di affascinarmi per la varietà e lo spessore degli argomenti, tipo ‘cosa piace veramente alle donne’, ‘come scolpirsi una targaruga perfetta’, ‘test: sei un intellettuale o uno sportivo?’ (vorrei sottolineare che l’Ufficiale è SIA intellettuale SIA sportivo, ma è un opzione che evidentemente il lettore medio di Men’s  Health non contempla…)
Comunque: il tipo legge assorto con cura tutta la parte del ‘cosa piace veramente alle donne’ ed io, sbirciando di sguincio, noto che l’articolo punta sul fatto che, a noi donne, la tartaruga piace anche, ma il cervello assai di più ! (giustamente, direi…)
Stufatosi della lettura, il ciclo-lettore  estrae dalla borsa il Blocco Enigmistico, matita e gomma, ed inizia un bel cruciverba. Livello: facile.
Io, buttando un’altra volta l’occhio di straforo, vedo chiaramente che al 4 verticale – 5 lettere – ‘fa cadere i capelli’  lui scrive ‘S-T-R-E-S’.
 
Meno male che l’ha scritto a matita….ciclista: non stare a fare il test, te lo dico io… tu sei sportivo, non intellettuale!

Tiffany

Durante la mia visita a Roma un  collega straniero mi ha pregato di accompagnarlo un momento da Tiffany per acquistare un regalo alla moglie, recente puerpera.

‘Dici che si può tirare sul prezzo?’ mi chiede serio

‘Da Tiffany?? Tiffany-Tiffany?? …non credo!’ ribatto io

‘Eh, ma se pago in contanti?? non è che tutti pagano in contanti migliaia di euro, no?’

E io già mi figuro la scena: collier di diamanti in astuccio di velluto e io che traduco dal francese un ‘35.000 Euro… cià, c’ho qui il contante nel sacchetto dell’Esselunga: facciamo 33.500??’

Ma il regalo che il delegato sceglie per la moglie partoriente (previo consulto telefonico con la stessa, forse direttamente in sala travaglio) è, in realtà,  un misero cuoricino d’argento con zircone, del valore commerciale di Euro 125,00.

… ebbene si, l’ho fatto. Ho chiesto, con discrezione, alla commessa in tailleur di Prada:  ‘il signore mi dice di chiederle… c’è uno sconto per pagamento cash?’

… chissà cosa ne avrebbe pensato Audrey Hepburn…..

 

Viaggi in erboristeria

Premessa n.1
C’è un solo prodotto al mondo che VERAMENTE non va fa venire le rughe a noi donne anziane: l’Olio di Rosa Mosqueta! Prodotto di cui io abuso ai limiti dell’intossicazione, e grazie al quale alla mia veneranda età ho una pelle di pesca (ma non pesca noce… proprio pesca-pesca, quella bella pelosina, per intenderci)
Premessa n. 2
Io mi spaccio per  Responsabile Marketing e Comunicazione del magico mondo della corrosione. Però sono diplomata in Ragioneria (ecco, l’ho detto!)
Ciononostante, non credo ci voglia la laurea in marketingologia per comprendere che se un cliente ti chiede una cosa, e tu non ce l’hai, magari te la procuri. Offri un’alternativa. Dici ‘ripassi domani, che la trova’..ono?  O NO??
Il fatto
Sarò andata 3 volte all’Erboristeria sedicente Parafarmacia del Carrefour negli ultimi 20 giorni a chiedere ‘scusi, avete l’olio di rosa mosqueta?’ – ‘NO’.
‘Ah, va bè arrivederci’
TUTTE LE VOLTE
Conclusione
L’Erboristeria-Parafarmacia del Carrefour non può avere vita lunga. Difatti è quasi sempre deserta, almeno in orario pausa-pranzo quando ci vado io. Immagino che sia perché la gente ci va e chiede: ‘scusi, avete la tisana della buonanotte?’ – ‘NO’.  – ‘Ah, va bè, arrivederci.’  ‘Scusi, avete le caramelle alle erbe aromatiche per la tosse?’ – ‘NO’ – ‘Ah, va bè – coff coff – arrivederci’.
 
Il giorno in cui chiuderanno  io non potrò che goderne, poiché è tutta colpa loro se io oggi sfoggio due rughe d’espressione nuove di pacca… ggrrrrrrr!!!!

Il ritorno dell’Infanta 2

E’ tornata l’Infanta !!!

Naso spellato e abbronzatura da Skipper (nel senso di amichetta della barbie), ella rigurgita roba da lavare e termini tecnici da velista tipo ‘angolo morto, scuffiare, bolina, traversa, deriva,  randa e fiocco’…Al campo wwf si è molto divertita, ha condiviso una tenda grande con altre 6 ragazzette della sua età, non ha fatto foto perchè ‘non c’era tempo’, ha affibbiato soprannomi ai maschi, tipo ‘Chupa chups’ oppure ‘la torcia umana’ e sostiene di non essersi fidanzata perchè – dice lei – ‘non piaccio ai maschi: sono  bassa e  piatta’. 

Vorrei vedere: ha 11 anni e pesa 30 chili, per forza è piatta!!

Il ritorno dell’Infanta

L’Infanta è una bizzarra undicenne magra magra, nonostante ingurgiti quantità di cibo atte più a sfamare una mensa aziendale piuttosto che il suo stomachino da 150 cm cubici. Predilige sapori decisi, tipo il gorgonzola, ma al tempo stesso va matta per il sushi. Ha per i libri la stessa famelicità e voracità che riserva al temaki california;  è una personcina a volte silenziosa e riservata, a volte rumorosa e fracassona, dimostra grande talento musicale ma nella danza ha la grazia e le movenze di un paracarro, è una secchiona disgustosa, e vanta una pagella imbarazzante. Le piace pattinare e guardare MTV.

Un giorno l’Infanta mi ha raccontato una storia pazzesca in cui spiegava che, prima della sua nascita, lei se ne stava seduta su una specie di nuvola, esaminando dall’alto tutti i papà e le mamme disponibili sul  mercato, e dopo accurata e severissima selezione  ha scelto me e suo padre per diventare il Suo Papà e la Sua Mamma, perchè si capiva che noi l’avremmo fatta giocare. ‘.. e poi sono arrivata’, ha concluso dal seggiolino portabambini dietro le mie spalle intanto che io la fissavo attonita nello specchietto retrovisore.

Aveva tre anni. Adesso ne ha 11-quasi-12, e qualche tempo fa ha espresso il desiderio di andarsene via una settimana da sola col WWF, per imparare ad andare in barca a vela.

E’ partita venerdì e stasera, finalmente, torna. E io, che l’ho lasciata andare a giocare dove voleva lei, non vedo l’ora che scenda dal treno ES 9442 proveniente da Napoli, alle ore 18.39 di questa sera.

Esattamente come non vedevo l’ora,  11 anni fa, che scendesse dalla sua nuvola….

KLM

La KLM serve a bordo dei tramezzini buonissimi (pane integrale e formaggio aromatico). Io ne avrei mangiati volentieri 23, ma non ho osato chiedere più di un bis alla hostess.

 

La KLM, pur servendo ottimi tramezzini, quando ti chiama con l’altoparlante in aeroporto fa notare a tutti con garbo malcelato che ‘mr brown and mr smith are delaying the flight! Please go immediately to gate D16!!!’

Io ero terrorizzata di sentire il mio nome insieme a quella nota di biasimo della voce metallica dell’interforno.

 

La KLM, nonostante i fantastici tramezzini, smarrisce i bagagli, e tu a Malpensa rimani l’unico passeggero che guarda desolato il tapis roulant che gira e gira e vuoto, e la tua valigia non c’è. Non c’è!!  E’ INUTILE CHE STAI LI’…NON C’E’!!

 

La KLM, oltre a servire appetitosi tramezzini, serve anche dei biscotti ripieni di caramello che pucciati nel tè sono FA-VO-LO-SI. Io ne avrei mangiati un chilogrammo, ma ho dovuto accontentarmi di due.

Fortissima la tentazione di chiedere al vicino ‘scusi, lei lo mangia il biscotto??’

 

Per caso, qualcuno sa dirmi dove si comprano i tramezzini-gourmet e i biscotti della KLM???

uomini che bevono come delle spugne

Durante il mio viaggio di lavoro in irlanda ho scoperto che è possibile bere moltissimo e sopravvivere senza peraltro sputtanarsi coi clienti.

Il cliente medio irlandese è un individuto alto e allampanato, apparentemente un po’ border line, che durante tutto l’incontro di lavoro ti tratta con freddezza e distacco tipicamente nordici, ma dopo l’orario di lavoro ti invita a cena e si trasforma in un essere allegro e caciarone che neanche un romano gli sta dietro.

Il processo si attua tramite la progressiva ingestione di alcolici: birra (Guinness e non), whisky, Baileys e vino. Tutto in una sera. Dopo le prime due – tre birre il cliente irlandese ti tira pacche sulle spalle e racconta barzellette sconce, dopo 6 non so perchè anch’io a quel punto lì ero abbastanza bevuta e ho un ricordo assai nebuloso della serata.

In più, il Collega Tedioso è non solo assolutamente ininfluente dal punto di vista delle relazioni sociali (non parla inglese….) ma è praticamente semi-astemio. Avrà bevuto si è no una pinta e mezza di roba.

E quindi mi sono trovata da sola a difendere la mia dignità di donna lavoratrice, e in quanto tale costretta a bere almeno, se non di più, di un uomo nelle stesse condizoini, nonché  l’onore dell’Italia come nazione, accettando ed ingerendo di buon grado, e col sorriso sulle labbra, tutto quel che veniva versato nel mio bicchiere (dopo un po’ il sorriso era più una paresi…)

All’una e trenta di notte ho detto ‘basta, ora vado a dormire!’ e mi sono avviata barcollando verso la mia cameretta in albergo..

Il ricordo più chiaro che ho della serata (perchè è rimasto scritto un promemoria sulla tovaglietta del ristorante che mi son portata via) è quando il Direttore Ufficio Acquisti mi ha spiegato che ‘baciami il culo’ in gaelico si dice ‘pog mahon’.

Son quelle cose che nella vita prima o poi ti servono…..

Frammenti di vacanza greca

…sul traghetto Naxos – Koufonissi

 

Io e l’Infanta, in vacanza alle Cicladi, dopo un breve soggiorno a Mykonos abbiamo deciso di uscire dalle rotte turistiche; a bordo della barca Skopelitis, in viaggio per Koufonissi, troviamo:

          una famiglia di danesi con 3 figli, che mangia pane pomodoro e  formaggio

          diversi fricchettoni anziani, con coda di cavallo grigio topo

          nessun italiano, a parte me e l’Infanta

          molti zaini, nessuna Samsonite

          una tribù di zingari che sta traslocando, portando seco una camionetta scassa carica di masserizie di ogni tipo

  

Io e l’Infanta ci siamo sistemate sulle panchine, dietro ai danesi, sperando invano che avanzino qualcosa o che, al limite, ci chiedano ‘ne volete un pezzo?’, perché a pranzo abbiamo mangiato un tozzo di pan secco con un bicchiere di acqua del rubinetto, per risparmiare.

Ma niente, i famelici danesi tutto divorano e fagocitano, e non ci sono briciole neanche per i pesci !

Prende posto dietro di noi la Matriarca Rom, un capo pellerossa di 150 kg col ventre prominente in bella mostra tra la gonna e il bolerino; al seguito la figlia e la famiglia intera. Attaccano subito bottone in greco (dato il nostro aspetto trasandato deduco ci abbiano scambiate per appartenenti a qualche tribù imparentata con la loro… d’altronde, non è che posso pigiare i tailleurs nello zaino Quechua)

La vecchia sdentata dimostra circa 130 anni, ma probabilmente ne avrà 60; la figlia, apparentemente cinquantenne è capace di essere più giovane di me.

Mi dicono, indicando l’Infanta, cose incomprensibili, ma sorridono e alla fine si toccano il viso dicendo ‘korè, korè’, e io immagino vorrà dire ‘graziosa’. Mi chiedono se è mia figlia, e se ne ho solo una. Anche loro vanno a Koufonissi, come noi, (evidente fraintendimento, giacché abbiamo poi ritrovato l’intera tribù accampata discretamente in un angolo della spiaggia di Iraklia). Mi sa che se non troviamo da dormire un buco nella loro roulotte salta fuori sicuro…

 

Notiamo un tipo veramente bizzarro, parecchio fatto, con capelli grigi raccolti a crocchia e piume di gallina infilate nell’acconciatura a mò di ornamento. Si guarda in giro, e quando la nave salpa fa un saluto (non si sa a chi) portandosi la mano alla fronte. Nel frattempo la vecchia Rom si è allungata su una panchina e ha iniziato a ronfare della grossa.  L’Infanta si guarda attorno e commenta: mi senterei più tranquilla se sulla nave ci fosse almeno qualcuno normale…