puಠcapitare

…tornando in aereo da una capitale europea di notare all’imbarco un gruppetto di individui sgarruppati abbigliati in tuta ginnica, tutti con occhi chiari un po’ tristi. E’ evidente che hanno tutti qualche problema, uno zoppica un po’, altri sono un po’ strani, ce n’è uno grossissimo e uno piccolissimo. Stante la tuta io mi domando ‘ma cos’è? ci sono le paraolimpiadi??’

Si che ci sono, a Cremona, dal 28 al 30 maggio. In verità non sono proprio le paraolimpiadi, è un piccolo torneo internazionale di calcetto per disabili e per le vittime di Chernobil,  ma Yuri (che è capitato casualmente nel posto alla mia sinistra) le chiama ‘paraolimpiadi’ e mi fa vedere, serio e orgoglioso, la lettera di invito che ha ricevuto.

Poi mi regala il gagliardetto della squadra, e poi non smette un attimo di parlarmi per tutta la durata del viaggio, piantandomi in faccia i suoi occhi azzurri senza staccarli mai. Mi racconta che parteciperanno la Francia, la Danimarca, il Principato di Monaco, la Spagna, la Svezia e ovviamente l’Italia, che è la prima volta che loro vengono qui, che qualcuno verrà a prenderli a Milano, ma loro devono prima prendere il bus che da Malpensa li porta alla stazione. Mi dice più volte che sono bellissima, e che si vede che sono ‘dobre’ dai miei occhi, e che è evidente che sono italiana, si capisce dai colori. Poi mi invita in Ucraina, con mia figlia, ad andarlo a trovare. Poi tira fuori dalla borsa un altro foglio e mi fa vedere che alloggerrano all’hotel Impero di Cremona. Mi chiede se Cremona è lontana da Pàvia, che è dove abito io.

Sarebbe fastidioso se non fosse che è talmente entusiasta ed evidentemente felice da fare invidia. Tutte queste cose Yuri me le ha dette in russo, e io il russo non lo parlo. Ma ho l’agenda piena di disegni, e ho imparato che yablonco vuol dire mela, e orri vuol dire montagne e sir vuol dire formaggio.

E Dima, che credo sia un attaccante, seduto davanti a me, ogni tanto si gira per fornire delucidazioni in inglese tipo ‘friends, friends!’ oppure ‘big, big!’ 

Yuri, che è il coach,  ha 51 anni, e viene da Chernobil, insieme a tutta la squadra.

Io nei prossimi giorni penserò alle Paraolimpiadi di Cremona, e tiferò fortissimamente Ucraina!