Gita scolastica

23 aprile, partenza per Barcellona con il Collega Tedioso e con il collega DS, che vi si tratterranno anche per il week end. Io, madre di famiglia, femmina, sfigata, e male organizzata, con alle spalle una settimana estenuante, tornerò invece sul patrio suolo già domani, una volta terminato il supermeeting col cliente spagnolo.

E’ evidente che il Collega Tedioso è affascinato ed euforizzato dall’idea del week end ispanico in compagnia di un semi-coetaneo, il quale pur essendo assai più bello ed intelligente di lui, non dimostra però nè dimestichezza con le pratiche di viaggio nè alcuna esperienza nel viver del mondo. Quindi il Tedioso si sente Leader, saprà lui come fare, è perfino già stato in spagna ed uno dei suoi amici plurilaureati che lavora alla Mediolanum è addirittura Madrileno, più di così!!  Chi lo potrà tenere??

DS, invece, si aggira sperduto ovunque: prima sulla tangenziale di milano, che pure è piena zeppa di cartelli con su scritto ‘Linate’, poi per l’aeroporto stesso, poi mi chiede di sedere al mio posto per guardare giù dal finestrino, poi sul taxi con l’agente spagnolo continua a tirar fuori il portafogli per tentare di pagare lui…MA NANI! Ma no, ma no, ma no!!

Ma cosa ci volete fare: mi è troppo simpatico, e gli perdono tutto. Però la prossima volta gli faccio un biglietto infant !

l’agente Polacco e il Comunismo

Piotr, il mio agente polacco, si è fatto un bel pezzo di comunismo.
Ieri si parlava di figli – lui ne ha uno piccolissimo, di un mese – e mi confidava che la sua paura è di crescerlo viziato: ‘noi non avevamo niente da piccoli, e adesso invece si può comprare tutto. Se un bambino ti chiede una cosa, un gioco, tu glielo compri, fosse solo per il fatto che puoi farlo. E’un po’ il riscatto della tua infanzia’ mi spiega durante il lungo viaggio tra Wroclaw e Varsavia (5 ore di macchina su strade statali polacche…)

A me prende subito quella brutta malattia (e ce l’ha un sacco di gente) che si manifesta così: quando uno ti racconta qualcosa che lo riguarda tu pensi: ‘anch’io, di più, meglio o peggio’
E, certa di impressionarlo, ribatto: va bè, ma guarda che anch’io in effetti …da piccola ….non è che la mia famiglia navigasse nell’oro! Pensa: io avevo una Barbie sola, e tutte le mie amiche 5 o 6 !! 
Attendo un empatico sguardo di commiserazione da parte di Piotr, ma invece mi guarda torvo e replica:

Noi le Barbie  non sapevamo cosa fossero.
Mia madre faceva fatica a trovare le scarpe per mio fratello più grande, non perchè avesse probemi di piede, ma perchè nei negozi non c’erano scarpe. Quindi ne aveva un solo paio, che doveva mettere finchè mia madre non ne trovava un altro. Poi le passava a me. Tutto questo indipendemente dalla lunghezza del piede e/o della scarpa.
I negozi erano vuoti.
Per comprare mezzo chilo di carne, una volta alla settimana, il governo ti dava un buono con cui pagavi il macellaio.
Tutto era razionato.
Le arance erano un regalo di Natale.
Ho mangiato la mia prima banana a 14 anni.

Mia madre, che è nata in tempo di guerra, mi racconta cose analoghe.
Ma Piotr è nato nel 1977, dieci anni più tardi di me, e la sua prima banana l’ha mangiata a 14 anni, cioè nel 1990.

A me personalmente le banane neanche piacciono, ma ci sto ancora pensando su adesso.