Omaggio all’Infanta

La Gioiadellamiavita, quand’era piccola, ha scritto questa poesia:

 

Mi raccontò mio cognato

che aveva sognato

un cane bagnato

Che il mondo,

tutto tondo,

girava pian piano

in cerca di un asciugamano…

 

In materia di viaggi questa poesia la dice lunga: ad esempio,  anch’io spesso, durante i miei viaggi, mi sento addosso quell’odore tipico di cane bagnato… ma io, a differenza del cane di cui sopra, non giro pian piano, ma piuttosto vorticosamente e soprattutto cosa io vada cercando ancora non lo so…

 

… e Buon Natale a tutti!!

 

Aeroporto di Praga – Gate D5

Tanti italiani in vacanza all’estero sono generalmente convinti che esista una congiura internazionale, o forse addirittura a livello planetario, atta a fregarli. Su tutto. Sui cambi, sui prezzi, sulle porzioni al ristorante, perfino sugli annunci in aeroporto: li fanno in inglese, ovviamente, e un ‘Basel’ può facilmente passare per ‘Bozen’ e da lì a Bergamo il passo è breve. Dilaga il panico tra i passeggeri del gate D5  e solo una voce dall’accento tipico della Val Brembana ha il coraggio di proclamare, stentorea, l’unanime pensiero: ‘li fanno apposta che non si capiscono, così ci fregano!!’ 

ma poi, com’è andata veramente?

a) l’autista dell’hotel è arrivato con una jetta e non con la limousine bianca. Non aveva nè livrea nè guanti

b) l’hotel è molto carino, ma ho una doppia normale. ça va sans dire, della jacuzzi neanche l’ombra

c) finestra con vista sul cortiletto interno. Il Ponte Carlo non dista solo 10 passi 10, ma bensì 578 (per amor di precisione li ho contati!) Troppi perfino per  gli stivali a tacco medio, figuriamoci lo stiletto. E in più c’è un maledetto pavè di perfido porfido!

d) negozi aperti fino alle sette circa. Niente saldi, chiaramente. Prezzi allineati con Via della Spiga – Milano. Il delegato tedesco ha scartato 10 bar perchè la birra era troppo cara (3 euro) al grido di ‘but we are in the czech republic!!’  Io a tutti costi voglio comprare un cappello di volpe bianca tipo zarina russa, ma costa 2000 corone (circa 500 euro) e non riesco neanche a provarlo bene, perchè è ancorato al negozio con una catena, manco fosse uno scooter!

e) Mercatini di Natale uguali ai nostri, pieni zeppi di paccottiglia scadente tipo europa dell’est di 20 anni fa

f) la riunione finisce esattamente all’orario prestabilito, anche  5 minuti dopo, il che mi permette di fare giusto giusto  una volata di corsa fino in centro, ma è tempo sprecato, perchè non trovo NIENTE.

Forse sarebbe stato meglio andare alla Fiera dell’Artigianato…..

 

… però Praga è bellissima e magica, con degli addobbi meravigliosi, e sulla Moldava ci sono i cigni, e per strada ho incontrato prima Kafka e poi Smetana  poi Rilke ed infine la Principessa Sissi…ah, Ufficiale… che bello sarebbe se anche tu fossi qui…

Praga, arrivo!

Eccomi al gate della SkyEurope. Destinazione: Praga.

Cosa succede al gate? La prima cosa che salta all’occhio è che suona l’allarme, a ripetizione. E’ interessante notare che nessuno si scompone, tutti si comportano (me compresa) come se niente fosse. Io non so se devo fare l’isterica e manifestare la mia preoccupazione (AHHHHAAAAA !! L’ALLARMEEEE.. FUORI TUTTIIIIII’) o far finta di niente.

Per una questione di dignità opto per la seconda soluzione, anche se il UAA-UAA è assai molesto. E poi: chi mi dice non sia un allarme VERO? Magari al piano di sopra – perchè noi siamo confinati in una specie di seminterrato – sta succedendo il finimondo, passeggeri presi in ostaggio e via discorrendo, e noi qui belli tranquilli con queste facce che esprimono chiaramente un unico, comune pensiero: ma quando ci imbarcano??? Ad esempio, c’è uno appoggiato ad una parete, uguale sputato a Franco Battiato da giovane, che si tappa l’orecchio col dito, ma lo sguardo tipico del passeggero in attesa di imbarco ce l’ha lo stesso!

Stavolta parto per Praga carica di aspettative… ad esempio mi immagino:

a) l’autista dell’hotel che verrà a prelevarmi in aeroporto, in livrea e guanti bianchi tipo lacchè,  col cartello in mano con su scritto IL MIO NOME! Che figata!

b) l’hotel superlusso, e siccome è rimasta libera solo la suite imperiale – due piani, letto in mansarda e jacuzzi – la danno a me ‘enjoy, madame..’

c) finestra con vista sul Ponte Carlo, che dista solo 10 passi 10. Posso andarci anche con gli stivali taccati.

d) negozi aperti fino alle 23.00. E ci sono i saldi!

e) Mercatini di Natale favolosi, pieni zeppi di oggetti ricercati di preziosa e rara manifattura, a prezzi ridicoli, tipo europa dell’est di 20 anni fa

f) la riunione finisce, inspiegabilmente, due ore prima del previsto, consentendomi di andarmene a zonzo alla ricerca dei regali di natale mancanti, che quindi acquisterò in loco, ottimizzando il tempo della trasferta e in più risparmiando tantissimo!

Vedo già, la mattina di Natale, parenti ed amici che aprono il loro pacchettino e, estasiati, esclamano: ME-RA-VI-GLIO-SO!  Ma dove l’hai trovato?? non dirmelo…ma sssì.. ALLA FIERA DELL’ARTIGIANATO!!!

controllo bagagli

  

Spesso all’aeroporto vogliono controllare il mio bagaglio, dato che sovente esso contiene del materiale elettrico o elettronico che desta forti sospetti nel personale di controllo.

Io ho adottato questa strategia: qualsiasi cosa contenga la mia valigia che possa provocare la domanda ‘cos’è questo?’  io fornisco una spiegazione la più assurda,  complessa e articolata possibile, tipo:

‘Si tratta di un dispositivo elettronico che, tramite un sensore interattivo, rileva la differenza di potenziale tra suolo e terreno, evidenziando eventuali anomalie del polo positivo magnetico e trasmettendo il dato tramite modem satellitare ad una centrale operativa localizzata su territorio extraurbano’

 

Se per esempio l’oggetto sospetto fosse un semplice cacciavite, io dico ‘si tratta di un puntale in titanio-rubidio, per il carotaggio sistematico dei fondali marini, per verificarne la resistività elettrogalvanica  a fasi biennali, normalmente nel plenilunio di primavera e/o  nell’equinozio d’autunno’  (lo so dire in italiano-inglese-francese)

 

Di solito il sospettoso, che raramente ha preso il nobel per la fisica o la chimica, annuisce gravemente (nei casi più eclatanti dice ‘ah, certo!’ come se ne avesse già visti a migliaia, di quei cosi lì) e fa un cenno che significa ‘ma prego, vada pure’

Ringrazio, sorrido, e  io e la mia granata  passiamo indisturbate!

Funziona sempre, perché nessun uomo sano di mente si sognerebbe MAI di dire a una donna  ‘scusi, non ho capito!’ oppure ‘cosa significa’

Noi esseri inferiori, per antonomasia, non possiamo esprimere concetti più complessi del livello di comprensione maschile, si sa!

 

Geniale, no?

 

… si geniale… peccato che si chiami ‘supercazzola’ e l’abbia già inventata Ugo Tognazzi 30 anni fa…

 

Treno regionale Pavia – Milano (anche il pendolare viaggia, in fin dei conti…)

 

Nello scompartimento, alla mia sinistra: tipa super trendy, super truccata che si scruta nello specchietto con attenzione estrema, cercando forse micro-falle nello spesso strato di fondotinta color testa-di-moro (come le scarpe di tanti anni fa) dopo aver fatto colazione sul posto con la banana ..vorrei farle presente che la banana viene dal Costa Rica, e l’impatto ambientale del carico di caschi di banane che, via aerea, attraversano il pianeta, è notevole: ma mi accorgo che la pelliccia di opossum (o lontra o visone o quel che è..) che indossa è VERA, e quindi desisto, perché immagino che l’espressione ‘impatto ambientale’ per lei non significhi granchè. Forse dovei cominciare con un approccio più grduale, tipo: scusi, ma lei la fa la raccolta differenziata?? Ma la risposta che mi aspetto è ‘NO, io gli stivali di pelle usati li butto via insieme a quelli vernice..’.

Polonia, 12 novembre 2008

Più che un viaggio di lavoro una missione punitiva…

Il CollegaTedioso, che come al solito mi accompagna, tanto per non smentirsi non ha argomenti… parla – se va bene – solo di lavoro, con un lessico da troglodita e un’approssimazione imbarazzanti (litighiamo davanti ai clienti perché non riesco a capire una parola di quel che dice… in italiano). Spesso si addormenta in macchina, con l’occhio semichiuso che lascia intravedere il bianco, e la mascella pendula che ogni volta mi aspetto che gli coli giù dal mento un rivoletto di bava. Parla spesso dei suoi Amici: i miei Amici laureati, i miei Amici che giocano in borsa, i miei Amici che lavorano a Milano… Guadagnano tantissimo, lavorano pochissimo, sono intelligentissimi. Mi domando: perché sono suoi Amici?? Di cosa  parlano quando escono, dove vanno, cosa fanno??

Stamattina, sveglia alle 5.50, fuori è notte, 3 gradi sottozero, la macchina ghiacciata, un freddo da gulag. Io, in via preventiva,  mi ingozzo di uova strapazzate e pancetta, con l’idea di costruirmi intorno uno strato adiposo bello spesso, per combattere il freddo, tipo orso polare (che ho anche dei bei peli sulle gambe, discretamente lunghi…) Indosso la calzamaglia pesante, nonostante il buchino sull’alluce (me ne ricorderò troppo tardi, quattordici ore dopo, quando suonerà il metal detector all’aeroporto, e mi si intimerà ‘your boots away, please’).

Nonostante la levataccia non sono proprio furibonda, e abbaio poco. Viaggiamo verso Jeleniov per due ore, e sulla strada vedo un numero imprecisato di aquile, che qui stanno appollaiate sul bordo della strada come da noi gli aironi, e cervi e cerbiatti che pascolano indisturbati nei campi coltivati a rape (o patate..boh!)

In effetti la Polonia è piuttosto fredda e non molto ospitale, e l’Ufficiale ha ragione: gli abitanti hanno lo sguardo triste e gli occhi in giù….

Post n. 1

E’ il primo dicembre, e questo è il primo post del mio blog. Un blog moooooooolto ma moooooooolto di nicchia, per – e fatto da, mi auguro – quelle donne, immagino non moltissime, che come me, hanno un lavoro che le porta a girare come trottole in giro per il mondo, su e giù da treni e aerei con valigie enormi e beauty case grandi come cassonetti (e il cui contenuto non differisce granchè)  contando sul fatto che ‘…troverò ben un uomo che mi aiuterà a sollevarla, ‘sta valigia’.

Quelle rare donne che il giorno prima di partire per un convegno di due giorni a 3.000 km da casa (che si terrà tutto in un unico hotel) non sanno se portare 4 o 5 paia di scarpe… e comunque poi si portano anche gli stivali.

Quelle che fanno il bagaglio con il chiodo fisso del ‘non si sa mai’ e nella valigia ci mettono tutto, ma tutto tutto, compreso il colbacco e contemporaneamente il costume da bagno anche se la loro destinazione è Seattle e in hotel NON c’è la piscina. E anche quel bel vestitino con le perline, metti che devo uscire una sera a cena…  

Quelle che controllano 10-15 volte se hanno il passaporto (ovviamente ce l’hanno…) e il biglietto (idem) e l’aspirina (…) e i fazzolettini di carta, eccetera eccetera eccetera.

Quelle che partono e lasciano a casa una figlia pre-adolescente (che ogni volta che ti vede con il trolley in mano ti dice ‘ma ancora vai via????’ scatenandoti dei sensi di colpa non trascurabili… )un fidanzato Ufficiale (con il quale ci si vede mediamente una volta al mese), un famiglia allargata comprendente una mamma Iperattiva, un ex-marito ed i suoi genitori (che, per fortuna, ti danno tutti una grossa mano, permettendoti, alla fin fine, fare un lavoro un po’ da uomo, via…)

Quelle più o meno come me, insomma. Si, dico a voi cinque….